Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

“La fine del mondo storto” di Mauro Corona

Sul+Romanzo_La+fine+del+mondo+storto_Mau

“La fine del mondo storto” di Mauro Corona (Ed. Mondadori)

 
Mettiamo che un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti petrolio, carbone ed energia elettrica. (…) “Sacramento che disgrazia!”… “Non sappiamo usare le mani.”
Ai tempi delle vacche obese ognuno pensava per sé, non esisteva collaborazione né rispetto. Ci si azzuffava per un nonnulla, si accumulavano ricchezze a discapito di onestà e buon senso. Poi una mattina tutto finisce. La tecnologia – idolatrata – regna su un mondo silenzioso e buio. I lampioni non illuminano più le strade, dai termosifoni non si alza calore, i motori si fermano. È la fine del mondo storto. Gli uomini iniziano a morire come mosche, almeno due terzi della popolazione mondiale non arriveranno alla primavera successiva. 
 
L’inverno della morte bianca e nera, della paura e del terrore, miete vittime soprattutto tra i malati, i cagionevoli di salute, gli anziani e i bambini. I mestieri ammirati ai tempi d’oro dell’umanità non servono a nulla ora che l’energia elettrica non pompa luce e le pance sono vuote. I sopravissuti migrano verso le montagne, dove c’è legna in abbondanza. In città si brucia tutto, mobili, libri, quadri, i soldi (ma quelli bruciano poco e non scaldano). Fa freddo e la fame attanaglia le menti. E così quell’inverno sono dieci inverni accatastati uno sull’altro
 
Chi sopravvive non si arrende, torna ad essere umile, va in campagna in cerca di contadini. I contadini sanno ancora usare le mani, mungono gli animali, sanno cavare cibo dalla terra. Così come i montanari, che cacciano uccelli e colgono erbe medicinali. Tornano in auge marchingegni arcaici per catturare animali nei boschi, i fucili sono solo ferro da buttare ora che nessuno produce più le munizioni. Nelle città c’è un silenzio che intorce le budella. Non si litiga, né si parla a vanvera, si pensa solo a non morire. L’inverno della paura fa riavvicinare le persone, ci si unisce per arrivare al giorno dopo, nella speranza che il freddo se ne vada e torni il sole a scaldare le ossa magre. Chi non muore non si ammala più, fortificato dalla fame e dai sacrifici. In quelle condizioni, i rimasti in piedi son diventati saggi. La natura è venerata, rispettata, amata. 
 
Agli albori della primavera si torna pian piano a sorridere, il verde invade le città, ogni pezzo di terra viene messo a coltivazione. Frutta, verzure, latte, farina, formaggi. L’uomo non muore più di fame. I giorni sono diventati meno duri, la speranza torna a consolidarsi, la vita mette i piedi sulla testa della morte. Saggezza e prudenza conducono gli uomini verso una nuova era, in un mondo depurato dalle ingiustizie e dalle frustrazioni. Si torna a parlare, nelle notti d’estate, attorno ad un fuoco. Si aguzza l’ingegno, ci si scambiano consigli. Non esistono padroni, né sudditi. 
 
In montagna, per ogni albero tagliato se ne piantano altri dieci, si pensa al futuro, non si spreca nulla e tutto viene equamente diviso. Senza rendersene conto, stanno creando una società perfetta, dove non ci sono gerarchie né subordinati . Il mondo forse ha davvero imparato la lezione, si è pulito ed è pronto ad andare avanti. Ma l’uomo ha in sé il germe della discordia, un’insoddisfazione latente che, a pancia piena, risale a galla. Tornano i primi ladri, e con loro gli assassini. Non c’è niente da fare, l’uomo è un cane che si mangia la coda. Gira in cerchio fino a consumarsi. In questo suo nuovo romanzo Mauro Corona è come vento di montagna, tagliente e disincantato.
Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)

Commenti

Mi hanno sempre detto che per scrivere un libro bisogna Narrare e non Raccontare.
Eppure questo libro che tutto sommato è Raccontato, essendo una lunga descrizione di quello che sarà del mondo quando finiranno tutti i carburanti, mi ha fatto cambiare idea sull'affermazione iniziale.
Un Raccontare con l'esperienza funziona molto più di un narrato...
libro consigliatissimo..

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.