Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

“La banda del formaggio” di Paolo Nori

Paolo Nori, La banda del formaggioScrivere una recensione sull’ultimo libro di Paolo Nori non è semplice. Anzi, è particolarmente complesso. Ma non perché il libro faccia parte di un’élite di volumi d’alta letteratura o perché la trama sia intricata come quella di thriller fantascientifico. Nient’affatto. Scrivere una critica su La banda del formaggio (Marcos y Marcos, 2013) è difficile perché l’ultimo lavoro dello scrittore parmigiano è anomalo, singolare e, allo stesso tempo, affascinante. In una parola: è “strano”. Già, perché La banda del formaggio è un libro serio e divertente al contempo. È un testo bizzarro, che scava nell’animo del protagonista, in fondo, dove i sentimenti sono più “veri”. È un volume “intimo”, com’è l’ha definito qualcuno sul Web. È, in altri termini, un viaggio introspettivo all’interno di una mente che ragiona a modo suo, ed è di un profondo quasi spirituale, dal sapore antico e moderno.

Leggendo le prime righe, soprattutto se non si è mai letto un libro di Nori, ci si trova subito spiazzati per il linguaggio adoperato dallo scrittore, fatto da una serie di ripetizioni, frasi a effetto e subordinate che creano un’atmosfera “familiare”, giocosa; danno un gusto “semplice” alla lettura e richiamano molto l’Emilia, la terra dell’autore. Ci si trova davanti a frasi come questa: «Ma quelli che scrivono sopra ai giornali, non gli capita mai che gli viene il dubbio che quello che scrivono son delle cagate? Perché a leggerli sembra di no. Han sempre un tono che anche quando scrivono «Sembra che sia successa la tal cosa», tu diresti che sono sicuri al cento per cento che quella cosa lì che sembra che sia successa è successa davvero. Come se non ci pensassero, che magari non è successa e stan facendo dei danni, come se non ci pensassero. Be’, beati loro. Io invece ho avuto sempre tanti di quei dubbi, nella mia vita. Be’, beati loro. Io invece a me, non lo so. Mi verrebbe da ricominciare».

Ma sfogliando pagina dopo pagina, e prestando attenzione a ogni singola parola, si passa dalla difficile comprensione di uno stile che può sembrare bizzarro a una lettura piacevole e facilmente comprensibile. Di più: si comincia ad apprezzare ogni frase, e si va alla ricerca di quelle particolarità che fanno de La banda del formaggio un libro piacevolissimo e originale.

È difficile individuare il genere d’appartenenza. Anzi, è difficile anche comprendere la vera natura di quest’opera. È un romanzo? O un racconto lungo? Quello che è certo è che la storia si potrebbe sintetizzare graficamente realizzando uno schema circolare, una spirale per la precisione: dove sugli anelli esterni bisogna posizionare l’inizio degli eventi che riguardano la vita del protagonista, e negli anelli che man mano si avvicinano al centro, le conclusioni delle vicende narrate. Fino ad arrivare al centro vero e proprio, dove il fatto più importante trova la sua conclusione.

La storia, raccontata da un punto di vista al passato e in prima persona, ruota attorno a Ermanno Baistrocchi, un editore che ama il suo mestiere e che oggi «va in giro a far notare le impercettibili differenze tra i suoi libri e quelli delle altre case editrici». Ermanno aveva un socio, Paride Spaggiari – ex delinquente morto suicida –, una figlia, Dagauntaj, e un genero che «chiama l’elettricista per cambiare le lampadine», e che lui chiama «L’illuminista». Ermanno racconta dell’investimento fatto per comprare tre librerie, del fatto che il vecchio socio, Paride, si trovasse con del denaro da spendere, della liquidità che salta fuori dalla “banda del formaggio”, del suicidio dell’amico, del viaggio a Roma, della presentazione di un libro, di una denuncia dai carabinieri e dell’offesa… Di tante cose, insomma. Di tante piccole storie che man mano si concludono con sagacia e ironia.

La banda del formaggio è un libro che strappa un sorriso in più di un’occasione. È un volume che si legge in poche ore, essendo anche di sole 224 pagine e, sicuramente, è perfetto per passare qualche ora in totale relax.

[Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Issuu e Pinterest]

Il tuo voto: Nessuno Media: 3.5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.