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L’amore e il suo perenne ritardo. Intervista ad Anna Premoli

L’amore e il suo perenne ritardo. Intervista ad Anna PremoliSe il primo amore è per tutti un dolce ricordo, così non è per Alexandra Tyler. È poco più che una ragazzina quando s’innamora di Norman Morrison, migliore amico di suo fratello Aidan. Trascorre gli anni dell’adolescenza cercando di attirare la sua attenzione, scrivendogli orribili lettere d’amore in rima che non portano ai risultati sperati. Norman infatti la rifiuta categoricamente perché non ricambia i suoi sentimenti. A distanza di anni, tutte le volte che lo incontra Alex sente ancora il sangue ribollirle dentro. Per lei è lui la causa dei fallimenti di tutte le sue storie d’amore. E anche se un giorno Norman le propone una tregua per provare a essere perlomeno amici, Alex non sa se questa sia una buona idea. Accetterà? O il loro rapporto prenderà strade inaspettate?

 

Anna Premoli, autrice di best seller tradotti in diversi paesi, torna nelle librerie con un nuovo romanzo L’amore è sempre in ritardo (Newton Compton Editori). Abbiamo scambiato con lei alcune battute in occasione dell’uscita del libro.

 

Anna Premoli, regina indiscussa dei romanzi rosa in Italia, si sarebbe mai aspettata l’enorme e costante successo dei suoi libri dopo la pubblicazione del suo primo romanzo?

Avrei da discutere in verità sulla parola “indiscussa”, ma mi limito a rispondere che no, mai nella vita mi sarei mai immaginata di scrivere, pubblicare e avere un tale seguito di lettori. Rimane una delle più grandi sorprese della mia vita, fino a ora.

 

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Quando ha capito di avere la vocazione della scrittura?

A essere del tutto sincera sono ancora in dubbio sulla mia vocazione nel campo della scrittura. Per qualche strano motivo ho sempre pensato che la vocazione fosse qualcosa che uno riconosce da subito. Ma c’è del ragionevole dubbio sul tema; non sono ancora arrivata a una decisione definitiva. Qualsiasi sia alla fine il responso, rimane il fatto che la scrittura è arrivata piuttosto tardi nella mia vita, nel 2009, e così in punta di piedi che non mi sono resa conto da dove sia sbucata. Ho sempre avuto una certa capacità di scrittura in ambito scolastico, ma non mi sono mai immaginata a scrivere in modo continuativo. Tuttavia, una volta iniziato, non ho più smesso. La scrittura è oggi una grandissima valvola antistress, un modo per evadere dalle regole che mi autoimpongo, per essere tante persone diverse.

L’amore e il suo perenne ritardo. Intervista ad Anna Premoli

Ci sono stati degli autori in particolare che l’hanno influenzata nelle scelte stilistiche e letterarie?

Mi sento lettrice molto più che scrittrice. Mi hanno formata prima i classici e poi i gialli. Ho amato moltissimo autori fortemente ironici come Italo Svevo e La coscienza di Zeno, Bulgakov con Il maestro e Margherita, Italo Calvino con Marcovaldo ovvero le stagioni in città, fino ad arrivare ad Agatha Christie di cui penso di aver letto l’opera omnia da ragazza. Per assurdo il rosa è entrato nella mia vita molto tardi; ricordo che è stata la scrittura di Susan Elizabeth Phillips ad aprirmi gli occhi. Sono in ogni caso una lettrice incredibilmente onnivora che divora con grande interesse più o meno tutto quello che le capita sotto il naso.

 

Parliamo del suo ultimo romanzo,L’amore è semprein ritardo. Crede davvero che il primo amore possa influenzare l’andamento di tutte le relazioni future?

Non sempre, ma esistono primi amori talmente determinanti, che sanno di inevitabile, da renderti quasi impossibile voltare pagina. Pur non essendo questa storia in alcun modo autobiografica, Alex e la sua storia mi sono molto vicine. In fin dei conti ho sposato una persona conosciuta a quattordici anni, una persona che ha inevitabilmente influenzato tutta la mia vita. E anch’io mi sono ripetuta svariate volte, proprio come ha fatto lei, che il primo amore era solo una chimera e che non avrebbe potuto essere così determinante, ma invece… sorpresa… (sorride, ndr).

L’amore e il suo perenne ritardo. Intervista ad Anna Premoli

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Nel suo ultimo romanzo ritroviamo personaggi già incontrati in È solo una storia d’amore. Come mai questa scelta?

La verità è che mi sono affezionata moltissimo a Norman e Alex. La loro storia ipotetica ha rimbalzato nella mia testa per un sacco di tempo finché non mi sono decisa a mettermi davanti a un computer e scrivere. Per un autore certi personaggi con il tempo diventano quasi reali; li hai creati ma non li controlli. Ecco perché in questo nuovo romanzo mi sono solo limitata a raccontare quello che loro stessi mi hanno suggerito.

 

Che definizione darebbe dell’amore?

Diceva Leo Buscaglia: “Forse l’amore è il processo con il quale ti riconduco dolcemente a te stesso. Non a ciò che io voglia tu sia, ma a ciò che sei”. Ecco, credo che definire l’amore a parole in qualche modo finisca per risultare sempre un tentativo parziale, ma questa frase ci si avvicina molto.


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