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La donna che salvò oltre diecimila bambini italiani

La donna che salvò oltre diecimila bambini italianiIn libreria dal 21 febbraio 2019, La madre americana di Laura Laurenzi (Solferino) è uno spaccato dell’Italia degli anni Sessanta e della Dolce Vita romana. A fare da cornice, una Roma cosmopolita al centro della scena culturale italiana ed europea.

«Mia madre non era come le altre madri: era americana. Lavorava molto, era una donna solida e idealista, che credeva in quello che faceva. Non aveva niente in comune con le altre mamme. Non l’ho mai vista giocare a carte e neanche prendere il tè con le signore, non portava bracciali d’oro con tanti ciondoli e nemmeno i foulard firmati. E non l’ho mai vista neppure cucinare.»

 

Con queste parole si apre il memoir di Laurenzi, dove l’autrice racconta, attraverso gli occhi dell’infanzia, di una madre – di sua madre; una donna forte, una donna divisa tra due Paesi, due lingue, due culture, ma con un cuore tanto grande da riuscire a contenere l’amore per un marito, per i figli, per un numero infinito di bambini bisognosi. La donna arriva a Roma subito dopo la guerra indossando la divisa dell’esercito Usa. Desiderosa di dare una mano e rendersi utile, ad Elma viene affidata la gestione del Foster Parents Plan, un programma di aiuti che strapperà alla povertà oltre diecimila bambini italiani. Questa è la sua storia, la storia della sua famiglia, ma è anche la storia di un Paese che respira aria di cambiamenti dopo una guerra devastante; è la storia di salotti culturali, la storia di personaggi illustri che hanno caratterizzato gli anni del dopoguerra. Con questo libro, Laura Laurenzi ci regala una testimonianza lucida e concreta di un’epoca magica e mortalmente romantica.

«Questa era la capitale d’Italia, o meglio il suo avamposto edonista. Come scrisse un rotocalco: “Roma? Venti minuti a San Pietro, venti al Colosseo e almeno due giorni nell’atelier delle sorelle Fontana. Via Veneto e dintorni, tuttavia, non era solo quell’epicentro di mondanità sconsiderata che ci hanno raccontato, ma molto altro. Era anche una zona di uffici, non solo di caffè all’aperto e di ombrelloni notturni.»

 

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La donna che salvò oltre diecimila bambini italiani

Ma questa è anche una storia d’amore: quando Elba arriva a Roma, s’innamora di Carlo, quello che sarà suo marito e il padre dei suoi figli. Firma storica del giornalismo nostrano, Carlo Laurenzi è raccontato come un uomo distinto dotato di un grande carisma.

«Ero una bambina di circa dieci anni e mezzo quando mia madre mi portò a vedere Kennedy. Mi sembrò quasi di poterlo toccare tanto era vicino, lui sulla macchina scoperta e io sul ciglio della strada, a pochi metri di distanza. In un fermo immagine lo rivedo sorridente, di certo bellissimo, come fosse un attore, o un atleta, molto diverso dai politici italiani che erano andati a riceverlo sulla pista di atterraggio a Fiumicino. Antonio Segni capo dello Stato, Giovanni Leone presidente del Consiglio da appena nove giorni, Giulio Andreotti ministro della Difesa. Kennedy se li mangiava in un boccone.»

 

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La donna che salvò oltre diecimila bambini italiani

La lettura de La madre americana procede fluidamente, e quando si arriva alla fine del libro ci si sente come di ritorno da un viaggio; un viaggio in un’altra epoca – della quale Laura Laurenzi ci fa innamorare – un viaggio in un’epoca che sembra più lontana di quanto non sia in realtà. Un’epoca che provoca nostalgia in chi l’ha vissuta e un senso di vuoto per chi non ha potuto farlo.

«Colpevole di essere sopravvissuta almeno due volte al male che ti ha ucciso, ho cercato di far rivivere in queste poche pagine gli anni che abbiamo trascorso insieme: troppo pochi e troppo lontani, sempre più lontani tanto che li sto dimenticando, così come sto dimenticando il suono della tua voce.»

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