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“La follia dei Flood”, Jess Kidd tra ossessioni e traumi

“La follia dei Flood”, Jess Kidd tra ossessioni e traumiCon La follia dei Flood di Jess Kidd, Bompiani porta in libreria, da oggi, un romanzo dalle tinte foschenella traduzione di Sergio Claudio Perroni.

La splendida Blindemere è una meravigliosa casa d’epoca che ha subito nel corso del tempo una degradazione tale da averla trasformata in una sorta di creatura vivente spaventosa pronta ad assalire ogni suo visitatore. Il suo guardiano, Cathal Flood, la abita in un modo tutto suo, occupandone spazi con qualsiasi oggetto, stipando giornali, avanzi, ricreando un coacervo di germi e batteri quasi indomabili.

Il signor Flood è affetto da una patologia ossessivo-compulsiva che l’ha spinto, negli anni, ad accumulare cose, e ancora altre cose; a fare ordine in questo universo caotico di ciarpame Maud Drennan, incaricata dai servizi sociali per aiutarlo perlomeno a migliorare le condizioni igieniche della sua persona e dei principali spazi vitali che occupa. Circondata da gatti dai nomi strani e costantemente osservata dal signor Flood, che come un felino si nasconde e spia silenziosamente il suo nemico, Maud procede a tentativi, mossa dalla volontà di svolgere il proprio lavoro ma frenata dall’inquietudine di quel posto e del suo unico abitante.

 

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L’atipicità della contingenza non basta però a giustificare la casistica di stranezze cui Maud assiste: è come se la casa prendesse vita e i suoi oggetti si animassero. Quello che all’inizio sembrerebbe un lavoro come un altro – difficile, certo, ma tutto sommato negli standard – si mostra alla protagonista nella sua natura: una storia fosca, in cui il puzzle di cui all’inizio fanno parte solo Maud e Cathal vede aggiungersi altre pedine.

“La follia dei Flood”, Jess Kidd tra ossessioni e traumi

La follia dei Flood è un romanzo di difficile inquadramento in un unico genere letterario: romanzo gotico, thriller, romanzo psicologico sono solo le prime opzioni per definirlo. Jess Kidd è il ragno che tesse la tela e il lettore la vittima sacrificale che, senza accorgersene, ci mette i piedi. Ma la capacità narrativa non si esaurisce a questi elementi: se da una parte si sviluppa l’intreccio, con il dispiegamento di forze soprannaturali che accompagneranno Maud nella ricerca di un senso nella storia di quella famiglia, dall’altra c’è sempre lo spazio per approfondire le scelte di ogni personaggio, a tracciarne lo storico della sua vita, come un medico con un paziente appena ricoverato.

Tema centrale e sotteso a ogni cosa che accadrà in La follia dei Flood è quello del trauma: ogni essere umano, in situazioni diverse e a diversi livelli di influenza, ha subito un evento traumatico nella sua vita, che si riversa sulla sua esistenza in maniera ineluttabile. Sta al singolo individuo la possibilità di sfruttare il trauma a proprio vantaggio, traducendo in positivo un’esperienza negativa, o di farsi ingurgitare, perdendo così la possibilità di riscattarsi.

“La follia dei Flood”, Jess Kidd tra ossessioni e traumi

Continuamente in questo romanzo assistiamo all’incedere di una tendenza a discapito dell’altra e a scambiarsi le parti in un gioco pericoloso: se all’inizio l’ossessione sembra aver preso il sopravvento, questa dovrà presto lasciare il posto alla riflessione e all’indagine. In tale contesto, i due personaggi principali appaiono perfetti, tratteggiati nelle loro patologie e comunque lucidissimi.

Un ruolo determinante è affidato anche ai personaggi secondari, verso i quali l’autrice si è sbizzarrita. Le loro caratterizzazioni sono spettacolari, ricche di dettagli al punto che diventa semplice figurarseli. Una menzione speciale va a Renata, capace di tirare i fili della trama e di regalare qualche sorriso al lettore in più occasioni. Renata è la padrona di casa di Maud, nonché un’appassionata di romanzi gialli, dei quali comprende le dinamiche per sfruttarle a suo vantaggio.

 

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La casa dei Flood, la sua storia e i suoi segreti coinvolgeranno il lettore dalla prima all’ultima pagina, per dare vita a un romanzo che alterna sacro e profano in maniera originale, senza abbassare mai il ritmo coinvolgente della trama.


Per la prima foto, copyright: Vidar Nordli-Mathisen su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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