Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

14 scrittori famosi e le loro ultime parole

“La casa di Cognac” di Yolaine Destremau, storia di una lunga passione familiare

“La casa di Cognac” di Yolaine Destremau, storia di una lunga passione familiareLa casa di Cognac è l’ultimo romanzo di Yolaine Destremau, edito a marzo di quest’anno dalla virtuosa Barta, per la traduzione di Marta Giusti. È la storia della famiglia Shaughnessy e della sua devozione secolare per la produzione del famoso liquore.

Tutto ha inizio con una nave, con un naufragio e un ragazzo di diciotto anni che scampa al disastro: è Richard Shaughnessy, irlandese di nascita, che lascia l’Isola di Smeraldo dopo l’ennesimo litigio col fratello Patrick che induce il padre a cacciarlo di casa, «la voce gonfia di disprezzo, Non combinerai mai nulla, Non ce ne faremo nulla di te, Nulla, nulla, e quel Nulla gli rimbomba nella testa al ritmo delle raffiche di vento che sbatacchiano contro i fianchi della nave, contro le pareti del suo cuore.»

E dopo essere uscito indenne dalla furia del mare raggiunge una regione sonnolenta e magica della Francia, nella cui atmosfera aleggiano «profumi di spezie, di castagne arrostite e di dolci che arrivano dalle corti e dal retro delle cucine, dalle porte adorne di corone e ghirlande che si richiudono in fretta per proteggersi dal freddo. Dal fiume sale un’umidità pungente che sembra voler fare a gara con quella delle nuvole che si addensano, s’insinua nelle case illuminate e nei sorrisi dei bambini.»

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

È qui, in una piccola casa sulle rive della Charente, che Richard inizia la sua carriera come commerciante di acquavite, nella cittadina di Cognac.

Oltre Manica, nell’antica e scivolosa lingua gaelica, quella bevanda si chiama uisge beatha, letteralmente l’acquavite dei latini, nome che nel corso dei secoli viene anglicizzato in whisky, ed è il frutto della distillazione perlopiù di cereali (in questo simile alla vodka – termine slavo per indicare, ancora una volta, l’acqua della vita, dalle proprietà curative e mistiche). In Francia, invece, i distillati alcolici si ottengono dal vino (come la grappa italiana o il brandy), e prende il nome della città più importante della zona. Cognac appunto.

“La casa di Cognac” di Yolaine Destremau, storia di una lunga passione familiare

La storia vera del romanzo incomincia qui. Ed è la storia di tutta una famiglia, che coi suoi andirivieni di felicità e disperazione, segue come fosse il corso d’un fiume la fortuna economica e commerciale del cognac, al quale gli alchimisti attribuiscono «virtù magiche, come quella di prolungare la vita. Sarebbe un rimedio contro il freddo, contro le malattie incurabili, le piaghe infette, i morsi di animali velenosi. Penetra, incide, riscalda, rifonde, mitiga, fa sudare. Si dice sia la parte più sottile del vino, quest’acqua ardente, un dono degli dei, destinata a rinnovare l’umanità giunta al proprio declino.»

Nello sfogliare le pagine (sono circa duecento), si assiste alle nascite, ai drammi, ai misteri, alle grandi soddisfazioni, alle piccole disillusioni, alla morte e alla scomparsa di molti membri della famiglia Shaughnessy, dal “capostipite” Richard, agli inizi dell’Ottocento, coi suoi sforzi di trovare un ingrediente segreto che possa rendere davvero unico il suo prodotto, a Sean, dato per disperso dall’aviazione civile statunitense il 3 settembre 2011.

La casa di Cognac, di Yolaine Destremau, è un romanzo delicato, scritto con uno stile pacato ed elegante, senza eccessive impennate ma nemmeno senza cadute di stile. Nel leggerlo, anche solo nel tenere in mano l’oggetto-libro, curatissimo ed elegante, si ha l’impressione di sorseggiare una bevanda calda e aromatica, o anche soltanto di ammirarne i riflessi ambrati attraverso il bicchiere. Leggendo romanzi come questo ci si rende conto che la letteratura può seguire le mode del momento e le trame adrenaliniche, ma può anche non farlo. Come le bevande della tradizione, ad esempio.

«Com’è cambiato il mondo. Solo il cognac non cambia. Invecchiare? A lui lo arricchisce. È tutta una questione di tempo. Ci sono la terra, il sole, l’uva, la luce, e poi il tempo. Nella sua culla di quercia francese, l’acquavite riposa da pochi anni a diversi decenni, a volte cinquanta o sessanta. Lì, al riparo, acquisisce una rotondità penetrante, un bouquet raffinato. L’invecchiamento dà pienezza all’aroma, aggiunge il tannino, perfeziona il cognac. Il cognac, simbolo d’immortalità, opera che si compie con lentezza e solennità.»

“La casa di Cognac” di Yolaine Destremau, storia di una lunga passione familiare

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

 

L’editore Barta, che della stessa autrice ha già pubblicato Le ribellioni (2015), ha saputo dar vita a un libro perfetto a partire dalla scelta della copertina, dal colore, e da una traduzione priva di sbavature.Per una ragione sottilmente misteriosa, e per questo ancora più apprezzabile, il testo è dedicato dallo stesso editore “a chi siede dalla parte più generosa di un gesto e lo fa sembrare solo un respiro, e lo è, e l’amore davvero c’est tout un roman; e a chi fabbrica ai figli, a tutti i figli del mondo, un’infanzia felice: perché un’infanzia felice dura tutta una vita.”

E la storia di Richard e della sua famiglia, seguita con tocco impressionista da Yolaine Destremau nella sua Casa di Cognac, è anche questo. La costruzione di un’infanzia (e di una vita) felice.


Per la prima foto, copyright: Kaley Dykstra.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.