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“L’incanto del pesce luna”, il mondo cupo e malinconico di Ade Zeno

“L’incanto del pesce luna”, il mondo cupo e malinconico di Ade ZenoCon L’incanto del pesce luna (Bollati Boringhieri, 2020) Ade Zeno, pseudonimo di un autore torinese, approda a una casa editrice di rilievo dopo aver pubblicato interessanti romanzi e racconti, tra cui L’angelo esposto (Il maestrale, 2015), con editori minori ed essersi cimentato come drammaturgo, scrivendo alcuni testi teatrali.

Nella vita, Zeno lavora come cerimoniere presso il Tempio Crematorio di Torino, gestendo tutta l’organizzazione dei funerali laici (le formule di commiato scelte da chi non desidera una cerimonia religiosa) e sostiene di aver appreso tante storie interessanti facendo questo mestiere, che nel nuovo romanzo diventa in effetti quello del protagonista, Gonzalo, che è appunto il cerimoniere dei funerali laici in una città senza nome.

 

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Sposato con Gloria, ex compagna d’università, e padre felice di Inés, Gonzalo porterebbe avanti senza problemi l’esistenza tranquilla che ci descrive, se improvvisamente non gli accadesse un fatto drammatico: all’età di otto anni, la piccola Inés contrae una misteriosa malattia incurabile, che la riduce presto in coma. Da quel momento, per anni Gonzalo si reca ogni giorno a trovarla nell’ospedale in cui rimane ricoverata, pur senza speranza di guarigione, illudendosi di mantenere un barlume di contatto con lei attraverso gesti rituali e l’ascolto a ripetizione delle musiche preferite della figlia. Mentre le speranze di far uscire Inés dal coma si fanno sempre più deboli e la moglie si allontana da lui, cercando conforto in una nuova relazione, Gonzalo viene contattato da Malaguti, un individuo equivoco che gli propone di lavorare per la sua padrona. Si tratta della vecchia signorina Marisol, appartenente a una famiglia altolocata, che vive da reclusa in una grande villa appartata: il lauto compenso offerto permetterebbe di trasferire Inés in una clinica molto costosa dove, forse, poterla curare meglio. Gonzalo accetta, anche se il suo compito diventa quello di accontentare la signorina Marisol, la cui natura mostruosa la spinge a cibarsi periodicamente di carne umana, procacciandole le vittime che va a cercare fra le persone invisibili, quei derelitti della società della cui scomparsa non si accorgerà nessuno.

“L’incanto del pesce luna”, il mondo cupo e malinconico di Ade Zeno

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In nome di Inés e della possibilità di continuare a curarla, Gonzalo continua a svolgere il suo compito con professionalità ed efficienza, mettendo a tacere qualsiasi tipo di scrupolo, fino al momento in cui qualcuno riuscirà a riportarlo alla realtà.

Tra descrizioni splatter e atmosfere malinconiche, Ade Zeno scrive un romanzo che parte da una base autobiografica, perché attraverso Gonzalo ci racconta molto del suo lavoro reale, ma poi si avventura in un mondo cupo e dai tratti surreali. Allo stesso tempo, riesce a comunicarci anche una dolcezza infinita nel descrivere l’affetto profondo che lega il protagonista alla figlia, e i suoi sforzi per cercare di mantenere una parvenza di legame con lei, benché sappia che le sue attenzioni non possono essere ricambiate e che i suoi discorsi sono destinati a cadere nel vuoto.

La storia è senza dubbio molto particolare e non è consigliata a chi non ama troppo soffermarsi sul pensiero della morte, ma lo sguardo disincantato dell’autore di L’incanto del pesce luna sul modo, o i modi, con cui abitualmente ci congediamo dalle persone che vengono a mancare è davvero illuminante.


Per la prima foto, copyright: Soragrit Wongsa su Unsplash.

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