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La guerra raccontata da un giovanissimo Antoine de Saint-Exupéry

La guerra raccontata da un giovanissimo Antoine de Saint-ExupéryNel 1918, Antoine de Saint-Exupéry, diciottenne da poco, si trova a Parigi dove segue le lezioni presso il Liceo Santi-Luis. Ed è qui quando la città viene bombardata dai tedeschi.

Il giovane Antoine resterà talmente colpito dagli esiti del bombardamento che scriverà alla madre raccontando le nefaste conseguente dell’attacco tedesco e i suoi timori per il futuro.

La lettera, tratta dal volume Lettere a mia madre di Antoine de Saint-Exupéry (Editrice Santi Quaranta, traduzione Marco D’Aliberti), ha inizio con un piccolo rimprovero alla madre che però cela più che altro lo stato d’animo di Antoine che è inevitabilmente impaurito e teme per la sua vita:

 

Parigi, Liceo Saint-Louis, 1918

Cara mamma,

perché non mi scrivete più? Ogni giorno aspetto una vostra lettera e invece non ricevo mai nulla!

 

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E immediatamente dopo, Antoine de Saint-Exupéry inizia a raccontare alla madre le conseguenze del bombardamento:

Qualsiasi cosa dicano i giornali, i tedeschi sono arrivati con gli aeroplani ed è stato terribile. Ci sono state decine e decine di morti, cento volte di più di quanto riportano i giornali. È stato un vero massacro. Soltanto in una casa, crollata completamente, sono stati trovati 40 corpi! Ma ovunque si guardi, in ogni strada, in ogni quartiere, dappertutto, ci sono cadaveri. Tre bombe sono cadute sul boulevard Saint-Michel, non lontano dalla scuola. Che botto! Una sola bomba ha ucciso un cocchiere, il cavallo, due passeggeri e due passanti. I giorni dicono che ne sono esplose 60, ma è una balla! Erano 60 aerei dell’aviazione tedesca e ognuno ha sganciato come minimo [in corsivo nel testo, ndr] due bombe.

La guerra raccontata da un giovanissimo Antoine de Saint-Exupéry

Non sappiamo se quanto appena riportato sia da attribuire alle esagerazioni di un giovane ragazzo, ma fatto sta che lo stesso Antoine, sempre rivolgendosi alla madre, chiarisce di essere stato testimone oculare di quanto appena raccontato:

Non appena è suonato l’allarme gli insegnanti ci hanno fatto alzare e poi scendere giù a nasconderci, ma io ho visto tutto: sono salito sul tetto con un mio compagno e abbiamo assistito allo scontro. Il cielo era rischiarato dai fari degli aerei, i missili fischiavano intorno a noi… uno scenario apocalittico. Sentivamo le mitragliatrici e soprattutto i cannoni… per tutta la notte non hanno mai smesso di sparare… pan… panpan… panpan... e ogni tanto vedevamo un lampo e sentivamo lo scoppio delle bombe. “È un macello caro mio, non credi?”.

 

Ed ecco cosa ha visto in concreto:

Ho visto precipitare un aereo francese in fiamme (i tedeschi ne hanno abbattuti molti [in corsivo nel testo, ndr]): assomigliava a una grande torcia. Ho visto saltare in aria un deposito di petrolio che ha illuminato il cielo di un rosso intenso.

La guerra raccontata da un giovanissimo Antoine de Saint-Exupéry

A questo punto Antoine pone alla madre una domanda retorica che appare terribile in tutta la sua tragicità:

Cosa abbiamo fatto per meritarci tutti questi morti? Non ne ho idea… è pazzesco!

 

A colpire Antoine sono pure le minacce dei tedeschi.

Poi hanno fatto cadere dei foglietti con su scritto: “Ci rivedremo presto! Siamo venuti in 60 ma la prossima volta torneremo in 200”. Ecco quello che hanno fatto.

 

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La lettera si chiude con un gesto affettuoso rivolto alla madre:

Ho ricevuto i soldi che mi avete mandato. Più tardi comprerò un rasoio, grazie mille.

Vi lascio mamma cara e vi abbraccio con tanto affetto.

Rispettosamente, vostro figlio

Antoine

 

Sempre a proposito di Antoine de Saint-Exupéry e del suo Piccolo principe, qui vi raccontiamo com’è nato, vi mostriamo l’illustrazione originale realizzata dallo scrittore stesso e vi riportiamo l’ultima lettera scritta alla madre poco prima di morire.


Per la prima foto, la fonte è qui.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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