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“La malasorte” di Daniela Grandinetti. La storia di un paese e dei suoi fantasmi

“La malasorte” di Daniela Grandinetti. La storia di un paese e dei suoi fantasmiAttraverso il suo secondo romanzo, La malasorte, Daniela Grandinetti racconta le vicende di una terra oggi abbandonata e del suo popolo. L’autrice stessa ha deciso di ritornare alle proprie origini e di lasciare la Toscana, dopo anni di lavoro, per riappropriarsi della terra natale: Lamezia Terme, in Calabria.

Pubblicato da L’Erudita, La malasorte vive e respira l’aria di questo paese, visto sotto le false spoglie di una cittadina immaginaria chiamata Sovara. L’autrice alimenta i ricordi dei suoi abitanti, s’interroga sul loro passato e getta le basi per un futuro diverso, più sereno.

Protagoniste del libro sono Cettina e Tilde, donne legate alle proprie radici pur appartenendo a mondi molto distanti fra loro. Terza protagonista è invece Cosma, lo spirito di una contadina vissuta in quello stesso paese nel corso dei primi anni del Novecento e che, per nessuna ragione, sembra voler abbandonare le vie di Sovara.

 

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Curiosamente, è proprio la visione di una ragazza ad aver ispirato la stesura del romanzo. Nel corso di un’intervista per LameziaTerme.it, Daniela Grandinetti spiega come tutto sia nato da una canzone (Jusqu’au Paradis dei Dounia) e dalle immagini che questa canzone ha suscitato in lei: quelle di una ragazza che corre fra le vie di una cittadina, che sembra scappare ma non si volta; porta invece con sé la tempesta, diffondendo tutt’attorno paure, angosce e malasorte.

“La malasorte” di Daniela Grandinetti. La storia di un paese e dei suoi fantasmi

L’autrice ci parla di una leggenda e dei suoi fantasmi, racconta la storia di donne diverse e degli anni in cui sono vissute, soffermandosi sull’immobilità che ristagna nell’entroterra calabrese. In questo mondo, Cosma continua a vivere grazie ai racconti degli anziani e riempie di incubi e sogni le notti delle giovani donne, costrette a vivere in un presente che sembra sospeso nel tempo. È contro quest’immobilità che le protagoniste del romanzo dovranno lottare per saldare i conti con il passato di Sovara e la malasorte che si porta appresso.

A emergere, fra le pagine di Grandinetti, è la volontà di un’autrice di parlare della propria terra attraverso le voci di chi la abita. Si tratta, in questo caso, delle donne calabresi e delle storie, spesso misteriose e macabre, che circondano il loro mondo. Per Daniela Grandinetti è importante che siano loro le vere protagoniste, ormai autonome e in grado di raccontare la storia che le coinvolge attraverso uno sguardo soggettivo e privo di stereotipi.

Il desiderio dell’autrice, affezionata da sempre ai racconti sulle donne, emerge anche da un vissuto personale e dal ritorno alle origini. Dopo anni di vita in Toscana, infatti, Daniela ha deciso di narrare quest’esperienza attraverso la voce di Cettina e del suo sguardo, così diversa da quello di Tilde e della stessa Cosma.

Quarta protagonista femminile è invece la cittadina di Sovara, rappresentante di tutti quei paesi della Calabria oggi in stato d’abbandono; lasciati a se stessi da parte di una popolazione che, come Cettina e la stessa autrice, li hanno dimenticati per anni.

“La malasorte” di Daniela Grandinetti. La storia di un paese e dei suoi fantasmi

Con La malasorte, Daniela Grandinetti aspira quindi a riscattare la bellezza e l’importanza dei paesi che, come Sovara, hanno bisogno di essere riscoperti.Una forza che, in fondo, appartiene anche alla ragazza che vediamo correre fra i vicoli. In questo senso, Cosma rappresenta una mancata crescita, presta la propria voce a tutte quelle donne che, negli anni, sono state calpestate dalla società e che oggi, invece, pretendono di emergere.

A questo punto, risulta evidente quale sia uno dei temi centrali del romanzo: la violenza. Una violenza esercitata non solo sulle donne ma anche sull’ambiente. È un romanzo sul dolore e sulla voglia di vivere e rinascere dal proprio passato. La tensione emotiva è spinta al limite e Daniela Grandinetti invita il lettore a una riflessione profonda, a guardare dentro se stesso per trovare la forza di ricordare, dimenticare e ricominciare.

 

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Dopo il debutto letterario con Il mistero della casa nel vento nel 2010, Daniela si è dedicata ai racconti, alcuni dei quali sono vincitori d’importanti premi letterari: Premio Mimosa 2010, Premio “Racconti nella rete”, seconda classificata nel 2015 al Premio Caffè Moak. Le sue storie sono state pubblicate all’interno di diverse antologie, fra le quali le edizioni del 2008 e 2009 del Premio Letterario Giovane Holden.

La malasorte è il suo secondo romanzo ed è una storia che invita a riappropriarsi del proprio destino come hanno fatto le donne Ccalabresi di Sovara. Racconta una realtà concreta e attuale, inscrivendola fra misteriosi racconti di fantasmi.


Per la prima foto, copyright: Jorge Vasconez.

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