Perché scrivere? Le ragioni di George Orwell

Hai perso la voglia di leggere? 7 modi per farla tornare

Intervista ad Andrea Tomat, Presidente del Comitato di Gestione

Continua a scendere il numero dei lettori – Dati Istat aggiornati

L’inferno letterario piramidale

[Quarto Girone della Rubrica All’Inferno, scrittore esordiente!]

Piramide, Inferno, Scrittori esordientiEra il 2008 quando Gian Paolo Serino si accorgeva del pullulare di scrittori su Facebook, e per scrittori, almeno stavolta, intendo quelli che con quest’attività due soldini li guadagnano. Potremmo disquisire a lungo su chi sia uno scrittore e chi, invece, non possa  fregiarsi di tale titolo. Allora facciamo così, tanto per tagliare la testa al toro e la coda di paglia all’autore: pubblicare a pagamento e aggiungere scrittore alla voce occupazione nel profilo Facebook non è un attestato valido e universalmente riconosciuto.
Non bastasse questo a creare confusione, succede che, a volte, il nume che stiamo rincorrendo online non sia nemmeno lui, forse è soltanto Tommaso Debenedetti che si annoiava in un giorno di pioggia. 

Sia come sia, se su Facebook scoviamo il nostro beniamino — o l’autore su cui puntare per avere un briciolo di notorietà —, la prima cosa da fare è chiedergli amicizia. Meglio se aggiungiamo un messaggio personale, condito di complimenti e — fa sempre colpo — qualche citazione dai suoi libri. A quel punto l’autore è amico nostro. O no?

Arrivando sulla sua bacheca, meglio lasciare un messaggio di ringraziamento, un saluto: i convenevoli sono sempre apprezzati, ma le lodi sperticate funzionano meglio.
Vi accorgerete a quel punto di un fatto stranissimo: prima di voi molti altri hanno eseguito la stessa manovra. Il vostro messaggio è uno dei tanti. Sì, insomma, siete arrivati per ultimi, ma si può rimediare.

La bacheca di un autore di grido — e ancor più la sua pagina ufficiale — ha un andamento piramidale. All’apice troviamo l’idolo d’oro, appena sotto, i suoi sacerdoti — ma in alcuni casi è più corretto parlare di sacerdotesse, funziona così da Raul Montanari, ma non gliene faccio certo una colpa —, a seguire la cerchia ristretta dei fan, che poi si allarga fino alla base. Lì dove siete voi, mi spiego?
Ho visto gente chiedere amicizia a un grande autore per avere qualcosa in comune con un suo sacerdote. Lo so, sembra strano, ma tante volte è proprio lì che si annidano le persone che possono darvi una mano. Gli autori di grido non hanno — o non hanno sempre, ma succede lo trovino — tempo per sponsorizzare e farsi carico della crescita editoriale di un pivello alle prime armi. Ma qualche volta accade e a quel punto la base — ché le notizie corrono veloci — lo sa, ma deve far finta di niente. In realtà, tutto il meccanismo deve fingersi orbo, soprattutto quando l’esordiente si rivela una chiavica.

Se non siete tra i fortunati con l’accesso diretto — che non si limita alla possibilità di inviare un messaggio privato di buon Natale — al sommo scrittore, potete cercare di farvi largo per frequentare — online, sperando presto in un live — la stretta cerchia a lui più vicina. Per arrivare a quella dovete naturalmente dare la scalata alla piramide, cercando di lasciare indietro i vostri simili.
Siate sempre presenti su quel profilo, Facebook vi ha forniti della possibilità di cliccare sulla stellina gialla riservata agli amici più stretti. Fate finta sia così, nessuno se ne avrà a male, ch’è pratica comune. Frequentate la bacheca che vi interessa e fatevi via via più arditi, date la vostra visione — vostra, ma in linea con quella dell’autore — alle sue massime, ridete alle sue battute, applicatevi in maniera professionale nell’abuso del tasto mi piace. Iniziate a scambiare cortesi dimostrazioni d’approvazione col resto della ciurma, condividete le note e i link, iscrivetevi ai gruppi. Siate ovunque, se quell’ovunque vi fa sembrare adepti.

È cosa che richiede tempo e pazienza, sappiatelo. Rincorrere un solo autore è pratica alquanto semplice, ma solo entrare nelle sue grazie — e nelle sue amicizie — farà di voi un esordiente d’assalto, uno destinato alla gloria.
Insomma, sia chiaro, le amicizie piramidali in ambito editoriale richiedono requisiti che non tutti possiedono: faccia tosta, pelo sullo stomaco e ampia salivazione.
Vi chiederete se questi consigli valgano con qualunque autore e cerchia amicale. Sono pronta a giurare che non è così, esattamente come sono pronta a giurare che molti scrittori si rendono conto di far parte di un circo ma, in fondo, avere un reame piace a tutti.

Strettamente legato al fenomeno della scalata alla piramide, c’è quello delle recensioni: pagate o di scambio. Se deciderete di usufruirne, vi renderete conto che il web offre moltissimo. Per le recensioni a pagamento, la cosa funziona in questo modo: vi avvalete di un servizio a pagamento che recensisce il vostro testo e poi ne mette online il risultato. Pratico, semplice, prezzolato. Potrà mai accadere che qualcuno — ricompensato secondo listino — possa stroncare il vostro libro? Io non credo. Voi che dite?
Dante, Barettieri, Gustavo Dorè, Ciampolo, AlichinoSe questo meccanismo vi fa storcere il naso, sappiate che potete sempre affidarvi alle recensioni di scambio, una vera garanzia a costo zero.  In cosa consistono? Beh, è molto semplice, trattasi di baratto di salamelecchi. Allungate la vostra opera a un collega — autore esordiente, gli scrittori seri eseguono la manovra solo tra consimili — , lui farà lo stesso con voi; parlate bene di quel libro e lui farà altrettanto del vostro. Più facile di così non potrebbe essere.
Qualche dubbio? Va bene, allora ci vuole la prova del nove. Riprendete in mano quel romanzo precedentemente incensato, tirate una riga sulla recensione e fatela diventare un’implacabile stroncatura. Poi mettetevi comodi e attendete, vedrete che ben presto sarete ricambiati con la stessa moneta. Mi direte che in questo non c’è niente di strano e sono costretta a darvi ragione: nessuno vorrebbe darsi la zappa sui piedi e, in fondo, consigliare o meno un libro è bugia di poco conto.

Ma le cose non sono mai così semplici e il lettore non è un cretino: negli ultimi tempi sono nati blog feroci che scovano questi romanzi campioni di vendite e li smascherano, senza pietà. Per saperne di più dovrete entrare con me nel settimo girone. Nel frattempo, potete riprendere la piccozza e tornare alla scalata delle piramide.


Il Quinto Girone della Rubrica All’Inferno, scrittore esordiente! sarà on line il 31/03/2012.
Parleremo di onanismo letterario, rivedremo il mostruoso Facebook, faremo un viaggio tra i meandri dell'autopromozione on line e della cecità indotta dal web. Incontreremo qualche Lit Web, Simone Navarra, Margaret Mazzantini, Fabio Volo, Remo Bassini, Caterina Policaro, gli eventisti, Aldo Pinga, Andrea G. Pinketts, Carlo Lucarelli e Alessandro Bertante.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (13 voti)

Commenti

...solo due nomi!? dai che facciamo tutti il tifo per te...

Sto preparando una nuova rubrica, lì i nomi spuntano come funghi.
Nel frattempo prendo il porto d'armi. :)

Io detengo il record mondiale di bannature da tutti i forum dedicati alla scrittura. Sono considerato un troll da tutti e potrei scrivere un libro, raccogliendo gli insulti che trovo sul mio blog. Lo so che non basta per essere felici, ma non è la felicità il mio obiettivo... e non sono un troll.

Un libro con gli insulti raccolti sul blog! Un testo di denuncia sociale!
Secondo me Rizzoli te lo pubblica. :)

...a volte è questione dell'ego,come quella marca di costruzioni per bambini,perchè a furia di costruire plastiche geometrie filosofiche si arriva a sfiorare i testicoli di quel buon Dio della pazienza.e rimaniamo tutti in attesa di qualche sanificante scrollatina...

Lele, ti leggo mordace. :)

Io non sono un filosofo perché non formulo ipotetici "lego" sul significato dell'esistenza. Non ho più concezioni che mi appartengano da quando vedo l'esistenza attraverso i suoi princìpi fondanti i quali, essendo universali, non possono essere rivendicati come fossero una proprietà di alcuno. Io espongo argomenti appartenenti alla dottrina unica e metafisica che non è parte della "scienza" filosofica, come erroneamente è insegnato al liceo e all'università. Essendo la metafisica, quella genuina che conosce perfettamente e per visione immediata, dunque intuitiva, senza l'intrusione della mediazione mentale, essendo la metafisica, dicevo, rivolta essenzialmente all'universale e sovra-temporale, non potrebbe logicamente costituire una branca della filosofia che ignora i princìpi universali e l'intelligenza sovra-individuale, per prediligere la sfera ipotetica individuale e "razionale" (il termine razionale in bocca alla filosofia perde di significato). Naturalmente la metafisica è anche logica, con la restrizione che la logica è figlia della metafisica, non madre. Sempre la verità disturba gli intelletti dediti ad altro, è per questo che meno si dice e meno si rischia; lezione alla quale sono refrattario, ma in dolce misura...

Ecco, vedi, lo sapevo! Sono metafisica, dico il meno possibile e di solito faccio pure dei danni. Ehm, no, forse questo non è contemplato nella metafisica.

Questo non sarà trolling, ma non c'entra niente con la questione. Au grain!

Tu dici che non c'entra? A mio modo di vedere c'entra eccome perché è in diretta relazione a un comportamento, il mio, che è agli antipodi di quello descritto nel post che stiamo commentando, ed essendo in opposizione al comportamento che è lì descritto... ha tutti i motivi per mostrarne le diverse conseguenze. La lucidità non è un dono e deve essere una conquista, per questo hai i miei migliori auguri perché tu almeno ci possa provare.

Caro Francesco, il mio timore è che tutti i vostri commenti siano in tema... a questo punto è il mio articolo a risultare off topic. :)

Io ho rovinato rapporti che stavano per diventare vere e proprie amicizi€ (notate l'ultima lettera, avrei potuto tenere amiche molte persone che mi avrebbero assicurato qualche soldino in più, sempre nello sterminato campo - che tutti zappano al posto di quello geografico - letterario) solo in nome della mia stupida mania di non scendere a compromessi, di non tollerare chi è più cialtrone di me e neppure se si è costituito in associazioni cultural-cialtronali.
E giuro che ne sono felice.
A me d'altronde non piacciono nemmeno le piramidi d'Egitto, figuratevi, tuttavia è anche da capire (e quindi commentare) chi, durante una conversazione al bar, ambisce a dire: "ah, sì, è mio amico di facebook", oppure: "proprio domenica scorsa ero alla presentazione dell'ultimo libro di Gianferruccio (Gianferruccio chi? Ma sì, dai, Gianferruccio Sparapaoli, ne hanno parlato anche a Teleoristano), corpus praesens, una persona squi-si-ta, le risate che ci siamo fatti, guarda una persona troppo in gamba, che poi più le persone sono importanti e più sono umili, mi ha fatto una dedica troppo forte sul libro", nella speranza di vedere scintille d'invidia nelle pupille altrui.
Come parola del giorno, per oggi ho scelto: "cafone". Voglio scrivere un trattato sull'estetica della cafoneria, sul logos primordiale dell'untuosità cafonal.
Comunque in questa piana-piena di piramidi, ci sono anche Faraoni e Faraonesse che non tollerano nemmeno chi tentenna un solo secondo nel dar loro ragione e se se ne accorgono subito ti segnano sul libro nero, e so quel che dico, e tutti i cavalieri serventi del feudo tremano (anche un po' d'indignazione).
Cosicché pfui a tutti, anche a me stesso, perché a Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata e a Vivaldi l'uva passa, che mi dà più calorie.

Devo aggiungere che quello appena sopra è una risposta al dire di lelemastroleo, per questo sembrerebbe non attinente.

Mario, devi essere sincero, confessalo che la nostra è associazione a delinquere di stampo cialtrone: siamo anti-faraoni per eccellenza, i tuoi stracciapanetti diventano miei e viceversa, in un tripudio d'articoli cattivissimi che ci valgono il titolo di "fratelli cafoncelli". Dai, su, ammettilo, tanto qui non ci legge nessuno. ;)

Chi è lo scrittore? Chi non lo è? Facciamo così: scrittore è uno che scrive. Bene o male scrive e tanto basta. Che poi alcuni - ruffiani, leccapiedi per non dir leccaculi -riescano per meriti altrui a pubblicare meglio, perché ammanigliati, asserviti, svenduti o televeduti non è titolo per ergersi a giudici, ma una forma della boria: un vile surrogato della grandezza. I diplomi rilasciati da tali maestri giudicanti hanno un valore o servono anch'essi ad incensare lo scrittore con la scri maiuscola a sentirsi un pomodoro tra gli stronzi?.

Concordo sul fatto che chiunque scriva sia da ritenersi scrittore, che non è una qualifica ma un'attitudine di pochi che si credono speciali solo perché raccontano la vita. Nessun Profeta ha mai scritto nulla, e persino Mosè le tavole della legge se l'è fatte scrivere da un Altro... :D

Metti che Mosè fosse pigro... ;)

Mosè è stato colui che per primo ha aperto la porta al fenomeno dei ghost writer :D

Ecco perché il suo nome mi diceva qualcosa! :D

Ciao Carmelo, mi sta bene la tua definizione: "scrittore è uno che scrive".
C'è quindi bisogno d'aggiungere la qualifica su facebook?

Bella la faccenda del pomodoro tra gli stronzi, rende l'idea. Quasi quasi aggiungo "stronzo" al mio nome e cognome (così levo ogni dubbio e mi calano i commenti anonimi sul blog). :)

A chiarire quanto sopra serve il seguente aneddoto. "Sorge l'alba e uno alla volta i pomodori si vanno svegliando. - Sono un pomodoro! - canta ciascuno di essi stiracchiandosi: - Sono un pomodoro! - A poco a poco, via via che i pomodori si vanno svegliando, il campo tutto è un coro vociante: - Sono un pomodoro!
In quel vociare un povero stronzo insonnolito si desta e, unendo la sua voce al coro, intona: - Sono un pomodoro!
Apriti cielo! D'improvviso i pomodori tacciono e volgono il loro sguardo corrucciato verso lo stronzo mortificato e confuso che, però, dopo qualche minuto reagisce: - E' tutta una mattinata che fate gli stronzi e vi indignate per un solo minuto che io mi sono atteggiato a pomodoro!

L'importante è non aggiungere "poeta" o "poetessa", non c'è nulla che catalizzi la mia attenzione più di questi aggettivi, ché poi vado in cerca delle poesie e le devo commentare.

Zitto che poi ti sentono... e cala il materiale commentabile! ;)

Se farsi amici che contano su Facebook è un buon sistema per farsi largo come scrittori esordienti, rinuncio in partenza. Trovo facebook di una noia mortale e non ho né il tempo né la pazienza di leggermi ogni giorno tutte le idiozie che trovo sulla home page. Ho l'impressione che ci sia un sacco di gente che non ha un rubo da fare nella vita, considerando quanto posta ogni giorno sui social network...

Ciao Annamaria, in effetti sì, c'è gente con un sacco di tempo libero. Lo ammetto col sorriso, su facebook inserisco un sacco di cose (mai roba seria, quella la lascio alla gente seria).

Gli amici titolati servono a farsi largo nell'acquario editoriale? Dipende da quanto ci investi (in tempo e saliva); le grandi manovre devono essere eseguite dal vivo, in rete è soltanto un approccio, il tutto va poi coltivato con cura.
Ma serve davvero questa tattica? Beh, sì, certo ci vuole lo stomaco di Dexter... ;)

I social network non si differenziano dal resto dei modi di relazione superficiale e umana. C'è un ragazzino, nel villaggetto montano di centocinquanta anime in cui vivo, che ha molti problemi famigliari con la mamma ingiustamente cacciata di casa che sta in Sicilia, lontano da lui. Questo ragazzo, ormai sedicenne sta male, ha un iPod e gli ho dato la password per connettersi alla mia rete wireless. Gli ho anche regalato un portatile, che non utilizzavo molto, in modo che potesse giocarci e studiare. Lui, di solito solo e triste, sta fuori casa mia per due ore tutte le sere, ed è contento di avere circa duecento amici su facebook. Non mi sento di dire niente contro i social network per questa ragione.

Facebook e similari fanno parte del mio frequentare gente, l'impressione del virtuale cala con l'uso. L'abuso è altra faccenda, ma conosco anche gente che ha un amore viscerale per il microonde. :)

Un giorno il mio diletto discepolo mi chiese «O Grande Omero, come posso scriver io un romanzo di grande successo come lo fu l'Eneide tua?» «O gagliardo giovane, non scriss'io alcuna Eneide, non n'ebbi il tempo! Però ho capacità di dettar consiglio... scrivi un buon romanzo che apra nel lettore una via, trova un autorevole editore per vie lecite e affida il lancio dell'opera tua ad un famoso istrione. Vedrai, mio giovane amico, che molta gente avvezza alla lettura ti donerà oboli in abbondanza.» Il mio discepolo se ne andò deluso; non ho mai capito il perché.

Mia gentile SoraCarla, devo essere sincera, il piacere della mia rubrica sta nello scovare commentatori degni d'essere letti. A qualcuno parrà poco, ma io - discepola - in questo non rimango mai delusa.

E il famoso istrione a cui affidare il lancio dell'opera? Beh, sarò sincera: si fotta! :)

Ops, a volte scordo d'essere qui e non sul mio blog. S'abbia pazienza, l'orario induce alla ciarla.
Ah, mi leggete di prima mattina? Ok, ricordate di cambiare l'ora. :D

Che strano, avrei giurato che uno dei ruoli di questo sito fosse quello di promuovere gli autori sparlando loro dietro con le case editrici... :D
So per certo che gli editori si trovano al sabato sera in club dedicati dove, nascosti nel "salotto esoterico" si scompisciano dalla risate rileggendo pagine estrapolate dai manoscritti, che hanno raccolto nella loro casella postale e, ma questa è solo una supposizione, votano il vincitore tra quelli che hanno il materiale più indecente.
A mio parere perdono l'occasione golosa di poter pubblicare un sunto delle cagate insensate che hanno rifiutato di pubblicare.
Certo è pur vero che delle volte qualcuno si pente, come è stato il caso di un editore, del quale lessi un'accorata lettera di scuse rivolta a Marcel Proust, dove erano presentate sentite scuse per aver ritenuto non pubblicabile l'opera di Proust che vendette centinaia di migliaia di copie. La si può leggere sul sito per scrittori "La recherce" a Proust dedicato.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.