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"L'amore migliora la vita", due coppie di genitori alle prese con la sessualità dei figli

"L'amore migliora la vita", due coppie di genitori alle prese con la sessualità dei figliL'amore migliora la vita (Giunti, 2018) è il nuovo romanzo di Angelo Longoni, drammaturgo e regista milanese trapiantato a Roma, autore di alcune opere teatrali di grande successo come Naja e Uomini senza donne, approdati anche al grande schermo negli anni Novanta. Il romanzo amplia e approfondisce la vicenda dell'omonimo testo teatrale andato in scena nel 2016.

In una città qualunque, due coppie s'incontrano per cenare insieme, ma soprattutto per discutere la situazione dei loro figli, diciottenni compagni di scuola, che sono stati sospesi e rischiano la bocciatura. Da un lato ci sono Silvia e Franco, giornalista lei e violinista lui, dall'altro Marco e Anna, costruttore senza scrupoli con una moglie casalinga borghese e frustrata. Sono quattro persone molto diverse tra loro, che in breve tempo abbandonano le cortesie formali per lasciar emergere il peggio dei loro caratteri. Mentre in parallelo i loro figli Matteo ed Edoardo vengono insultati e poi aggrediti, i genitori mostrano tutta la loro incapacità a gestire non solo le scelte sessuali dei figli, ma anche i loro stessi rapporti coniugali, che si rivelano quantomai precari.

Angelo Longoni è venuto a Milano a presentare il suo romanzo nella sede della casa editrice Giunti, dove abbiamo potuto intervistarlo.

 

Lei non è solo romanziere, ma prima di tutto drammaturgo e sceneggiatore, e questo si avverte molto anche nella struttura di L'amore migliora la vita. A me ha ricordato molto Carnage, il film di Roman Polanski. Ne è stato in qualche modo influenzato?

Per me Carnage in realtà è diventato un po' un incubo, perché in tanti hanno fatto questo accostamento, anche se per me le due storie sono molto diverse. Carnage parte da un episodio di violenza che s'intravede appena da lontano, mentre ciò che interessa sono le dinamiche che si instaurano tra i genitori di ragazzini preadolescenti, che si sono picchiati per un motivo futile. In L'amore migliora la vita parliamo invece di un fatto di violenza che avviene nel corso del romanzo e che riguarda persone che si affacciano all'età adulta. La violenza si sviluppa per un certo tempo ed è provocata dall'omofobia, che è poi anche il tema che riguarda i genitori: i due protagonisti sono attaccati su due fronti nello spazio di una sera, perché i genitori si rivelano incapaci di affrontare il problema dell'omosessualità appena rivelata dei loro figli. L'ipocrisia familiare è per me una delle forme peggiori di omofobia.

Per quanto riguarda la mia formazione, io scrivo da anni per il teatro e il cinema. Mi occupo di scrittura in tutte le sue forme, perché m'interessa comunque raccontare delle storie, ma senza dubbio la struttura di questo romanzo è più cinematografica che teatrale.

"L'amore migliora la vita", due coppie di genitori alle prese con la sessualità dei figli

In effetti, un romanziere puro avrebbe costruito in modo diverso la successione dei capitoli del romanzo.

Il montaggio progressivo, che possiamo definire cinematografico, dipende anche dall'arco temporale piuttosto breve in cui si svolge tutto il romanzo, con fatti che accadono contemporaneamente in luoghi diversi.

 

Lei vuole condannare l'ipocrisia familiare, Questi personaggi sono quindi uno specchio dell'ipocrisia dilagante nella nostra società?

Certamente! Come spero gran parte degli italiani, io sono molto arrabbiato di fronte a quanto accaduto negli ultimi anni. Siamo l'ultimo paese ad aver approvato una legge sulle unioni civili e di questo non possiamo essere certo orgogliosi: la difficoltà che c'è stata per arrivare alla sua approvazione ha mostrato tutta l'ipocrisia della nostra società. E nei confronti dell'omofobia bisogna ammettere che, spesso, chi si dichiara progressista a parole se poi deve prendere atto di una realtà complessa all'interno della propria famiglia cambia subito atteggiamento. È quello che accade anche nel romanzo alla coppia radical-chic, in cui il musicista raffinato usa la sua cultura come un machete per offendere gli altri.

L'ipocrisia è il male assoluto della nostra società e lo vediamo tutti i giorni, in particolare dai diverbi lessicali dei politici e non solo da noi, ma anche negli altri paesi.

 

Perché l'omofobia è un problema soprattutto maschile? Perché le donne sembrano molto più tolleranti nei confronti dell'omosessualità?

In generale le donne sono sempre meglio degli uomini in tutto ciò che riguarda la sfera affettiva e sentimentale. Avete mai sentito parlare di atti di violenza omofobica compiuti da una donna?

Un figlio omosessuale maschio è più difficile da accettare da parte di un padre, che si sente in qualche modo messo in discussione nella propria mascolinità, come accade ai padri del romanzo, le cui reazioni sono quasi comiche.

Io, da padre di tre figlie femmine, non mi sentirei devastato se una di loro manifestasse tendenze omosessuali, ma onestamente non so come reagirei nei confronti di un figlio maschio nella stessa situazione. Il confronto sulla sessualità maschile è perenne: lo fanno i padri, nel romanzo, ma lo fanno anche i ragazzi più giovani. Io ricordo con orrore quand'ero alla scuola media, in un quartiere periferico di Milano, e avevo un compagno visibilmente gay, che veniva deriso da tutti: nessuno, me compreso, ha mai fatto nulla per difenderlo. I ragazzi delle medie sono i peggiori, a quell'età sono tutti dei killer. Il rifuto dell'omosessualità purtroppo viene dal profondo: anche se oggi in tanti ambienti non ci si fa più caso, i casi di omofobia sono quotidiani e spesso non vengono nemmeno denunciati per paura e vergogna.

"L'amore migliora la vita", due coppie di genitori alle prese con la sessualità dei figli

Com'è stato calarsi nei personaggi di una storia a più voci?

Ognuno dei protagonisti ha caratteristiche diverse e modi diversi di relazionarsi, di affrontare la vita. La vita affettiva è il tema fondamentale del libro, perché ci sono anche queste coppie eterosessuali che mostrano enormi difficoltà a interagire a livello sentimentale. I genitori di questi ragazzi sono persone provate. Hanno tutti una collocazione precisa nel mondo, così per me era interessante far conoscere i pensieri e i disagi di tutti loro. I genitori non possono giudicare i figli perché anche loro sono vittime dell'ipocrisia e ne vengono annientati. Seguire tutti i loro pensieri serve a dare nu quadro completo della situazione.

 

Mi ha colpito la scelta di raccontare l'omosessualità giovanile secondo due diverse modalità di scoperta: c'è il maschio che ha sempre saputo di preferire i maschi, ma c'è anche il maschio che ha avuto epserienze con le femmine e solo dopo ha capito di essere attratto da un maschio, cosa che in fondo costituisce una difficoltà in più. La bisessualità  è capita ancora meno dell'omosessualità?

Sì, senz'altro. Quando una delle madri osserva che oggi i giovani hanno una sessualità fluida, gli altri la guardano come una marziana e faticano a seguire il suo ragionamento, eppure è così.

Ci sono tante persone che nella vita cambiano orientamento sessuale, l'importante è non considerare queste fasi di prova, di sperimentazione come un problema, ed evitare di far soffrire le persone.

 

I personaggi sono cambiati durante la stesura del romanzo oppure sono rimasti come li aveva pensati all'inizio?

Direi che sono più o meno come li avevo immaginati, ho solo approfondito la loro psicologia mentre scrivevo. La struttura della storia non è cambiata.

 

Il mondo della scuola come si dovrebbe comportare nei confronti dell'omofobia?

Esiste una specie di analfabetismo sentimentale che ci contraddistingue in ogni ora della giornata. Siamo bersagliati da terribili banalità ovunque, dalla musica in sottofondo che nessuno ascolta alla mancanza di empatia verso chi mostra di avere problemi. Da un gesto verbale come un insulto si può passare all'aggressione fisica senza rendercene conto. Siamo distratti, tutto diventa routine e tutto sembra banale.

Tanti anni fa avevo scritto Naja (testo teatrale poi diventato anche un film) che parlava di un suicidio in caserma, dove negli anni Ottanta i ragazzi di leva non avevano la forza di reagire alle difficoltà della vita militare e al cosiddetto nonnismo dei più anziani. Questa cosa è identica oggi, il nonnismo adesso si chiama bullismo ma è la stessa cosa. Purtroppo i ragazzi di oggi sono immaturi: la loro età anagrafica non coincide con l'età psicologica e sono impreparati ad affrontare i problemi, probabilmente perché crescono iperprotetti dai genitori. Se prendevo un brutto voto a scuola mio padre mi puniva, adesso nella stessa situazione i padri vanno a picchiare i professori.

"L'amore migliora la vita", due coppie di genitori alle prese con la sessualità dei figli

Vista la struttura cinematografica di questo romanzo, ha già pensato di farne una sceneggiatura? E chi le piacerebbe immaginare come attori nei ruoli principali?

Naturalmente sì, un progetto è già stato presentato, Purtroppo noi veniamo da un periodo tragico per il nostro cinema, con l'arrivo nel 2017 di una nuova legge, che però è stata attuata solo di recente, cosa che ha praticamente bloccato il cinema italiano per mesi e creato una grande confusione.

Il ministro Franceschini aveva pensato a una legge su modello di quella francese, invece in questo periodo incerto la legge è stata rimaneggiata in modo terribile: anziché aiutare le piccole e medie imprese di produzione, come era nelle intenzioni di Franceschini, finisce per avvantaggiare solo le grandi case, le majors. Chi ha già tanto viene premiato e chi ha poco si ritrova svantaggiato, come del resto sta succedendo in tutti i settori. Il progetto comunque sta andando avanti e speriamo di farcela.Avere gli attori giusti è sempre difficile, perché in Italia gli attori di richiamo sono davvero pochi e riuscire a farli lavorare insieme nello stesso momento è qualcosa di terrificante. Il nostro povincialismo ci impedisce di far uscire attori nuovi, ad esempio c'è un pregiudizio verso chi fa fiction televisive rispetto al cinema, o tra chi fa teatro e cinema. Sono compartimenti separati, cosa che non accade in altri paesi, dove per gli attori è naturale fare di tutto e passare con indifferenza dal grande al piccolo schermo o a un palcoscenico teatrale e viceversa.


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Per la prima foto, copyright: Ant Rozetsky.

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