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“L’Usignolo” di Kristin Hannah, due sorelle sullo sfondo della guerra

“L’Usignolo” di Kristin Hannah, due sorelle sullo sfondo della guerraL’Usignolo, romanzo della scrittrice americana Kristin Hannah (Mondadori, traduzione di Federica Garlaschelli), ha mietuto successi negli Stati Uniti e sembra avere gli ingredienti giusti per essere accolto con entusiasmo anche da noi. È una storia di donne, destinata a un pubblico soprattutto femminile. Ambientato durante la seconda guerra mondiale tra Parigi, la Provenza, e il campo di concentramento di Ravensbrück, il romanzo mescola amore e avventura a crudi riferimenti storici, puntando sul fascino della Resistenza francese, con i suoi maquis, i combattenti partigiani, e le sue eroine.

Protagoniste sono le sorelle Vianne Mauriac e Isabelle Rossignol, simili per avvenenza ma molto diverse nel carattere. Allo scoppio della guerra, Vianne, la maggiore, conduce una vita tranquilla a Carriveau, una cittadina della Provenza, con il marito Antoine e la figlia Sophie. Cura il suo orto e la sua piccola famiglia e insegna alla scuola elementare del paese. La giovane Isabelle è invece una ribelle. Espulsa da un gran numero di scuole per signorine, vive a Parigi con il padre Julien, un reduce della Grande Guerra anaffettivo e dedito all’alcool, che mal la sopporta. Le sorelle hanno un pessimo rapporto tra loro e con il padre, il quale, rimasto vedovo, le aveva affidate da piccole a una lontana parente. Adesso ciascuno dei tre vive la propria vita ignorando gli altri, ma la nuova guerra è destinata a riavvicinarli tutti, loro malgrado.

 

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Quando Parigi viene occupata dai nazisti, il padre spedisce Isabelle a casa di Vianne, nella Zona libera. Lì le due donne (il marito di Vianne, partito per difendere la Francia, è prigioniero dei tedeschi) si trovano a fronteggiare da sole la presenza dei nazisti, che si sono installati numerosi a Carriveau, per sfruttarne il vicino aerodromo. I vecchi contrasti tra sorelle si fanno subito sentire: tanto Vianne è prudente, quanto Isabelle si mostra sconsiderata e sprezzante del nemico. Mentre un ufficiale tedesco viene acquartierato a casa di Vianne, Isabelle comincia di nascosto a distribuire volantini contro gli occupanti. Quindi torna a Parigi per partecipare più attivamente alla Resistenza anti-nazista, lasciando Vianne ad affrontare con la figlia le privazioni della guerra e una convivenza con il nemico sempre più pericolosa.

Nell’orrore, le due sorelle sono costrette a fare scelte che le cambieranno per sempre. Se Isabelle mette il proprio coraggio straordinario al servizio del Paese, anche Vianne abbandona la prudenza per aiutare chi le sta vicino. E il padre rivela qualità inaspettate riavvicinandosi alle figlie. Avventura e sentimenti si mescolano: Isabelle vive una storia d’amore appassionata e strappacuore con un partigiano.

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“L’Usignolo” di Kristin Hannah, due sorelle sullo sfondo della guerraLa storia è resa più avvincente da una cornice, che apre il romanzo e svela infine l’epilogo della guerra per tutti i protagonisti. Qui l’ambientazione è spostata dall’Europa all’Oregon, trent’anni dopo la fine del conflitto, e il personaggio principale è una vecchia signora malata di cancro, vedova e prossima alla morte, in preda ai ricordi del passato. Prima di morire, la donna si mette in viaggio per Parigi, per partecipare a un raduno dell’Air Force Escape and Evasion Society, un’associazione di piloti anglo-americani sopravvissuti alla seconda guerra mondiale. La accompagna il figlio, ignaro della ragione del viaggio e dei segreti custoditi dalla madre. Ѐ durante il raduno, alla fine del romanzo, che si sciolgono tutti gli interrogativi del romanzo, e viene svelato il destino di Vianne e Isabelle. Chi è la vecchia signora? Chi delle due sorelle è sopravvissuta alla guerra?

Al raduno viene celebrata l’eroina della Resistenza Isabel Rossignol, alias «l’Usignolo» (dal cognome Rossignol, che in francese significa appunto usignolo). Per ben ventisette volte, in barba ai tedeschi, Isabel era riuscita a far passare in Spagna, scalando i Pirenei, i piloti alleati sopravvissuti all’abbattimento dei loro aerei in Francia. Il personaggio di Isabel, la sua impresa eroica e il suo destino sono ispirati alla figura di una donna realmente esistita, la giovane contessa belga Andrée de Jongh, l’ideatrice della Comet Escape Line, una rotta di fuga dal Belgio alla Spagna neutrale per i piloti alleati scampati all’artiglieria tedesca.

Il riferimento a una figura femminile così forte è importante in un romanzo che celebra le donne, la loro umanità ma soprattutto il coraggio e la determinazione che sanno dimostrare nei momenti più difficili.

 

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L’Usignolo è un romanzo rosa storico. Come è tipico della narrativa di questo genere, tutto in questa storia è caricato, descritto con ricchezza di particolari. All’inizio ci ritroviamo in una Provenza da cartolina: la vecchia casa in pietra di Vianne, con le pentole di rame e i mazzi di lavanda appesi a essiccare alle travi di legno, gli arredi in stile shabby chic, i cibi appetitosi descritti come in un programma di Jamie Oliver. Tutto evoca una Francia stereotipata, da film. Non a caso l’insolito nome Vianne ricorda quello della protagonista di Chocolat (la commedia romantica interpretata da Juliette Binoche e Johnny Depp). Poi c’è uno stacco, e incomincia la guerra, raccontata in tutta la sua crudezza: la fame, i bombardamenti, i soprusi dei nazisti sui francesi inermi, la deportazione degli ebrei, le impiccagioni, la lotta per la sopravvivenza in un campo di concentramento. Accanto a tutto questo, ancora, la passione irresistibile tra Isabelle e il partigiano Gaëtan, vissuta malgrado i rischi e l’incertezza del futuro, e persino l’attrazione proibita di Vianne per uno degli ufficiali nazisti a cui è costretta a dare alloggio. Infine, dopo trent’anni, l’epilogo. La rivelazione dei nuovi rapporti familiari creati dalle circostanze della guerra e il ricordo doloroso di chi non c’è più. Ancora una volta, da tutto quanto è morte e distruzione le donne riescono a ricavare vita e amore.

 

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Il pregio maggiore del romanzo è la trama varia e incalzante. I personaggi, messi alla prova in situazioni durissime, risultano ben definiti e credibili. La lingua è quella piana, scorrevole dei romanzi di genere. Abbondano le descrizioni dettagliate delle mise indossate dalle due sorelle, come pure le frasi a effetto: «Uno sguardo a Gaetan e Isabelle riusciva a malapena a respirare». Alle due protagoniste femminili si mozza il fiato quasi a ogni pagina: più spesso davanti ai pericoli, talvolta però anche per colpa degli uomini affascinanti che incontrano. 

Considerando la combinazione di amore e avventura, e l’allusione a un personaggio storico femminile importante ma poco noto, L’Usignolo di Kristin Hannah risulta un romanzo di genere ben riuscito.

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