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L’intrigo di Carlo Lucarelli nell’Italia degli anni Cinquanta

L’intrigo di Carlo Lucarelli nell’Italia degli anni CinquantaL’ultimo lavoro di Carlo Lucarelli, Intrigo italiano (edito da Einaudi), è un libro affascinante per molti versi. I personaggi si muovono in ambientazioni noir e tipiche dell’Italia del dopoguerra. Quell’Italia in bilico tra nostalgici, antifascisti, servizi segreti deviati, strani omicidi e strade ancora diroccate e in attesa di essere ricostruite.

Il protagonista è il commissario De Luca, il primo personaggio “seriale” inventato dallo scrittore parmense. Lo stesso di Carta bianca (1990), L’estate torbida (1991) e Via delle Oche (1996). Uno tra più amati dai lettori di Lucarelli. Anche se, commissario, non lo è più. Ora lavora per i servizi segreti, ha assunto un nuovo nome e indaga su uno strano caso di omicidio, in una Bologna invasa dalla neve, dove il tram scorre lento sulle rotaie scampanellando a ogni curva, e dove ancora si possono ammirare i navigli e le lavandaie. Una città, comunque, che mette in mostra anche i suoi tratti tipici, caratteristici ancora oggi: i tortellini, la mortadella, i portici…

 

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Ma procediamo per gradi e partiamo dalla trama.

Siamo nel 1953. È Natale. La bella moglie di un professore universitario viene uccisa. Annegata nella vasca da bagno nell’appartamento da scapolo del marito, il cosiddetto “trappolone”, dove il docente portava le sue amanti.

I servizi segreti vogliono vederci chiaro, vogliono scoprire chi è stato. E per farlo incaricano De Luca. Ha il fiuto giusto e sa seguire le tracce: è un vero e proprio cane da tartufi.

L’intrigo di Carlo Lucarelli nell’Italia degli anni Cinquanta

Davanti a lui si dipana un’indagine da giallo classico: indizi, tracce, impronte e orari, che l’ex commissario non si fa scappare. Ed entra così, grazie anche alla collaborazione dell’esuberante Giannino – un aiuto impostogli dagli stessi servizi segreti – in un mondo fatto di musica jazz, farmaci usati come droga e intrighi tra membri degli stessi servizi segreti. Scopre che la morte del professore universitario è avvenuta a causa di uno strano incidente in cui ha perso la vita anche un bambino, che sulla scena del crimine è stato visto un individuo dal volto sfigurato e che il suo giovane assistente non era stato solo incaricato di dargli una mano, ma pure di spiarlo. E s’innamora di Claudia, una bellissima e giovanissima cantante di jazz, meticcia e bravissima, dal passato da mondina e staffetta partigiana. Il suo estato opposto, essendosi, Achille De Luca, invischiato (in passato) con il regime fascista…

È un personaggio davvero particolare, quello di De Luca. Così come l’ambientazione scelta. Due lati certamente positivi presenti nel libro.

 

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In Carta bianca, l’esordio letterario di Lucarelli, De Luca si occupa di un omicidio avvenuto durante gli ultimi giorni della Repubblica di Salò; in Estate torbida, indaga nei caotici mesi successivi alla Liberazione; in Via delle Oche, dirige un’inchiesta partita durante le elezioni del 1948. Ora, in Intrigo italiano, torna dopo cinque anni e cerca di scoprire chi ha ucciso una giovane donna nella sua vasca da bagno. E lo fa nel periodo che va dalla fine di dicembre del 1953 agli inizi di gennaio del 1954: lo stesso periodo in cui la Democrazia Cristiana vince ancora una volta le elezioni, l’Italia vede partire il boom economico, la Guerra Fredda inizia a far sentire la sua ombra e i complotti politici e le lotte di potere s’intrecciano, assieme a intrighi, depistaggi e inevitabili morti necessarie al “bene supremo dello Stato”.

L’intrigo di Carlo Lucarelli nell’Italia degli anni Cinquanta

Pragmatico, freddo e con il solo obiettivo di risolvere il caso, pagina dopo pagina il personaggio De Luca compie un’evoluzione degna di nota: passa da una mera consapevolezza di vivere aspettando un domani migliore e con la speranza di lasciarsi alle spalle un passato scomodo, all’abbracciare una volontà, sentita, di voler seguire i propri sentimenti. Un personaggio realistico e ambivalente, un eroe per caso, molto ben costruito.

Così come sono ben costruiti e, quindi, da promuovere anche gli altri personaggi pensati da Lucarelli: in primis, l’eccentrico e loquace Giannino, il freddo e generoso commissario Pugliese e la dolcissima e tenace Claudia.

 

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Nota stonata di questo quarto capitolo del commissario De Luca è forse la trama. Poco consistente e, via via che si sfogliano le pagine, sempre più fievole, leggera. Una caratteristica probabilmente voluta dallo stesso autore che, è evidente, si è concentrato sull’ambientazione e sui personaggi, da soli – comunque – in grado di far apprezzare l’intero lavoro.

 

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La storia di Intrigo Italiano è raccontata utilizzando due tempi diversi, legati da un brutto avvenimento, che si allineano in un punto preciso della trama.

Nulla da dire sul linguaggio e sulla scrittura. Così come sullo stile, che è quello classico di Lucarelli, fatto di frasi brevi, dialoghi sapientemente composti e termini ricercati, che creano nella mente del lettore una completa e gradevole immagine della Bologna degli anni Cinquanta, dei locali in cui si ascoltava jazz, delle strade della città ancora da ricostruire… e di tutto il resto. 

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