Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

La felicità è un orizzonte che va conquistato. “Turbolenza” di David Szalay

La felicità è un orizzonte che va conquistato. “Turbolenza” di David SzalayC’è qualcosa di drammaticamente intimo che si sviluppa nella relazione tra lo stile di uno scrittore e lo sguardo del lettore che non riesce, come magneticamente attratto, a staccarsi da un perverso gioco metanarrativo. Un qualcosa che riguarda un dolente ritratto: del lettore stesso, con altro nome e altro passaporto, degenerato in un’immagine fittizia eppure riconoscibile al primo sguardo, spesso con quell’attimo d’incertezza che lo costringe a fermarsi e a domandarsi ma sono realmente io quello di cui si sta parlando?

In questo meccanismo crudele c’è tutta l’abilità di David Szalay che con Turbolenza, uscito per Adelphi al crepuscolo dell’estate e nella traduzione di A. Rusconi, continua a proporre ritratti di uomini (e talvolta donne) così disperati e disperanti per cui riconoscersi in essi diventa la sola strada del pubblico nel tentativo di esorcizzare almeno per pochi istanti la realtà. Ma fare i conti con la natura ambigua e ibrida dei sentimenti umani, che a tutti noi appartengono, è un obbligo che si deve a se stessi, ancor prima che a chi ci accompagna.

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

Nei dodici racconti che compongono il mosaico di Szalay i protagonisti appaiono incerti e spaventati, dubbiosi e spezzati, incredibilmente reali, fratelli già conosciuti. La felicità è un orizzonte che va conquistato, lontano dal trambusto dell’impotenza e della perenne malinconia che il frenetico quotidiano ci impone, costringendoci a dimenticare tutto troppo in fretta, sfrecciando brutalmente accanto a ciò che non riusciamo a comprendere, o che non abbiamo tempo di capire.

Tutte le brevi narrazioni sono unite da una sottile linea, estendendo a questa rappresentazione della realtà la teoria dei gradi di separazione tra esseri umani, impercettibile nel suo dramma. Ed è proprio un sommesso quotidiano che lega le esistenze dei protagonisti di questi episodi, brevi e sospesi come i frammenti di realtà contro i quali si scontrano.

La felicità è un orizzonte che va conquistato. “Turbolenza” di David Szalay

L’abilità dell’autore è anche quella di abbracciare, con ecumenica letterarietà, etnie e continenti diversi, a rendere ancora più asfissiante la continua rincorsa dei suoi personaggi verso una salvezza che nemmeno loro credono fino in fondo possibile. Ma l’alternativa non è una brusca frana in un crepaccio senza fondo, bensì quello che Szalay suggerisce è l’importanza di venire a patti con i propri errori, con le proprie mancanze e le inevitabili mistificazioni della realtà che ne derivano. Quello che l’autore regala a noi lettori – e talvolta ai protagonisti delle sue storie – è la possibilità di credere in uno spiraglio che saldi la nostra vita a relazioni complesse, senza fermarsi al dolore delle scelte, alla complessità dei rapporti umani, alla noia.

In questo ideale giro del globo, molte differenze vengono annullate, lasciando che a emergere siano caratteri universali, inquadrati nelle loro gabbie d’eccitazione dalle quali è evidente la loro fatica (talvolta la loro stessa ritrosia) a evadere.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

La felicità è un orizzonte che va conquistato. “Turbolenza” di David Szalay

David Szalay si dimostra narratore abilissimo e pieno di immediata grazia letteraria: in brevi porzioni narrative si dimostra in grado di formalizzare sentimenti che altrove richiederebbero un sedimento più lento e complesso; malinconia, un amore – o qualcosa che gli assomigliava – interrotto, intense relazioni familiari, amicizie che si sfaldano. Il mosaico funziona nei suoi meccanismi di costruzione e anche, per così dire, nelle sue peculiarità decorative e ornamentali. L’uso di un bel linguaggio.

«Ciao» gli disse. Poi, con una mezza corsetta, trascinò la valigia verso l’ingresso del terminal, e non sentì la sua risposta, ammesso che lui le avesse risposto qualcosa.

 

Turbolenza dice molto della nostra (in)capacità di gestire i legami, oggi. Ammesso che ci interessi ancora qualcosa.


Per la prima foto, copyright: Will van Wingerden su Unsplash.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.