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L’amore di Proust per Reynaldo Hahn

L’amore di Proust per Reynaldo HahnDopo tre anni di assenza, Lorenza Foschini torna in libreria con un nuovo testo, edito da Mondadori: Il vento attraversa le nostre anime. Il poetico titolo s’inserisce in una produzione consolidata della scrittrice, quella degli studi proustiani, cui si era già dedicata con testi come Ritorno a Guermantes, traduzioni di inediti proustiani (1988) e Il cappotto di Proust. Storia di un’ossessione letteraria (2010).

Questa volta l’oggetto della sua indagine è un particolare aspetto della vita dell’autore francese: la misconosciuta relazione di costui con il musicista e compositore Reynaldo Hahn, incontrato nell’estate del 1894 grazie alla protezione di Madame Lemaire. Infatti “La vedova” – come la chiamava Reynaldo – garantisce alla sua relazione con Marcel un riparo dagli sguardi indiscreti della società benpensante, prontissima a emarginare coloro che non fossero rientrati negli schemi previsti.

 

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Così, in un contesto sociale in cui l’omosessualità è ancora un tabù, Madame Lemaire rappresenta una tregua dal pregiudizio, una bolla in cui i due possono essere loro stessi.

Fuori da questa bolla, vediamo “un altro” Proust e “un altro” Hahn:

«Reynaldo è omosessuale, ma ostenta un disprezzo profondo per quelli che chiama “invertiti”. Forse non ha ancora realizzato appieno la sua natura o la nega anche a se stesso.»

«L’accusa di omosessualità è una bolla d’infamia che Proust ha sempre respinto con veemenza, sfidando a duello chi avesse osato accennarvi.»

L’amore di Proust per Reynaldo Hahn

La lontananza fra questo comportamento e le loro reali inclinazioni viene rivelata appena dopo dalla Foschini, che descrive il compiersi di questa storia d’amore, servendosi, al contempo, della preparazione che le ha fornito l’esperienza sull’argomento e di un’abilità affabulatoria in grado di catturare anche i lettori meno esperti.

In questo senso, Il vento attraversa le nostre anime rappresenta uno strano ibrido che, pur non essendo né un romanzo né un saggio, finisce per essere entrambi, con soddisfazione del pubblico generalista: la componente saggistica emerge dalla ricerca dietro il romanzo, visibile nella ricca bibliografia in nota; quella romanzesca, per contro, in certe espressioni e strutture. Per fare solo un esempio, si osservi l’afflato narrativo di una frase come la seguente: «sembra di vederli, lui e Reynaldo, instancabili, percorrere su e giù i boulevard a piedi […]», dove l’incipit finzionale («sembra che») risulta ammissibile in quanto romanzo, non saggio, visto che di supposizione, appunto, si tratta.

Gli intenti di scelte come questa sono i migliori: avvicinare un pubblico ampio al grande scrittore francese, facendo leva su sensazioni e immagini “da film”. La struttura cinematografico-romanzesca è presente non solo in immagini come quella di sopra, che punta a “fare visionare” al lettore quanto avviene, ma in una serie di artifici dell’intreccio, che viene modulato allo scopo di tenere avvinto il lettore a questa storia d’amore e, infine, di gelosia. Nel complesso, quindi, si può parlare di un romanzo con un’identità precisa: documentario, eppure visivo e fabulatorio quanto basta per essere letto da tutti.

Al di là del desiderio di raccontare la “storia d’amore”, c’è però un’altra ambizione, ammirevole e questa sì, originale: la volontà di riflettere sul rapporto effettivo tra vita e opera d’arte.

L’amore di Proust per Reynaldo Hahn

Leggendo questo testo viene in mente una delle massime dannunziane per eccellenza: l’imperativo per cui «bisogna vivere la vita come un’opera d’arte»; il che è quello che – stando a Foschini – sembrano aver fatto Proust e Reynaldo Hahn.

Attraverso la ricerca, l’autrice prova infatti – come in ogni argomentazione – a sostenere la sua tesi: il celeberrimo amore fra Odette e Swann nellaRicherche e, più precisamente, in Un amore di Swann, non sarebbe altro che una trasposizione fedele di quello di Proust per Hahn. Così, la protettrice Madame Lemaire diventa Madame Verdurin , mentre Marcel si trasforma in Swann e Reynaldo in Odette.

 

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L’amore e la vita trasposti, in sostanza, in uno dei più grandi libri della letteratura occidentale; il tutto a partire dal sentimento privato di Marcel Proust per Reynaldo Hahn.

In questo caso, dunque, l’immagine dannunziana si inverte: è l’opera letteraria che tenta di descrivere una vita e un amore vissuti alle sublimi altezze che, di solito, sono riservate alla finzione. Per tornare all’origine di quella grandezza, di Swann e di Odette, c’è invece l’ultimo libro di Lorenza Foschini

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