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La difficile arte di promuovere i libri. Intervista a Camilla Corsellini

La difficile arte di promuovere i libri. Intervista a Camilla CorselliniPromuovere i libri, soprattutto in un paese come il nostro in cui non si legge molto, può essere piuttosto difficile. Anzi, potrebbe apparire quasi come un’arte perché non si tratta solo di “piazzare” il libro del momento, ma anche di scontrarsi con le ritrosie dei potenziali lettori, trovare l’approccio giusto per avvicinare il libro al pubblico adatto. Un’attività, inoltre, che è stata oggetto di molti cambiamenti nel corso degli ultimi anni, adeguandosi alla rivoluzione social e reagendo alla diminuzione sempre più massiccia degli spazi culturali.

Ne abbiamo parlato con Camilla Corsellini, fondatrice, insieme a Francesca Rosini, di Bookteller Eventi Letterari, e coordinatrice di Bruma, Festival letterario organizzato dall’assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca del Comune di Brugherio e giunto alla sua decima edizione che sarà festeggiata con la partecipazione di due scrittori internazionali come Amélie Nothomb e Tim Parks.

 

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Lei ha fondato e gestisce da oltre dieci anni Bookteller Eventi Letterari, un’agenzia che si occupa di ufficio stampa e organizzazione eventi per l’editoria. Com’è cambiata nel corso di questi anni la promozione del libro?

L’aumento progressivo dei libri pubblicati e il ridursi degli spazi dedicati alla cultura sulla carta stampata rende sempre più difficile il nostro lavoro. Bisogna reinventare il modo di lavorare usando le possibilità fornite dai social network per creare relazioni e allargare il pubblico interessato a eventi ed uscite editoriali. Il lavoro è diventato più difficile, ma anche più stimolante.

 

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La difficile arte di promuovere i libri. Intervista a Camilla Corsellini

Qual è la parte più semplice nel promuovere un libro? E quella più difficile?

Per me e la mia socia di Bookteller Eventi Letterari, Francesca Rosini, questo lavoro è una passione. La parte più facile è ripartire ogni volta con un libro diverso: dopo oltre dieci anni d’esperienza sappiamo come muoverci, ma ogni libro è una nuova avventura.

La parte più difficile è far comprendere agli autori che spesso il riscontro da parte della stampa non si basa solo sul valore di un’opera ma anche su altri fattori che non sempre sono prevedibili e comprensibili.

 

Quali sono gli errori che più di frequente commettono gli scrittori in fase di promozione?

L’eccesso di comunicazione. Può sembrare paradossale, ma un autore che fa troppa autopromozione rischia di avere risultati negativi spesso perché non sa come muoversi o perché viene preso dall’ansia di essere presente. Per questo è importante affidarsi a un ufficio stampa, una figura professionale che serve da mediazione con i lettori e i giornalisti ed evita allo scrittore di esporsi in prima persona.

La difficile arte di promuovere i libri. Intervista a Camilla Corsellini

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In Italia si legge poco e le campagne di promozione della lettura non sembrano avere riscontri positivi. In cosa sbagliano?

Le campagne di promozione della lettura nel nostro paese hanno spesso un approccio paternalistico e ignorano l’ironia che è il migliore strumento di comunicazione e viene invece utilizzata molto nei paesi anglosassoni. Leggere è divertente: apre lo sguardo, ci fa crescere, ci mette in discussione.

 

Quanto incidono in concreto i vari festival letterari nella promozione dei libri e della lettura?

Moltissimo. I festival sono una risorsa eccezionale. Realtà nate in luoghi di provincia sono diventate in pochi anni dei veri centri pulsanti di cultura. La cultura ha bisogno di luoghi d’incontro, di uno scambio continuo, di creatività per sopravvivere.

 

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La difficile arte di promuovere i libri. Intervista a Camilla Corsellini

E a proposito di festival, da dieci anni lei organizza Bruma, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura e la Biblioteca del Comune di Brugherio. Qual è la reale portata di un’iniziativa come questa?

Bruma, il festival monografico che curo alla Biblioteca di Brugherio (MB), è nato con l’idea di portare in provincia grandi nomi della letteratura, partendo dalla mia esperienza come ufficio stampa editoriale. Negli anni, la qualità del progetto, che racconta in una serata l’intera bibliografia di un autore, ci è valsa la fiducia di un pubblico crescente e fedele e la stima di editori e autori. Abbiamo ospitato più di trenta tra i più importanti scrittori italiani (Michele Mari, Wu Ming, Domenico Starnone, Melania Mazzucco. Michela Murgia tra gli altri). E quest’anno ospiteremo per la prima volta due ospiti stranieri: Amélie Nothomb (22 febbraio) e Tim Parks (1 marzo). Noi siamo la dimostrazione che offrire progetti di qualità premia sul lungo termine. Da sottolineare l’impegno del Comune di Brugherio che ci ha permesso di dare continuità a questo progetto per dieci anni.

 

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Come immagina il futuro nel settore degli uffici stampa?

La comunicazione evolve continuamente e il lavoro di ufficio stampa dovrà tenersi al passo. Dieci anni fa era impensabile poter promuovere un evento servendosi solo di un cellulare e di una pagina Facebook. Oggi questa modalità è diffusa e praticata di continuo. Credo comunque che la capacità di costruire relazioni e la passione per i libri continueranno a essere il fondamento del nostro mestiere anche nel futuro.

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