In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

14 scrittori famosi e le loro ultime parole

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

La forza di una promessa. “L’amore” di Maurizio Maggiani

La forza di una promessa. “L’amore” di Maurizio MaggianiNell’ultimo libro di Maurizio Maggiani (Feltrinelli),su una copertina per certi versi simile a quella della recente silloge di racconti Parlare non è un rimedio, campeggia un titolo impegnativo, L’amore, termine posto a suggello di un’intensa e – al contempo – dimessa ricognizione semi-autobiografica condotta dal claudicante protagonista/narratore: tra una notte d’ottobre e la successiva, nella Liguria delle Cinque Terre, noi lettori seguiamo i pensieri e le azioni di un attempato sposo e ci inoltriamo tanto nella semplicità dei suoi gesti quanto nella loro profondità simbolica.

I piccoli accorgimenti quotidiani come condurre a letto la sposa, «imboccarle» un «pezzetto di resina a forma di dentiera cava» per placare il bruxismo notturno, «con grande tatto» rassettare le coperte, cucinare lo «stocco accomodato», cercare fra i propri ricordi un«fatterello» che possa essere, anch’esso, accomodato e dunque raccontato rappresentano il portato pratico di una devozione e di una dedizione mai sopite, neppure durante il riposo (lo sposo «almeno una volta si alza per fare una cosa gentile», addirittura «per guardarla e vedere se maniman nel sonno sorride o digrigna i denti»).

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

La giornata del protagonista si divide fondamentalmente tra la ricerca di “fatterelli” per l’amata e la preparazione, attenta e rigorosa, della cena: gesti che traducono in forma concreta il suo essere sposo, la continuità di una promessa (in latino, “sponsum” è il supino attivo di “spondēre”, che significa “promettere”, “garantire”).

Il narratore, partendo dalla terza persona, vira verso il monologo interiore nel momento in cui si entra in stretto contatto coi suoi pensieri e le pagine si riempiono di memoria, fino a trasportare detriti di momenti felici e di perdita, serenità e addii, amori e morti: grumi intensi, palpitanti, che si attenuano in “fatterelli” quando lo sposo li racconta alla sposa: in questi termini, un grande sentimento provato in gioventù può ridursi al ricordo di un mangianastri e ai lacerti di qualche canzone.

La forza di una promessa. “L’amore” di Maurizio Maggiani

Lungo il filo della memoria il narratore ci porta a percorrere non solo il suo lungo e faticoso tirocinio per godere della pienezza della condizione di sposo, ma anche la sua crescita politica, personale e umana: da «ragazzino» incapace di «farsi la barba per bene» senza l’aiuto paterno evolve, dopo un periodo di languore in cui si imbeve di fumo e letture, nel “Fabbro”, nell’homo faber, artefice del proprio destino (lavora e porta avanti un ideale anarchico aperto all’esperienza della condivisione e della fatica, imparate – sudando - da un congegnatore meccanico comunista); e ancora, diventa «lo Zoppo» in seguito a un incidente.

Anticonformismo, Liguria, coppia: basta questa triade di parole per collegare l’ultimo libro di Maurizio Maggiani e la sua intensa ricognizione storica, psicologica e sentimentale con Un marito, di Michele Vaccari, da poco uscito per Rizzoli: con le dovute distinzioni, i due protagonisti remano contro le ideologie imperanti, vivono con passione l’attaccamento alla loro terra d’origine (non importa se sia la periferia di Genova o una falesia delle Cinque Terre) e non è possibile, per loro, pensarsi privi di un amore al proprio fianco.

Altro tratto in comune, ben tematizzato, è quello della sacralità del cibo: dalle ricette della rosticceria di Ferdinando e Patrizia si passa alla cucina e all’orto dello sposo, certo, ma la dedizione, l’attenzione, il cimento preparatorio sono i medesimi (il «cappon magro […] assemblato secondo i precetti» fa il paio con la minuziosa descrizione della ricetta dello stoccafisso).

Per quanto concerne il piano formale, la sintassi, turbinante e impetuosa come le pedalate alla cieca e senza freni del protagonista, contribuisce – insieme alla diminutio quotidiana e casalinga di scelte lessicali apparentemente sciatte («scians» per “chance”, «sciampo» per “shampoo”, eccetera) o popolaresche («maniman», «scivertata», «ravatti», l’articolo determinativo davanti ai nomi propri) – a umanizzare il protagonista, a renderlo vittima, zoppa e quasi cieca, di un destino che non vuole più costruire poiché ha ormai trovato la sua dimensione.

La forza di una promessa. “L’amore” di Maurizio Maggiani

Lo sposo, nel suo racconto percorre tempi ed epoche diverse; attraversa la storia: tanti sono i riferimenti espliciti a canzoni di Lucio Battisti o Jimmy Fontana; particolare è il momento in cui l’attempato sposo si riposa guardando una «serie tivù [...] ambientata negli anni ottanta del Novecento, ai vecchi tempi di E.T.» in cui l’attrice più efficace «è poco più di una bambina» che, coi «capelli rasati» e indosso «una lunga camicia grigia», interpreta il ruolo di una «cavia da lager sfuggita miracolosamente ai suoi torturatori»; ricorda i tempi andati del «focolare» in cui «la brace era viva estate e inverno» e «tutto andava sorvegliato e accudito»; in lui vive ancora la curiosità di sorprendere le creature di fiabe e leggende tradizionali, quali il «buffardello» e la più incombente «belùa» (riporto una nota interessante, tratta da M. Maggiani, màuri, màuri, Feltrinelli, 1989, poi 1996, p. 36: «La faina è la belùa perché è la belva. Nessuno da quelle parti ha mai potuto immaginare animale più ferino della faina, che squassa e che sbudella prima di uccidere e si squarta prima di venire uccisa. Ma forse Belua è anche la donnola e, per i francesi che da queste parti sono passati e ci si sono anche fermati, donnola è anche la strega»).

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Grazie a questi e a molti altri elementi, il libro di Maurizio Maggiani, questa ricognizione sulla potenza eroica dell’amore e sulla sua capacità di palesarsi in ogni temperie storico-sociale, si carica di intensità e diventa testimonianza, del passato come dell’attualità.


Per la prima foto, copyright: rawpixel.

Per la terza foto, la fonte è qui.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.