Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

La difficile arte di promuovere i libri. Intervista a Valentina Fortichiari

La difficile arte di promuovere i libri. Intervista a Valentina FortichiariÈ uscito per Tea, ed è un manuale-memoir. Mi facevi sentire Dostoevskij è il titolo e lo firma Valentina Fortichiari, nome ben conosciuto nel panorama editoriale italiano.

È il libro perfetto per chi ama curiosare dietro le quinte di una casa editrice, per chi ambisce a lavorare in un ufficio stampa, per chi ha scritto un libro e da grande vorrebbe fare lo scrittore, ma anche per il lettore in generale che ama farsi sorprendere da un’esperienza alternativa.

Lo stile è pulito e chiaro, e diventa funzionale e schematico all’occorrenza, dimostrandosi perfetto nel disvelare le insidie e i momenti di maggiore pressione che si celano dietro la promozione di un libro. Perché quel mucchietto di carta è solo la punta di un grande iceberg ramificato e suddiviso, ma che si muove in sinergia come fosse, appunto, un’entità unica.

Già il titolo contiene una certa magia che spinge alla riflessione e solletica l’interesse. Che cosa si prova, dalla prospettiva dell’autore, a sentirsi come Dostoevskij, un colosso della letteratura universale? Ma anche: qual è il segreto affinché uno scrittore si senta in questo modo? E in mezzo alle due riflessioni, troviamo una piacevole testimonianza che a tratti fa riflettere, ma anche sognare.

Ho raggiunto Valentina Fortichiari, in veste d’autrice, attraverso l’ufficio stampa del suo editore, naturalmente, e ho avuto il piacere di sperimentare alcune di quelle combinazioni efficaci che rendono l’incontro tra scrittore e lettore un momento accogliente e umano, proprio come descritto in Mi facevi sentire Dostoevskij.

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Come si fa a capire se si hanno le doti essenziali per diventare addetto stampa nell’ambito editoriale?

Nel mio libro ho parlato di titoli di studio ma soprattutto di attitudini, di talenti, di doti naturali. È su queste che ho voluto porre l’accento, anche se ho sempre detto agli studenti che chiunque, persino una persona timida, lavorando sul proprio carattere, sulla propria indole, può migliorare e diventare un buon comunicatore. La domanda verte piuttosto sulla consapevolezza che si dovrebbe avere delle capacità giuste: socievolezza, estroversione, resistenza, umiltà, sobrietà, attenzione, gentilezza, percezione, sensibilità, umanità, capacità di ascolto e di mediazione. L’elemento cruciale è la possibilità di fare un’esperienza accanto a un ufficio stampa, tenere occhi e orecchie aperte, cercare di assimilare, di assorbire esempi, maturando un minimo di esperienza che permetta di comprendere innanzitutto se è un lavoro, un ruolo che piace, che interessa. E poi, a conti fatti, se si sarà in grado di interpretarlo con un proprio stile personale. Ogni lavoro si impara “a bottega” accanto a maestri, modelli esperti, capaci di “passare”, trasmettere gli elementi essenziali, di “formare”.

 

Una volta compresi i propri skills, quali studi è meglio prediligere se si desidera perseguire l’obiettivo di diventare addetti stampa?

Studi e titoli di studio canonici sono laurea in scienze umanistiche, in comunicazione, pratica di giornalismo, conoscenza delle lingue straniere. Ma persino chi ha una laurea in legge, in filosofia, può svolgere questo lavoro. Non sono gli studi, ripeto, conta più di tutto l’esperienza, la pratica sul campo. Naturalmente dando per scontato che si amino lettura e scrittura. Nella mia esperienza nel mondo editoriale, ho avuto la fortuna di passare da lunghi anni di redazione, pratica giornalistica e saggistica, a una scelta di ufficio stampa e comunicazione. Tutti i ruoli professionali della filiera editoriale sono ugualmente interessanti. Tutti servono a crescere e acquisire esperienza sul campo. Per il resto ci vuole anche un pochino di fortuna.

La difficile arte di promuovere i libri. Intervista a Valentina Fortichiari

Educazione, carattere, stile... Sono tre parole che lei indica essenziali all’interno di un ufficio stampa. Può commentare queste tre parole essenziali?

Sono tre capacità che mi paiono valere più di altre nello svolgimento di questo lavoro, che si basa, si radica su rapporti interpersonali. Educazione con tutti, dall’alto al basso, educazione con due elementi del “capitale umano” con cui in prevalenza ci si misura: da un lato gli autori, gli scrittori, che vanno a sedimentare il catalogo, il patrimonio culturale di una casa editrice, dall’altro tutti gli esponenti dell’universo dei media, giornalisti, opinionisti ecc. In mezzo si muovono persone di ambiti diversi che - tutti, allo stesso modo - meritano la nostra educazione, gentilezza.

Carattere indica una personalità forte che sa affrontare anche situazioni delicate e difficili e risolvere: carattere è grinta e insieme garbo, determinazione, volontà, mai disgiunta dalla gentilezza, per fare fronte a ogni momento delicato, per difendere i diritti dell’autore, dell’editore che un comunicatore rappresenta.

Stile, infine, è la capacità di distinguersi, di trovare e affermare una propria voce fuori dal coro, indica i modi, il modo inconfondibile di essere se stessi interpretando questo ruolo professionale, senza imitare nessuno.

 

Ci può raccontare qualcosa in merito all’esperienza più bella o più significativa con uno scrittore, legata alla promozione del suo libro? Una che le sia rimasta nel cuore.

Nel cuore, nei ventuno anni trascorsi in Longanesi, mi sono rimasti tanti episodi, aneddoti, ricordi. Ho tenuto sempre un diario, riletto solo di recente, scrivendo questo mio manuale memoir. Ho avuto autori, scrittori innumerevoli, di ogni parte del mondo e italiani, che mi hanno regalato emozioni, gioia. Incontri importanti, ma anche momenti di difficoltà. Nel cuore mi è rimasto Vikram Seth, l’autore indiano del Ragazzo giusto, un romanzo monumentale, e della Musica costante. Una persona di grande umanità e di intelligenza superiore, con il quale era piacevole conversare nei momenti di libertà, parlando anche della nostra comune passione, il nuoto. Ma ho voluto dedicare una sorta di ritratto cammeo all’attore-scrittore Dirk Bogarde, in fondo al volume, che lascio alla sua sensibilità scoprire e raccontare.

 

Nel caso degli scrittori difficili, poco collaborativi, che consiglio pratico darebbe?

Gli autori possiedono un mondo interiore, una mente, un’anima che è esperienza unica andare a scoprire, nella scrittura, nella loro personalità. Ma esistono davvero alcuni autori difficili, con un carattere poco malleabile, poco flessibile. Esistono autori narcisisti. La casistica è variegata. Mi sono capitati per fortuna pochi individui che potrei definire “impossibili”, difficili da gestire. Come si fa? Sul momento e con ciascuno si deve trovare la soluzione più opportuna, con un’enorme capacità di self control, di diplomazia. Ci vuole carattere, ecco, in questi casi, un carattere determinato comunque a ottenere ciò che si deve ottenere per il loro bene, e per il bene di una casa editrice. Carattere, e autorevolezza, non autorità, ma autorevolezza nel convincere, nel persuadere, nell’indicare la strada, la soluzione che si deve percorrere insieme. Infine pazienza, tanta tanta pazienza.

La difficile arte di promuovere i libri. Intervista a Valentina Fortichiari

I contatti sono il punto focale di un ufficio stampa. In che modo si possono creare i contatti, quelli umani, duraturi, reali?

I contatti si sedimentano nel tempo, con la frequentazione. I giornalisti, gli operatori del mondo della comunicazione, dei media, bisogna conoscerli di persona, stilare un loro profilo, imparare a conoscerli a fondo. In questo modo si costruisce nel tempo un archivio della memoria, di contatti basilare per un ufficio stampa. Ma bisogna anche essere curiosi dell’universo della cultura, delle arti, dello spettacolo, frequentare eventi, essere voraci di tutto ciò che può contribuire a farsi venire idee e progetti per un lancio.

 

Mi facevi sentire Dostoevskij... dice nel titolo, ma poi riprende l’espressione anche nel momento in cui riflette sul rapporto diretto con gli autori. Può spiegare meglio, la scelta del titolo e l’implicazione di cui parla del capitolo dedicato?

Il titolo è semplicemente la frase che un autore italiano ebbe a confessarmi, in un giorno di amarcord. Significava che ero stata capace di farlo sentire importante. Per un ufficio stampa ogni scrittore è e deve essere ugualmente importante, di serie A.

Nessuno va trascurato. Nessuno va sottovalutato. Indipendentemente da gusti personali, genere, tiratura, ecc. la frase mi è piaciuta tanto da diventare titolo del mio libro.

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

Può riassumere per sommi capi le fasi della promozione di un libro?

Nel libro le ho declinate puntualmente. La fase di promozione è un processo lungo e complesso che prende le mosse con molto anticipo rispetto alla stampa di un volume. Bisogna cominciare dalla lettura e assimilazione. E in base alla raccolta di ogni notizia utile, è la fantasia che si mette in gioco, per trovare la chiave giusta per un lancio, l’idea più originale e opportuna. Ogni volta è una scommessa nuova, e la creatività è l’elemento cruciale di un buon comunicatore.


Leggi tutte le nostre interviste a scrittori e scrittrici.

Per la prima foto, copyright: Susan Yin su Unsplash.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.