In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Perché è importante leggere

Come leggere un libro

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

L’uomo come «storia delle storie» tra ordine prestabilito e caos rivendicato

L’uomo come «storia delle storie» tra ordine prestabilito e caos rivendicatoLa vita sulla terra è storia delle storie, la più complessa senz’altro da circa duecentomila anni. Costretto a sfide imprevedibili, talvolta alla resa e talaltra protagonista di sorprendenti vittorie, l’uomo ha sentito il bisogno impellente di narrare e narrarsi, trovare il motivo soggiacente di tutte le cose e incastrarle entro una cornice che si è arricchita di elementi sempre nuovi: il “mito”, traccia di un mondo che, nelle bugie delle sue costruzioni, possiede la verità dell’immediatezza.

L’essere umano, individualità spaesata e curiosa, ha cercato la strada raccontando e raccontandosi; rintracciato dei perché anche in mezze verità, o storie assurde, comunque in grado di motivare l’improvvisa comparsa sulla terra, il suo rapporto con gli altri, siano essi alberi da frutto, bestie feroci o inspiegabili eventi atmosferici.

«Le fiabe sono nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane – scriveva Italo Calvino nell’Introduzione a Fiabe Italiane del 1956– una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento rumino delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna, soprattutto per la parte di vita che appunto è il farsi d’un destino».

Affini ma non identiche al mito nella struttura e nelle finalità, le fiabe rispondono anch’esse a particolari esigenze dell’animo umano e sono specchio di questa cornice, grazie alla quale l’uomo ha categorizzato la realtà, le prime e le nuove esperienze, in un processo che si ripete all’infinito, seppur in forme diverse: il racconto, la nostra storia, questa narrazione alla quale riesce impossibile sottrarsi, non è terminato, e ancor oggi viene spontaneo, è quasi obbligatorio talvolta, attribuire alla dimensione del “non so” cause e conseguenze; racconti, superstizioni e credenze popolari, che accomunano, dividono, e prima di tutto motivano, ne sono un esempio.

Queste storie più o meno complesse – tra le quali rientra e spicca sicuramente buona parte della letteratura religiosa – possono appartenere, per giunta, a comunità davvero molto ampie e distanti tra loro; presupponendo, infatti, uno stato di cose primordiale in cui la conoscenza dell’essere umano fosse nulla o quasi, non è azzardato ipotizzare che, seppur sottoposti a stimoli ambientali e culturali diversi, i gruppi sociali abbiano cercato di dare un senso alla realtà più o meno con le medesime procedure.

Grandi cambiamenti, dunque, ma fino a un certo punto: l’antropologo Marcello Arduini nel suo Il filo del racconto ha spiegato che diverse fiabe dell’Alto Lazio sono presenti anche nelle culture dell’Europa del Nord e del Mediterraneo; Maria Federico con Rappresentazioni dell’alterità nella letteratura popolare: uno studio di caso ha messo in evidenza che non pochi sono gli elementi comuni attorno ai quali ruotano le storie dell’umanità; punti fermi su cui l’antropologo Alberto Sobrero ha insistito, scrivendo nel suo Il cristallo e la fiamma che «[…] proprio il motivo “Davide contro Golia”, […] l’enfant savant, il bambino che ne sa più dell’adulto […] deve aver fatto più volte e in varie vesti il giro d’Europa, ma il fatto interessante è che lo ritroviamo fra gli indiani delle pianure americane e in molte letterature orali africane (è ad esempio diffusissimo a Capo Verde)»; Gesù Cristo – va aggiunto – parlava non soltanto ai poveri, ma anche ai dottori del tempio.

Barriere spazio-temporali abbattute, insomma, da miti, fiabe e leggende. Ma tutto cambia e nulla resta immobile, se non il ricordo di quel tempo che fu: alla fissità e alla monotonia di un mondo dominato da fenomeni naturali inspiegabili, e poi attribuiti inscindibilmente agli dei, artefici di tutte le cose e comunque incuranti delle vicende umane; a questo stato di cose che mai muta e rispetto al quale l’uomo è poco e niente, è subentrata la dinamicità dell’essere presenti non in qualità di spettatori, ma di attori, e, infine, di autori; il rapporto con il mondo è cambiato, e con questo la modalità della narrazione: la varietas del romanzo post-moderno, con i suoi mille volti e altrettanti stili ne è solo un esempio; si spiega così, tra l’altro, la nascita del romanzo realista, che poi è nascita di coscienza, e contemporanea disgregazione dell’epos, l’approdo a una fase in cui l’uomo ride persino di sé, «così da darci l’impressione – prosegue Sobrero – di osservare dall’alto una scena d’impedimento, frustrazione o assurdità».

Cambiano le storie, cambiano le gesta e cambiano anche gli eroi: l’uomo è alle prese con se stesso e i suoi conflitti interiori; impaurito, indaga, cercando di trovare un perché non sempre in una dimensione del «non so» che spiega tutto e niente al tempo stesso; il nuovo protagonista è immerso in una quotidianità che è sì la più grande battaglia, forse la più difficile di tutte, ma non ha nulla a che vedere con forze sovrannaturali, semi-dei e divinità.

«A un estremo – scrive Alberto Sobrero, commentando Anatomy of Criticism del critico letterario Northrop Frye – la sensazione di un mondo che sovrasta: l’uomo si sente poca cosa, misura la sua pochezza di fronte a forze che deve limitarsi a osservare con meraviglia. Per secoli, in questa prima fase del mythos[l’insieme delle narrazioni attraverso le quali una comunità ha dato un perché al mondo, ndr], i racconti mitologici governano il mondo, fondano mondi, sono storie senza autore, senza narratore, storie […], miti e poemi che narrano di fatti, sentimenti e motivi che l’uomo non può contribuire in nulla a determinare. […] Nelle storie che seguono […] l’eroe diventa uno come noi, un uomo che può vincere o perdere senza che questo cambi di molto la sua condizione di esistenza».

Da una parte la dinamicità irrefrenabile del presente; dall’altra, la fissità indistruttibile del passato. Entrambe le dimensioni, però, non si escludono ma si completano a vicenda, e non solo nel Nuovo Millennio: l’uomo è in questo stato continuo di cose, in bilico e in tensione tra due poli opposti, molto spesso incapace di narrare e narrarsi, perché tutto sembra sfuggirgli di mano, impossibilitato, com’è, a vivere e viversi pienamente; incastrato nella dittatura di una società e una cultura che sembra accettare tutti, ma nella quale tutti finiscono per sentirsi estranei; immerso in un mondo dato nei suoi schemi e immobile nei suoi pregiudizi e nelle sue regole, cerca di costruire una propria identità, portando avanti progetti e sottraendosi, talvolta, al già dato; alla fissità indistruttibile, insomma, reagisce, quando vuole e se può, con tutte le sue forze:

«Quindi – scrive Northrop Frye nelle ultime pagine di Anatomymentre la produzione della cultura può essere, come avviene per il rito, una imitazione semivolontaria dei ritmi o dei processi organici [un’accettazione dello stato delle cose ndr], la risposta o la reazione alla cultura è un atto rivoluzionario di presa di coscienza».

Nessun voto finora

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.