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L’Inghilterra tra due secoli. “La donna del ritratto” di Kate Morton

L’Inghilterra tra due secoli. “La donna del ritratto” di Kate MortonLa donna del ritratto (The clockmaker's daughter in originale), edito da Sperling & Kupfer e tradotto da Elena Cantoni e Rachele Salerno, è l’ultima e corposa fatica della scrittrice australiana Kate Morton, esperta nel realizzare romanzi articolati, che generalmente si sviluppano su due piani temporali. In questo caso la Morton passerà dall'epoca vittoriana fino ai giorni nostri attraversando anche la seconda guerra mondiale e gli anni Sessanta.

La storia della Morton ha come sfondo un’antica dimora, immersa nella campagna dell'Oxfordshire sulle rive del Tamigi, che si rivela custode di vecchi segreti che nel dipanarsi del romanzo vengono portati a galla.

È l’estate del 1862. Edward Radcliffe, un giovane pittore di vent’anni a capo di un gruppo di artisti che conduce in un’immersione totale nell'arte e nella selva, lontano dai rumori della caotica Londra del XIX secolo, al fine di dar sfogo alla propria creatività un po' alla maniera dei giovani novellatori del Decamerone di Boccaccio che fuggono nella natura per sottrarsi alla desolazione della Firenze del 1348:

 

«Fu questa la sua proposta: un intero mese estivo dedicato alla pittura, alla poesia e ai picnic, ai racconti, alla scienza, all'invenzione. Un mese di luce donata dal cielo. Lontani da Londra e da ogni sguardo indiscreto. Ovvio che gli altri non avessero esitato. Edward avrebbe potuto convincere anche il diavolo a pregare».

 

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Ma le cose non vanno come previsto e volgono in tragedia: una ragazza muore, un'altra scompare nel nulla e un gioiello di famiglia sparisce.

Tutti questi avvicendamenti si eclissano nell'oblio per riaffiorare dopo 150 anni grazie a una giovane archivista di nome Elodie Winslow, la quale ritrova due oggetti: un’immagine fotografica che raffigura una giovane donna in abito bianco e un album da disegno. La ragazza rimane profondamente colpita da questo misterioso bottino dall'aria inspiegabilmente familiare:

«Elodie sfilò l’album dalla borsetta e lo riaprì al disegno della casa sul fiume. Ancora una volta le sembrò familiare. Conosceva quel posto. Nella storia che ascoltava da piccola, la casa era un vero e proprio portale verso un altro mondo.»

L’Inghilterra tra due secoli. “La donna del ritratto” di Kate Morton

Ma che cosa è realmente accaduto tra le mura dell'antica villa? Chi è la donna che compare sulla fotografia?

Per arrivare alla risoluzione di questi intrighi la scrittrice utilizza due voci narranti: quella di Elodie, la protagonista, e quella dello spirito della casa, ovvero la donna che rimasta imprigionata tra le mura conduce il lettore tramite il suo auto-narrarsi a viaggiare nel tempo per conoscere la sua storia.

La protagonista compie anche un viaggio introspettivo rievocando la memoria di sua madre, che fu musicista di gran fama, scomparsa precocemente. Elodie non conobbe mai l'amore materno ma solo il suo talento filtrato dagli occhi delle persone che l'avevano stimata come musicista, la identifica misteriosamente con la donna del ritratto.

L'autrice definisce il suo libro in una nota in appendice al testo:

«Un libro sul tempo e sull'eternità, sulla verità e sulla bellezza, le mappe e la cartografia, la fotografia, la storia naturale, le proprietà salutari del camminare, l'essere fratelli […], le case e l'idea di casa, i fiumi e il potere dei luoghi. È stato ispirato dall'arte e da artisti tra cui i poeti romantici inglesi, i pittori preraffaelliti, i primi fotografi.»

L’Inghilterra tra due secoli. “La donna del ritratto” di Kate Morton

Inoltre la stessa confessa di aver preso ispirazione anche da alcuni musei per la cura dei dettagli e la ricostruzione di un nesso causale tra episodi diversi del passato. In particolare il Charles Dickens Museum (lo stesso Dickens influenza di gran lunga lo spirito narrativo della Morton pieno di anime alla ricerca di un decoro), il Victoria&Albert Museum, il British Museum e altri.

Pur non essendo un romanzo originalissimo in quanto percorre terreni già ampiamente battuti, e probabilmente un po' troppo macchinoso (un centinaio di pagine in meno a mio avviso avrebbero giovato alla trama) a causa dell'idea di dar vocealla casa, e lasciando quindi la possibilità ai ritratti di raccontare i segreti che custodiscono da tempo e che lottano per far sentire il oro punto di vista , il romanzo riesce a conservare la suspence sino alla fine grazie ai piccoli indizi di cui il testo si nutre e facendo fluire passato e presente con abilità.

 

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La scrittura scorre fluida e sicuramente siamo di fronte a un testo che verrà molto apprezzato da chi ama immergersi nelle campagne inglesi del passato in stile Cazalet, anche se i romanzi sono ambientati in epoche storiche diverse. La Morton condivide con Elizabeth Jane Howard, scrittrice della Saga dei Cazalet, il gusto squisito nella descrizione delle situazioni apparentemente banali: una cena, una passeggiata, la descrizione di un abito il tutto avvolto dall'aura rituale che permeava la società inglese.

La donna del ritratto possiede senz'altro un taglio cinematografico grazie all'incedere spaziando nel tempo tra una Londra multietnica del XXI secolo a quella dell'epoca vittoriana. Si giunge in fondo al testo con una risoluzione conclusiva molto semplice che forse deluderà chi si attendeva un finale mozzafiato come tipico della Morton.


Per la prima foto, copyright: Benjamin Davies on Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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