Perché è importante leggere

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Come leggere un libro

L’età straniera in cui siamo tutti immersi

L’età straniera in cui siamo tutti immersiPoco meno di due anni fa usciva per Einaudi Exit West dello scrittore pachistano Mohsin Hamid. Il romanzo immagina l’esistenza di porte segrete sparse per il mondo che permettono al fuggitivo che le oltrepassa di materializzarsi in un altro luogo, lontano dalle guerre e dagli orrori in cui vive. Un posto dove poter ricominciare, come se l’orrore potesse generarsi da sé e non dalle scelte che ogni uomo difende. Leggendo il nuovo romanzo di Marina Mander (L’età straniera – edito da Marsilio e nella dozzina di attuali candidati al Premio Strega) mi è tornato alla mente il romanzo di Hamid per la stessa capacità di costringere il lettore a porsi domande scomode sulla possibilità (e voglia) di difendere la diversità, anche a costo di scoprirla inaccettabile per il proprio sistema di valori.

L’età straniera è lastricato di prese di posizione che metteranno in difficoltà anche i sostenitori dell’accoglienza che oggi, come me, si sentono mal rappresentati dalle scelte che l’attuale Governo sta compiendo in termini di immigrazione e controllo della sicurezza. Marina Mander ci proietta nel corpo del diciassettenne Leo che si trova a dover dividere la casa (e soprattutto la stanza) con un coetaneo rumeno (Florin) che la madre di Leo (Margherita) ha raccolto dalla strada per aiutarlo a smettere di prostituirsi. L’idea di Margherita è disarmante nella sua ottimistica concezione del mondo. Florinha bisogno di un esempio “normale” cui ispirarsi per uscire dalla prostituzione e ritagliarsi un ruolo accettabile agli occhi di chi lo osserva e Leo ha bisogno di essere scosso dal piccolo mondo di autocommiserazione e senso di superiorità in cui si è barricato come ogni adolescente che si rispetti.

L’età straniera in cui siamo tutti immersi

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

Metterli insieme è il tentativo di Margherita di far del bene a due persone in un colpo solo («forse potete farvi bene l’un l’altro» dice quando Leole chiederà sgomento il perché di quella scelta). Non funzionerà. Leo non accetterà l’ingresso di Florin nella sua vita (chi sarebbe pronto a farlo davvero?), rifiutando così il ruolo che sua madre gli impone («colonialista del bene») e rovesciando sull’ospite rumeno una serie di epiteti razziali che infastidiranno più di un lettore. Lo tratterà come un animale, portatore di chissà quali malattie, una scimmia tarchiata a cui dà il nome di Iwazaruperché, come una delle tre scimmiette dell’antico adagio «Non vedere il male, non sentirlo, non parlarne», Florin non parla. Non ne scopriremo mai il motivo. Non conosce l’italiano? O, come la scimmia di cui prende il nome, decide di non parlare per non raccontare tutto il male che vede nella vita della famiglia in cui è stato incluso? In ogni caso, il silenzio diFlorin farà da specchio a Leo, costretto a osservare se stesso da un diverso punto di vista, provando a far pace con il dolore antico che si porta dentro: la morte del padre di Leo, che una mattina ha deciso di mettere fine alla sua vita annegandosi. Leo se ne sente responsabile perché lo ha visto mentre entrava in acqua e non ha fatto nulla per fermarlo. Per questo l’autrice de L’età straniera crea una narrazione parallela al rapporto fra i due adolescenti, lasciando che il lettore osservi quanto accade nella mente di Leo(il romanzo è narrato in prima persona dal punto di vista del ragazzo), dove è in atto un processo continuo alle sue intenzioni che si conclude inesorabilmente con una condanna.

L’età straniera in cui siamo tutti immersi

Come la stessa autrice de L’età straniera ha dichiarato in un’intervista su Fahrenheit, il personaggio di Leo non conosce mezzi termini perché non ha mezzi pensieri e come ogni adolescente, ma ancor di più per l’esperienza che ha vissuto, non accetta il compromesso che la vita gli pone costantemente dinanzi. Combatte, ma la sua lotta è tutta interiore. Poche le azioni, pochissimi i tentativi di confrontarsi con Florin, a cui vorrebbe porre tante domande che restano solo nella sua mente, preferendo invece farsi guidare in esplorazioni di una Milano di periferia che lascia sgomenti per la sua distanza siderale dal centro storico.

L’autrice si schiera fin dalle prime battute con il suo protagonista, rischiando più di una volta di sovrapporre autore e narratore. Questo genera nel lettore un continuo senso di straniamento, come se Marina Mander non si fidasse appieno di Leo, mettendogli in bocca una lunga serie di giudizi sulla società che lo circonda che avremmo preferito dedurre dai comportamenti e dalle azioni del protagonista, piuttosto che dalla voce camuffata dell’autrice. Questa scelta provoca dei rallentamenti del ritmo narrativo e spinge spesso il lettore a saltare blocchi di pensieri del protagonista per arrivare all’azione.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

L’impressione che resta a fine lettura è che siamo di fronte a un romanzo di formazione con una forte idea narrativa alla base che avrebbe forse avuto bisogno di più tempo per decantare e permettere così la scissione completa dell’io narrante dalle prese di posizione dell’autrice. L’età straniera ha comunque il pregio di metterci di fronte a un tema (la paura dello straniero e della sua diversità) con cui ci confrontiamo spesso in astratto, senza riuscire a immaginare che possa “contaminare” le nostre case.


Per la prima foto, copyright: Deva Darshan su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.