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L'Italia del boom economico: quando la casa di proprietà era una ricchezza

Nel periodo del dopoguerra, ai tempi del boom economico ed edilizio, possedere una casa era sinonimo di sicurezza e prestigio sociale.

Casa, boom edilizioSul fenomeno e sulla conseguente speculazione nacquero accese polemiche, in particolare quando nelle campagne cominciarono ad essere eretti enormi palazzi grigi, secondo un aggressivo piano edilizio che progressivamente distrusse buona parte delle zone verdi intorno ai centri urbani («là dove c'era l'erba ora c'è una città», cantava Adriano Celentano, nel 1966), come nei casi di Milano, Torino e Roma. Quest'anno è uscito, per le edizioni Donzelli, un libro intitolato Storie di case. Abitare l'Italia del boom: oltre all'aspetto strettamente strutturale, che risvolti sociologici hanno comportato quelle abitazioni, costruite negli anni Sessanta? Il libro tenta di ricostruire, tramite la storia di ventitré edifici, l'insieme di scelte – individuali e collettive, piccole e grandi – che hanno cambiato, in modo radicale, l'aspetto delle metropoli italiane.

Attraverso interviste e testimonianze dirette, materiale d'archivio, immagini, e intersecando vari ambiti disciplinari (dall'architettura, alla storia e la sociologia), Storie di case riflette anche sul cambiamento culturale del popolo italiano in seguito al boom. Per una famiglia di operai possedere una casa significava garantire una certa stabilità futura ai propri figli: il mattone costituiva la prova tangibile di una ricchezza personale, un patrimonio da tramandare alle generazioni successive.

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La casa diventava il simbolo per eccellenza del nuovo benessere acquisito, dopo la miseria degli anni postbellici, prima dell'attuazione del piano Marshall. Benessere che era sinonimo di vita moderna, con gli spazi della casa che mutavano la loro funzione, anche con l'introduzione di nuovi strumenti, come il televisore: per esempio, il salotto si trasformò da luogo unicamente adibito agli incontri con gli ospiti, a stanza dove gli inquilini stessi potevano condividere un momento intimo di vita famigliare.

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