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“La lettera a Hitler” di Gabriele Nissim: Armin Wegner, il “Giusto tra le nazioni”

“La lettera a Hitler” di Gabriele Nissim: Armin Wegner, il “Giusto tra le nazioni”La lettera a Hitler di Gabriele Nissim (Mondadori, 2015) è il ritratto di Armin Theophil Wegner, una biografia che ricostruisce il pensiero dell'intellettuale tedesco attraverso le carte del suo archivio. È la voce di Johanna Wernicke-Rothmayer ad accompagnarci dentro i sentimenti di uno scrittore e di un uomo: dopo un lavoro temporaneo come segretaria di Wegner a Roma per curarne i testi, la ragazza torna a intervistarlo per scrivere la sua tesi di laurea. Recuperare la testimonianza di un pacifista, che si è battuto contro i genocidi del Novecento è una questione urgente: per l'età del protagonista e per la completezza della Storia.

Armin Wegner è «ossessionato dalla preoccupazione di consegnare al mondo la sua opera», e l'indagine di Johanna è il tassello che completa il suo destino e la sua missione: prendere posizione contro il male e sollecitare il dibattito. Uno scrittore può operare nel mondo con le sue parole, e lo scambio epistolare include il lettore nell'analisi della società e nella ricerca di soluzioni. Per Wegner la lettera aperta è un'arma abituale di protesta, dalle prime battaglie durante l'infanzia contro l'emarginazione e il pregiudizio, alla cronaca sanguinosa della Prima guerra mondiale.

“La lettera a Hitler” di Gabriele Nissim: Armin Wegner, il “Giusto tra le nazioni”

Ogni riflessione letteraria e politica scaturisce da un incontro diretto, da un'esperienza vissuta in prima persona: Armin Wegner fu il primo a denunciare il genocidio armeno nella Lettera a Wilson, invocando l'azione del presidente degli Stati Uniti; fu il primo a documentare la pulizia etnica con fotografie inequivocabili, da lui scattate o raccolte da altri testimoni, e diffuse per contrastare il negazionismo e la riduzione del fatto oggettivo a mera opinione. Il dramma degli Armeni è il centro della maturazione di Wegner, perché gli mostra come qualsiasi ideologia politica vissuta come «progetto messianico volto a ribaltare la condizione umana», porta a considerare le persone come «dettagli casuali», semplificate nell'anonimato della massa.

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Per Armin, al contrario, ogni essere umano nella sua singolarità è origine e scopo delle sue riflessioni: La lettera a Hitler è la massima espressione del suo impegno letterario e politico, e il fulcro della sua esistenza. Il matrimonio con Lola Landau, scrittrice e poetessa ebrea, lo scaglia nel vortice della persecuzione antisemita condotta dal regime nazista, strappandolo al torpore di un volontario isolamento tra i libri della sua biblioteca. Wegner sperimenta su di sé una serie di laceranti contrapposizioni: l'identità tedesca e la vicinanza spirituale agli Ebrei, il naturale senso di patria e il cosmopolitismo, la possibilità di scegliere come comportarsi e l'autodifesa come soluzione esclusiva. La lettera a Hitler è lo strumento con cui vorrebbe sanare la frattura che si è creata nella sua anima e nella sua famiglia, ma l'unica possibilità di riscatto è affidarsi al «disegno imperscrutabile» del destino: come spiegare altrimenti il caso beffardo che salva la giovane artista Irene Kowaliska grazie alla Lettera a Mussolini? Al secondo tentativo, Wegner riesce dove non era arrivato con il primo: «quanto non sarebbe mai riuscito ad Armin con il Führer per sua moglie ebrea in Germania gli riuscì invece con la sua nuova amante in Italia».

“La lettera a Hitler” di Gabriele Nissim: Armin Wegner, il “Giusto tra le nazioni”

Armin Wegner è stato riconosciuto “Giusto tra le nazioni” da Armeni ed Ebrei, perché non è il gesto eroico e risolutivo a determinare il valore del sacrificio, ma l'intenzione: sonoi limiti e le fragilità dell'uomo a innescare la solidarietà verso gli altri. Accettare il proprio destino è la risposta all'«enigma del Giobbe moderno»: l'anelito alla perfezione non preserva dal subire ingiustizie, ma spinge a coltivare «il gusto del mondo», a proclamare la bellezza dell'esistente, ad esaltare ogni granello di bontà manifesta.

“La lettera a Hitler” di Gabriele Nissim: Armin Wegner, il “Giusto tra le nazioni”

Raccontare la storia di Armin Wegner è riconoscere lo sforzo di un uomo che si è fatto carico della responsabilità di un popolo, trasformando una colpa politica in un'occasione di espiazione personale e pubblica. Johanna viene invitata dal suo relatore universitario a diventare «pescatore di perle», a esporre la ricchezza del pensiero di Wegner con la stessa profondità con cui lo scrittore ha mostrato sé stesso. Gli intellettuali non possono ritirarsi nel proprio ambito umanistico, ma devono scendere nella realtà e contribuire con i propri mezzi a un clima di fiducia e amicizia tra gli uomini. Se Wegner non avesse creduto in questa speranza, si sarebbe rivolto ai potenti della terra con la convinzione di essere ascoltato? A volte solo essere «stolti, ingenui e incoscienti» permette di affrontare il male universale: così Armin Wegner ha scritto La lettera a Hitler.

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