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L’animo umano e le sue ferite. “La montagna del padre” di Phillip Lewis

L’animo umano e le sue ferite. “La montagna del padre” di Phillip LewisLa montagna del padre, scritto da Phillip Lewis e pubblicato dalla casa editrice Bompiani nella traduzione di Alberto Cristofori, è un romanzo di spessore.

La vicenda è ambientata a Old Buckram, una minuscola cittadina situata tra i Monti Appalachi, disadorna e caratterizzata da antiche superstizioni e palpabile ignoranza. I suoi abitanti, poveri ma dignitosi, sbarcano il lunario lavorando, stando in famiglia e imparando a sopravvivere a lunghissimi inverni di gelo e di miseria. I ragazzi sono soliti frequentare la scuola solo per brevi periodi e fra tutti spicca un ragazzino che ama studiare e immergersi in ore piene di letture dalle quali apprende il più possibile. Lui con un libro in mano è felice. Si chiama Henry e trascorre il tempo nella biblioteca del paese, perché i genitori non possono permettersi di comprare libri. Il padre, Helton, è un operaio e la madre bada alla casa. Il suo talento si sviluppa a tal punto da voler diventare uno scrittore e andar via da quella cittadina che sente troppo stretta.

 

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Baltimora diventa la sua casa per molti anni, sposa Eleonore conosciuta durante l'università, e comincia la vita di scrittore. I suoi soggetti preferiti sono: Maddy, la madre, Old Buckram, il paesino della sua infanzia e tutto ciò che alimenta i suoi ricordi, ma a un certo punto il destino cambia le carte e Henry è costretto a ritornare nella sua cittadina, insieme alla famiglia, mutando per sempre esistenza. Nel frattempo, nasce il piccolo Henry, la madre si ammala e Henry padre comincia ad abbandonarsi a se stesso, a smettere di scrivere nella piena incredulità della famiglia. Fino a quando lascia tutto e tutti e scompare nel nulla.

L’animo umano e le sue ferite. “La montagna del padre” di Phillip Lewis

Ed ecco che inizia una nuova fase nella quale una madre e un figlio si trovano da soli a dover affrontare mille peripezie. Col tempo, anche Henry figlio scapperà da quelle colline per inseguire il suo sogno e la madre, insieme alla figlia minore, rimarrà ancora una volta sola e con il cuore infranto.

Nel romanzo compaiono vite distrutte dal dolore, interrogativi che non ricevono risposta, solitudini che si sovrappongono a solitudini e una ricerca spasmodica di risposte dove all'interno si cela un bene che si voleva vivere fino in fondo. L'aridità, quindi, diventa il tratto distintivo dei personaggi del libro, che cercano di vivere come possono, ma che inciampano a seconda delle vicissitudini della vita. La famiglia, nucleo saldo e portante degli affetti, si frantuma e lascia pezzi sparsi per la strada impossibili da sanare. Il rancore prende il sopravvento e ci si allontana sempre più. Nel frattempo, le radici chiamano, ciò da cui scappiamo ritorna ciclicamente e quando si ripercorrono le stesse strade di un tempo è come se non avessimo mai lasciato quei luoghi. Eppure tutto è già cambiato. Subentra la consapevolezza del vivere da adulti, anche se molte cose rimangono inaccettabili, persino da grandi.

L’animo umano e le sue ferite. “La montagna del padre” di Phillip Lewis

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Phillip Lewis, con uno stile e una scrittura avvolgenti, ci offre uno spaccato di vita quotidiana, simile a tante vite. Cerca di sbrogliare la matassa dei ricordi dalla quale sono avviluppati i suoi personaggi, ma poi si arrende, perché il destino segue il suo corso e tutto ciò che è irrisolto rimane dentro le pieghe dell'animo umano.

Ognuno di noi sa qual è la strada giusta da seguire, ma non sempre la forza d'animo è così solida da superare ogni ostacolo e perciò ci si arrende o si cerca di sopravvivere, spazzando via l'amarezza e rinascendo dalle ceneri poco per volta, perché questa sembra l'unica via da percorrere per guardare al futuro e non voltarsi più indietro.


Per la prima foto, copyright: Karsten Würth.

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