Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

Perché è importante leggere

La distopia di Orso Tosco è un mondo senza parola: “Aspettando i Naufraghi”

La distopia di Orso Tosco è un mondo senza parola: “Aspettando i Naufraghi”Provate a immaginare di vivere aspettando la morte, non come state facendo ora che avete sì la certezza di morire, a un certo punto, ma non ve ne curate. No, provate a immaginare di vivere sapendo che la vostra morte è prossima, meglio ancora: provate a immaginare di vivere con la consapevolezza che state per essere uccisi; non subito ma presto, un giorno o un’ora, una settimana o un minuto, non potete saperlo ma è sicuro che Loro, i Naufraghi, stanno arrivando… e non avranno pietà. Cosa fareste? Come scegliereste di vivere, o di morire?

Alcuni, forse, darebbero una festa di quelle sfrenate, animalesche, senza regole, con una quantità esagerata di droga e alcolici, e poi? E poi questi “alcuni”, nel bel mezzo della festa, quando la musica si ferma e non ci sono dubbi che i Naufraghi sono vicini, si metterebbero attorno a un tavolo, ciascuno con una pistola carica in mano e puntata alla propria tempia, e premerebbero il grilletto, suicidandosi. Voi lo fareste? Sareste tra questi “alcuni”? Massimo no, il protagonista di Aspettando i Naufraghi – romanzo d’esordio di Orso Tosco pubblicato da minimum fax nella collana “Nichel” (con una copertina splendida) – decide di sopravvivere, ancora un po’ almeno, e dopo aver partecipato insieme agli amici all’Ultima festa, a differenza di tutti gli altri non preme il grilletto. Inizia qui la storia della fine, con Massimo che ruba la macchina di un amico suicida (ma stai rubando se non c’è più nessuno che possa reclamarne il possesso?) e si dirige all’hospice San Giuda dove suo padre sta aspettando di morire da molto tempo, di una morte diversa, più lenta e logorante o forse, chissà, arriveranno prima i Naufraghi anche da lui.

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

La distopia di Orso Tosco è un mondo senza parola: “Aspettando i Naufraghi”

Orso Tosco pone le basi della narrazione sull’unica contraddizione che siamo tutti in grado di accettare senza porci domande, cioè la spinta alla vita di chi è prossimo alla morte per malattia. Sono proprio i malati terminali dell’hospice San Giuda il centro nevralgico di Aspettando i Naufraghi, gli unici che hanno imparato a lottare scegliendo di sopravvivere un’ora alla volta nonostante tutto, gli unici che hanno accettato la morte prima ancora che arrivasse sotto le Loro sembianze. Non poteva esserci scelta migliore, forse, per mettere in scena il teatro tragicomico dell’umanità in tutta la sua fragile tenacia, perché se è vero che si può parlare di romanzo distopico è anche vero che la distopia è più la cornice che il quadro. E a me, fin dall’inizio, è sembrato di leggere un potente inno alla vita:

«[…] Il punto è: come facciamo a restare vivi un po’ più a lungo? Oppure guarda. Lo vedi?», chiede Guido, indicando lo strapiombo davanti a loro. «Spazio per buttarsi di sotto ce n’è. Però, invece, stiamo qua. A cercare benzina. A mangiare. A portarci in giro le armi, ad aver paura. […] Se vogliamo provare a restare vivi, almeno un po’ di più, dobbiamo iniziare da questo: è tutto finito».

La distopia di Orso Tosco è un mondo senza parola: “Aspettando i Naufraghi”

Chi siano i Naufraghi non è dato saperlo con precisione, Tosco ci dà solo qualche accenno sufficiente a capire come agiscono ma non abbastanza da capire perché, e se siete di quelli che vorrebbero una risposta precisa a tutte le domande possibili mettetevi il cuore in pace perché non ci sono risposte, c’è un prima, c’è sempre un prima, ma a noi non è dato di sapere come fosse e come sia diventato l’Adesso. Una cosa però ci dice l’autore e lo fa con una scrittura talmente affilata che sarebbe un peccato parafrasarlo:

«Sin dall’inizio, loro hanno deciso di non darsi nessun nome, perché ogni nome è una memoria, e ogni memoria è imprecisa, confutabile. Le azioni e i fatti, invece, sono precisi. E dato che la lettura e l’analisi di ciò che accade sono sempre rischiose, ambigue, loro hanno mostrato una via diversa, semplice e risolutiva. Il commento delle azioni può avvenire soltanto attraverso nuove azioni, l’unica analisi accettabile consiste nel proseguire o contraddire le azioni precedenti».

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Aspettando i Naufraghi è quindi un inno alla vita e anche, forse, un inno della parola come mediatrice di relazioni tra esseri umani che rischiano di abbruttirsi dietro all’immediatezza del gesto.


Per la prima foto, copyright: Seb.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.