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La distribuzione dei libri – Intervista al direttore di Messaggerie Libri

La distribuzione dei libri – Intervista al direttore di Messaggerie LibriQual è il ruolo della distribuzione dei libri nell’attuale crisi del sistema editoriale? E quali possono essere le possibili soluzioni per superare l’attuale impasse?

Di questo, come di Print on Demand e di Amazon, abbiamo parlato con Renato Salvetti, amministratore delegato di Messaggerie Libri, attualmente il più grande distributore editoriale nel nostro paese.

Tra essenziali puntualizzazioni e la descrizione di alcuni elementi fondamenti del sistema della distribuzione, Salvetti ha anche indicato le strade per il futuro dell’editoria italiana e della distribuzione in senso stretto.

 

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L’attività di distribuzione di Messaggerie riguarda non solo libri, ma anche agende, calendari, fumetti, gadget. Quanto incidono questi prodotti nella distribuzione editoriale rispetto al prodotto “libro”?

I prodotti che noi chiamiamo “no Book” contribuiscono molto marginalmente al nostro fatturato (circa il 3%). Questa categoria non comprende i fumetti, che per noi rientrano a pieno titolo nella definizione di “prodotto libro” e che sono sempre più apprezzati anche dai librai tradizionali e dalle catene.

 

Il distributore e il sistema dei resi sono spesso indicati come la causa principale della sovrapproduzione in Italia, un paese in cui però si legge poco e non si vendono tanti libri. Ammesso che la tesi sia vera, magari lei può di certo donarci una prospettiva diversa, sappiamo che numerosi altri paesi soffrono del medesimo problema, quali strade intraprendere per trovare un nuovo equilibrio di miglioria?

In altri paesi il problema della resa è assolutamente marginale. Per fare un esempio in tutto il nord Europa le copie invendute che vengono rese ai distributori è ampiamente sotto il 10%. Sicuramente un’elevata percentuale di resa è sinonimo di inefficienza del sistema nel suo complesso. La sovrapproduzione è una delle cause del reso, come pure alcune logiche promozionali. La distribuzione in realtà si limita a gestire i flussi fisici per conto degli editori e delle reti promozionali. Le percentuali di resa attuali sono un lusso che difficilmente in futuro la nostra filiera si potrà permettere. Ci sono certamente delle strade per migliorare questa situazione, ma la difficoltà nell’intraprenderle è legata alla necessità di riscrivere le regole economiche e commerciali su cui da sempre si basa il mercato.

La distribuzione dei libri – Intervista al direttore di Messaggerie Libri

La distribuzione di libri corrisponde a un volume di traffico su strada e su binari che incide nell’inquinamento complessivo del territorio italiano. Quali scelte avete adottato come azienda per essere più ecocompatibili?

La concentrazione su pochi soggetti della distribuzione dei libri aiuta sicuramente a saturare meglio i mezzi che trasportano su gomma i libri.

Un beneficio potrebbe essere realizzato se si estendesse fra gli editori il modello di business del Print on Demand: tirature più basse, stampa dopo il lancio solo delle copie da consegnare al libraio perché richieste da un cliente finale. Questo modello potrebbe essere applicato a gran parte del catalogo a bassa rotazione degli editori.

 

Le tecnologie smart stanno invadendo i mercati, come immagina il futuro di Messaggerie?

Il futuro di Messaggerie è legato sicuramente alla fornitura agli editori, oltre che dei servizi strettamente logistici, di quegli strumenti che permettono di leggere e decodificare al meglio quello che succede giornalmente sul mercato. Applicheremo tecniche di analisi dei dati di nuova concezione, che richiedono sull’utilizzo di più ampie base dati, popolate non solo dai dati presenti nei nostri archivi. Sarà l’ingresso delle logiche dei “Big Data” nel mondo dell’editoria.

Sicuramente Messaggerie fornirà anche agli editori servizi quali il sopra richiamato Print on Demand e la consegna ai privati delle copie acquistate direttamente dal sito dello stesso editore.

La distribuzione dei libri – Intervista al direttore di Messaggerie Libri

È di poco tempo fa il contrasto tra la casa editrice E/O ed Amazon. Quali sono le responsabilità di Amazon nella crisi del settore editoriale e quali sono invece le opportunità che il colosso di Jeff Bezos potrebbe offrire per superarla?

Amazon è un operatore del mercato che può rappresentare sia un’opportunità che una minaccia per un editore. Le sue dimensioni e il suo approccio richiedono agli editori di essere molto lucidi nelle scelte strategiche, per evitare che siano alterati gli equilibri fra i diversi canali di vendita.

Amazon sicuramente è un’opportunità nel momento in cui mette a disposizione la propria efficienza logistica e riesce a raggiungere anche le zone più sperdute in Italia con una profondità di catalogo che una libreria non potrebbe permettersi. Questa però non è una caratteristica di Amazon, ma di tutti gli operatori che operano nel canale dell’on line, come per esempio IBS o Feltrinelli.it.

Diventa una minaccia nel momento in cui richiede sconti eccessivi o cerca di ribaltare sui fornitori i costi delle proprie inefficienze.

Essendo Amazon il principale attore di un canale, non può essere considerato responsabile di una “crisi del settore editoriale”. Casomai può essere considerato un protagonista della crisi delle librerie fisiche.

 

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I dati più recenti sul mercato dei libri evidenziano un incremento del fatturato delle case editrici. Quanto ha inciso su questo risultato l’aumento del prezzo di copertina dei libri?

Da un paio di anni il valore del mercato dell’editoria libraria è in crescita, pur in presenza di un calo delle copie vendute. In un mercato con un prezzo medio di circa 14 euro, basta una variazione di 30-40 centesimi del prezzo medio per avere una incidenza sul totale delle vendite di qualche punto percentuale. Veniamo da anni in cui il prezzo medio era calato in maniera importante. C’è da rilevare che in Italia i prezzi medi dei libri sono ancora inferiori rispetto a quelli esteri.

 

Quale eredità aziendalistica e culturale le piacerebbe lasciare per sentirsi davvero soddisfatto del suo ruolo fra qualche anno?

Mi piacerebbe essere riuscito a incidere sulla modernizzazione del sistema distributivo, e di conseguenza sull’efficienza dello stesso. Sono convinto che abbiamo ampi margini di miglioramento, che potrebbero portare il sistema a lavorare con percentuali di resa inferiori a quelle attuali. Inoltre il sistema nel suo complesso non è così trasparente come dovrebbe, ma stiamo facendo passi in avanti anche per risolvere questo problema.


Per la prima foto, copyright: Josh Felise.

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