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«La censura aveva ragione»

DivietoColgo lo spunto per questo articolo dall’uscita imminente dell’ultimo videogioco della serie GTA. Uscirà intorno alla primavera del 2013, ma i suoi predecessori hanno ricevuto da parte dei mass media italiani il consueto trattamento ricco di perbenismo falso e di moralismo inutile (come in un servizio del TG1 ai tempi dell’uscita di GTA 4, per farvi un’idea della serietà con cui viene affrontato il gioco, a partire dalla trasmutazione di GRAND THEFT AUTO in GRAND THEFT OTO). Anche se forse questo caso non è da inserire nella categoria delle censure, ma ha il sapore di una mistura creata da una buona dose di ignoranza e ricerca di un colpevole facile e riconoscibile.

Affrontiamo però i casi più gravi di oscurantismo.

È dalla notte dei tempi che un qualche potere più o meno forte tenta di imporre su libri, pittura, scultura, letteratura, film, fumetti ed infine negli ultimi tempi con i videogiochi, una censura, con motivazioni diverse a seconda della politica, della religione o della cultura che impera in quel determinato momento storico. Esempi di come il veto sia stato posto su ogni tipo dei sopracitati mezzi artistici o ludici ne abbiamo visti nei libri di storia a scuola con indici proibiti dalla Chiesa cattolica e roghi letterari con l’avvento dei nazisti.

Analizziamo però il caso in cui tutte le critiche e i divieti imposti, per una qualunque motivazione, avessero un fondo di verità, una morale celata che si scopre nel finale come nelle favole. Il mondo che ci si presenterebbe davanti avrebbe all’incirca questo aspetto:

innanzitutto le compagnie navali sono fallite per la paura di precipitare nel vuoto alla fine del mondo; vanno ancora bene gli aeroplani con l’avvertenza ai piloti di tornare indietro nel qual caso non vedano più la terra sotto di loro. Le case editrici di fumetti sono state bruciate da folle inferocite di genitori in quanto ogni eroe, che veniva creato, provocava la decimazione di circa la metà della popolazione infantile, che si lanciava da palazzi e monumenti con la convinzione di poter volare (menzione particolare per quei ragazzi che hanno tentato di fermare i treni con un pugno). Lo sport nazionale in Italia è la boxe e i ragazzi vanno in giro a violentare prostitute e ucciderle con delle coltellate all’idroscalo. Gesù aveva un figlio che è arrivato fino in Francia e ha dato l’origine alla stirpe dei merovingi; la Chiesa cattolica, devastata da queste rivelazioni, si è trasformata ne “Gli amici di Carlo Martello”. Negli Emirati Arabi Uniti, gli stregoni, usciti allo scoperto dopo i libri e i film di Harry Potter, hanno conquistato il potere a colpi di Expelliarmus e di Expecto Patronum. I funerali per le stragi nelle scuole sono diventati talmente frequenti da rendere obbligatorio lo studio via internet; ovviamente tutto ciò è successo a causa dei videogiochi di guerra che hanno instillato nelle persone una violenza innaturale; scagionata, per fortuna, la politica che permette l’acquisizione di un’arma in pochi giorni, senza troppi problemi. In questo mondo violento, chiuso e poco popolato, i pochi che hanno ancora il coraggio di uscire si ritrovano per orgie scatenate per strada in preda a istinti sessuali smodati cresciuti dopo la visione di alcuni film tra cui Ultimo tango a Parigi e Salò.

Per fortuna in questo distopico universo resistono le dittature politiche e religiose che hanno monopolizzato i governi e creato teocrazie rigide e assolutiste (tranne negli Emirati Arabi ovviamente dove lo sceicco è stato sostituito da Albus Silente); contrariamente a quello che si possa pensare, la pornografia ha raggiunto livelli di consumo e divulgazione esagerati (facilmente reperibile il materiale sul sesso di gruppo, viste le orge sopracitate). I pochi bambini che sono sopravissuti sono chiusi in stanze ermetiche e ricevono informazioni da un computer che li indottrina senza nessuna possibilità di crescita della capacità critica. In questo mondo non serve.

Come una litania, come una preghiera c’è solo una frase che serpeggia tra le bocche dei cittadini spaventati: «La censura aveva ragione».

 

PS: durante la scrittura di questo articolo sono state maltrattate e censurate tutte le opere sagacemente citate.

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