Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

Continua a scendere il numero dei lettori – Dati Istat aggiornati

La crisi raccontata dall’arte

Crisi, arteArticolo pubblicato nella webzine Sul Romanzo n. 6/2013 Racconto della crisi.

Crisi, quante volte abbiamo utilizzato questo termine negli ultimi anni. Ha colpito ogni settore: dalla scuola al lavoro, dall'economia all'agricoltura. Ebbene sì, il Bel Paese è stato contagiato da questo virus anche nel settore che più lo rappresenta al mondo: l'arte.

Siti archeologici che si sgretolano, musei costretti a “vendere” le proprie opere d'arte, tagli del personale: tutto oramai sembra non avere futuro.

Da un'analisi della Commissione Europea pubblicata nel mese di novembre 2013, i dati sono disarmanti. Solo il 30% degli intervistati ha visitato un museo o una galleria nell'ultimo anno. I motivi? Per il 35% mancanza di interesse, per il 31% mancanza di tempo, per l'8% scelte limitate o scarsa qualità delle attività proposte nella propria città, per il 15% l'elevato costo, per il 2% scarsa informazione e il restante 9% non ha saputo darne una spiegazione.

Eppure, riprendendo una dichiarazione dello scrittore-giornalista Stefano Benni, riportata in Margherita dolcevita del 2005: «L'arte è scappare dalla normalità che ti vuole mangiare», un antidoto per superare i momenti di tristezza, un momento di svago per gli occhi e per la mente.

E se, come dichiarò Guy de Maupassant, «Un’opera d’arte è superiore soltanto se è, nello stesso tempo, un simbolo e l’espressione esatta di una realtà», noteremo come gli artisti ci raccontino nelle opere pittoriche ogni aspetto della storia, attraverso un quadro che funge da lente di ingrandimento, capace di mettere in scena particolari che a volte sfuggono o sui quali di rado riflettiamo.

Proviamo, dunque, a immergerci nell'arte del passato: ci accorgeremo che la crisi che oggi conosciamo, in realtà, nei secoli passati, era già presente in tutte le sue manifestazioni e scopriremo, inoltre, che gli artisti ci hanno lasciato alcune immagini di fronte le quali potremo affermare come tutto sia “un eterno ritorno all'uguale”.

Cominciamo da lui, Michelangelo Buonarroti. Dimostrò sin dalla più tenera età una forte sensibilità artistica, sebbene ostacolata dal padre, il quale, da buon patrizio, avrebbe voluto per il figlio una carriera militare o ecclesiastica.

L'8 maggio del 1508, il pittore toscano accettò l'incarico offertogli da papa Giulio II di dipingere la Cappella Sistina con il Giudizio Universale. Per Michelangelo, al tempo sessantenne, la commissione non fu per nulla semplice, tanto da innescare un'aspra diatriba con il suo collaboratore Sebastiano del Piombo. Questi, infatti, aveva preparato per l'impresa una “incrostatura” sulla quale dipingere a olio, che, suo malgrado, non piacque al maestro che giudicava il colore a olio «da donna e da persone agiate e infingarde». A causa di tali disguidi, si rifiutò dapprima di continuare i lavori, ripresi solo dopo alcuni mesi e con l'accortezza di lavorare da solo, senza aiuti.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Issuu e Pinterest]

Il grande affresco della Cappella Sistina rappresenta l'umanità nel suo stato di degrado. Cristo imperioso tenta di placare le anime: gli eletti che vanno in Paradiso, mentre i dannati scendono nelle scure viscere dell'Inferno. Caos, instabilità, disagio: gli uomini non hanno più il solido appoggio dato dalla Cristianità, che, proprio in quel momento, cominciava a vacillare.

Dopo quasi sei lunghi anni, in cui il pittore lavorò “appeso” a quel soffitto, i cardinali lo accusarono di oscenità per quelle figure di nudi che tanto scandalizzavano la Chiesa.

A dimostrazione del fatto che la libertà di espressione al tempo era limitata (e che potremmo affermare incerta anche per alcuni ambiti della nostra vita) il cardinale Carafa propose la distruzione dell'opera, considerata un insulto alla divinità.

Dopo un lungo dibattito, alcuni padri ecclesiastici moderati riuscirono a trovare una soluzione di compromesso: coprire le parti nude, compito che fu affidato a un allievo di Michelangelo, Daniele da Volterra, il cui arduo lavoro gli comportò l'epiteto di “Braghettone”.

Un crisi, dunque, che coinvolse il piano spirituale dell'uomo, la sua intima relazione con tutto ciò che non era verificabile scientificamente.

Per continuare a leggere, clicca qui.

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.