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“L’amore fragile” di Carla Guelfenbein: l’11 settembre, tra Cile e Stati Uniti

Carla Guelfenbein, L'amore fragileIl terzo romanzo della scrittrice cilena Carla Guelfenbein, L’amore fragile, appena uscito per Piemme (traduzione di Francesca Capelli), ci costringe a tornare ancora una volta al fatidico 11 settembre.

Ben prima dell’attentato alle Torri Gemelle del 2001, l’11 settembre del 1973 era stata una data altrettanto nefasta: in quel giorno le forze armate cilene presero d’assalto il palazzo presidenziale della Moneda, nella capitale Santiago, uccidendo il presidente della Repubblica Salvador Allende che vi si era asserragliato con i suoi collaboratori, in un estremo tentativo di resistere al colpo di stato e salvare la democrazia nel paese. Da quel momento in poi, il Cile avrebbe vissuto anni tragici sotto la dittatura militare di Augusto Pinochet, responsabile della sparizione e della morte, spesso nemmeno dichiarata ufficialmente, di centinaia di migliaia di persone.

Carla Guelfenbein, fuggita giovanissima con la sua famiglia dal Cile nel 1976 e cresciuta in esilio in Inghilterra, non poteva certo non riversare nelle sue opere l’eco del trauma subito in prima persona, oltre che dal Paese natale, dove è potuta tornare a vivere solo nel 1987, alla vigilia del referendum che diede inizio a un lento ritorno alla democrazia.

L’amore fragile si svolge in gran parte nell’ultimo anno della presidenza Allende, in una Santiago inquieta dove le forze che eseguiranno il colpo di Stato lavorano già nell’ombra per destabilizzare il Paese.

Sophie, una giovane artista franco-cilena dal carattere molto fragile, dopo la separazione dei genitori e il ritorno della madre in Francia vive con il padre Diego, affascinante e donnaiolo ma anche fedele collaboratore del presidente Allende. Intreccia una forte amicizia con Morgana, una vicina di casa maggiore di lei di qualche anno, la cui presenza sembra aiutarla a superare le proprie croniche insicurezze, almeno fino al momento in cui Morgana diventa l’amante di Diego. Quando se ne rende conto, Sophie decide di fuggire da entrambi e di raggiungere la madre a Parigi. Il suo volo lascia Santiago l’11 settembre del 1973, mentre è già in corso il colpo di Stato che sconvolgerà le vite di Diego e Morgana.

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Carla GuelfenbeinL’ultima parte del libro ci porta, con un brusco salto temporale, ai giorni successivi all’attentato dell’11 settembre 2001.

Sophie, che è ormai un’artista affermata, vive un’esistenza appartata a Parigi, ma rimane sconvolta dalla coincidenza dell’accaduto con quella parte della sua esistenza che si è sforzata caparbiamente di relegare in fondo alla memoria e si ritrova sommersa dall’ondata di ricordi e sentimenti che pensava di aver censurato per sempre. Decide perciò di rimettersi sulle tracce di Diego e Morgana per conoscere una volta per tutte la verità su quanto accadde tanti anni prima in Cile, dopo la sua fuga precipitosa, e di accettare quella dolorosa realtà che aveva sempre negato a se stessa: nonostante tutto, la vicenda si chiude lasciandoci un filo di speranza sulla sua possibilità di riuscire a chiudere finalmente i conti con le tragedie del passato.

Carla Guelfenbein parte dalla storia intima dei suoi personaggi per condurci all’interno di un momento storico particolare, di cui riesce a raccontarci molto bene le atmosfere e i conflitti fra opposte fazioni, rendendoci così partecipi del dramma collettivo vissuto da un intero Paese.

Come Sophie, migliaia di cileni hanno serbato le tracce delle sofferenze subite e della scomparsa di familiari e amici, di cui spesso non rimane nemmeno una tomba su cui piangere e pregare: ma col trascorrere del tempo, sembra dirci l’autrice di L’amore fragile, occorre imparare a superare anche gli avvenimenti più dolorosi del nostro passato.

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