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La crisi si combatte con i libri low cost?

Libri low cost, Newton Compton, LiveUn caffè in meno e un libro in più?

Se volete sostituire le palpitazioni della caffeina con quelle provocate dalle pagine di Seneca o Austen, allora le letture "anticrisi" fanno per voi. Così, Newton Compton ha battezzato la sua collana Live che ha debuttato a marzo con una dozzina di titoli a 99 centesimi, tra cui opere di Freud, Némirovskye Dostoevskij. A fine maggio usciranno altri dodici titoli; oltre a grandi classici, anche bestseller italiani e inediti.

Li troverete al supermercato e, forse, in libreria. Dico "forse" perché non tutti i librai hanno apprezzato. Il margine di guadagno sembra basso per tutti: editori, distributori e rivenditori. Sarà davvero una mossa anticrisi?

Di certo il prezzo non è passato inosservato al Salone del Libro di Torino dove l’ultimo giorno di fiera era rimasta solo una manciata di copie. Ma non è stato l'unico stand preso d'assalto; anche la casa editrice La Spigaha puntato sulla letteratura low cost: tutto a un euro. Fiabe, libri per ragazzi e le firme eterne della letteratura mondiale.

Per chi le ha ideate sono promozioni alla lettura, per altri si tratta solo di trovate pubblicitarie poco sostenibili nel tempo. Eppure il low cost di oggi sta replicando il successo della celebre collana centopaginemillelire – 60 milioni di copie vendute in dieci anni – che la Newton aveva lanciato nel 1992: le vendite di Live sono state da top ten per settimane, anche se le classifichehanno i loro misteri.
Farei un torto a Stampa Alternativa, però, a non ricordare che i pionieri dei super economici furono i loro rivoluzionari MILLELIRE, usciti a partire dal 1989, e oggi disponibili in formato ePub a 0,49 euro.

Al posto di crociate snob a difesa della grammatura della carta e delle grazie dei font, bisognerebbe investire nella costanza di leggere quello che si acquista, anche quando a prevalere è l’orgoglio di avere fatto un “affare”. Scagli la prima pietra chi non ha almeno un paio di Mammuthancora intonsi nel proprio armadio degli scheletri.

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