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La lettera d’ammirazione di Charles Baudelaire a Richard Wagner

La lettera d’ammirazione di Charles Baudelaire a Richard WagnerIl 17 febbraio 1860 Charles Baudelaire scrisse una lettera a Richard Wagner per dimostrargli tutta la gratitudine possibile per il dono della sua musica.

Il trentottenne Baudelaire, non ancora celebrato come uno dei più grandi poeti francesi, inviò al compositore tedesco una lettera ricca di apprezzamento che si pone come il toccante testamento del potere della musica e di un gesto generoso.

 

Gentile signore,

ho sempre immaginato che un grande artista, in qualunque modo possa aver acquisito familiarità con la gloria, non può essere insensibile a un sincero complimento, soprattutto quando questo complimento è come un pianto di gratitudine; e quando questo pianto potrebbe acquisire un qualche valore particolare dal momento che è venuto da un francese, cioè da un uomo poco disposto all’entusiasmo e, inoltre, nato in un Paese dove la gente fa fatica a capire la pittura e la poesia meglio di quanto faccia con la musica. Prima di tutto, voglio dirvi che devo a voi il più grande piacere musicale che io abbia mai provato. Ho raggiunto un’età in cui non è più un bel passatempo scrivere lettere a persone famose, e io avrei dovuto esitare a lungo prima di scrivervi per esprimere la mia ammirazione nei vostri confronti, se ogni giorno non m’imbattessi in articoli spudorati e ridicoli nei quali si fa di tutto per diffamare il vostro genio. Voi non siete il primo uomo, signore, a causa del quale ho sofferto e sono arrossito per il mio Paese. Alla fine l’indignazione mi ha spinto a darvi un pegno della mia riconoscenza; ho detto a me stesso: «Voglio tirarmi fuori da tutti questi imbecilli».

La prima volta che mi sono recato al Théátre des Italiens per ascoltare i vostri lavori, ero abbastanza maldisposto e addirittura, devo ammetterlo, pieno di brutti pregiudizi, ma ho una scusa: sono stato spesso ingannato; ho ascoltato così tanta musica prodotta da pretenziosi ciarlatani. Ma voi mi avete conquistato immediatamente. Quello che ho sentito va al di là di qualsiasi descrizione, e se voi sarete abbastanza gentile da non ridere proverò a interpretarlo per voi. All’inizio mi sembrava di conoscere questa nuova musica, e più tardi, riflettendoci su, ho capito da dove venisse questo miraggio; mi sembrava che questa musica fosse mia, e l’ho riconosciuta nello stesso modo in cui qualsiasi uomo riconosce le cose che è destinato ad amare. Per chiunque, a meno che non sia un uomo intelligente, questa frase sarebbe immensamente ridicola, soprattutto quando viene da uno che, come me, non conosce la musica, e la cui educazione musicale si limita al fatto di aver ascoltato alcuni brani di Weber e di Beethoven.

La lettera d’ammirazione di Charles Baudelaire a Richard Wagner

La cosa che mi ha colpito di più è stato il senso di grandezza. Rappresenta ciò che è grande e incita alla grandezza. Attraverso le vostre opere ho ritrovato la solennità dei grandi suoni della Natura nei loro aspetti più grandi, nonché la solennità delle grandi passioni dell’uomo. Ci si sente trasportati e dominati.

Uno tra i brani più singolari, e tra quanti mi hanno dato una sensazione musicale davvero nuova, è quello che ha la funzione di descrivere uno stato di estasi religiosa. L'effetto dell'Ingresso degli invitati e della Festa nuziale è immenso. Ho avvertito il senso maestoso d'una vita che ha un respiro più grande della nostra.

Ho spesso fatto esperienza di una sensazione di una natura piuttosto bizzarra, cioè l’orgoglio e la gioia del comprendere, del lasciarmi penetrare e invadere – un piacere davvero sensuale che somiglia a quello che si prova quando ci si solleva in aria o ci si lancia nel mare. E la musica, allo stesso tempo, risuonerebbe talvolta dell’orgoglio della vita.

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In genere queste profonde armonie mi sembravano come quegli stimolanti che accelerano le pulsazioni dell’immaginazione. E ho anche provato, e vi prego di non sorridere, sensazioni che derivano probabilmente dalla conformazione del mio animo e dalle mie consuete preoccupazioni. C’è ovunque qualcosa di elevato o che eleva, qualcosa che aspira a salire più in alto, qualcosa di eccessivo e superlativo. Per esempio, se potessi fare analogie con la pittura, lasciatemi supporre di avere difronte una vasta distesa di un rosso intenso. Se questo rosso rappresenta la passione, lo vedo gradualmente passare attraverso tutte le sfumature di rosso e rosa fino all’incandescenza di una fornace. Sembrerebbe difficile, persino impossibile, raggiungere qualcosa di più ardente, e ancora un’ultima scintilla viene e traccia un solco più bianco sul bianco di uno sfondo. Questo significherà, se me lo consentite, la suprema espressione di un’anima al suo più alto parossismo.

Avevo cominciato a scrivere qualche breve meditazione sui brani del Tannhäuser e del Lohengrin, ma ho dovuto ammettere che è davvero impossibile dire tutto. E così potrei continuare senza fine questa lettera. Se avete potuto leggermi vi ringrazio. Mi resta da aggiungere solo qualche parola.

 

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La lettera d’ammirazione di Charles Baudelaire a Richard Wagner

Dal giorno in cui ho ascoltato la vostra musica, ho detto a me stesso all’infinito, e soprattutto nei momenti tristi, «Se solo potessi sentire un po’ di Wagner stasera». E non c'è dubbio che anche altri avranno i miei stessi sentimenti. In conclusione, voi avreste dovuto essere soddisfatto del pubblico, il cui istinto è stato ben più forte del cattivo sapere dei critici giornalisti. Perché non prendete in considerazione l'idea di dare ancora qualche concerto, aggiungendo nuovi pezzi? Ci avete fatto gustare un assaggio di delizie mai provate: avete il diritto di privarci di quel che segue?

Ancora una volta, signore, vi ringrazio: in alcuni momenti infelici mi avete riportato a me stesso e a ciò che è grande.

 

Ch. Baudelaire

Non metto il mio indirizzo perché potreste pensare che voglia qualcosa da voi.

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Un poeta che descrive la musica, che scrive di musica, è quanto di più elevato e divinamente artistico possa scaturire da tale sinergia di anime e intelletti.

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