Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

Come leggere un libro

In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

kLit: impressioni post evento - parte 1

kLit è stato un esperimento; kLit ha lanciato una sfida culturale e turistica; kLit ha portato a Thiene persone da tutta Italia e anche da qualche paese straniero; kLit è stato capito?

Me lo chiedo da giorni, da quando ho iniziato a leggere i numerosi articoli e post che hanno seguito l’evento. E mi sono fatto alcune idee precise.

In primo luogo, voglio donare il mio ringraziamento a chi ha creduto in kLit, dai relatori agli artisti, dagli sponsor alle istituzioni, ma soprattutto alle persone che vedete nella foto, senza di loro kLit non ci sarebbe stato a Thiene. Persone che hanno dato il proprio tempo per un'idea e mi è stato detto da molti che sorrisi e professionalità si abbracciavano nelle magliette nere. 

Era il primo festival dei blog letterari in Europa, non nella provincia di Vicenza, in Europa. Una sfida rischiosa, come tutte le sfide. I rischi li avevamo messi in conto, consapevoli del possibile caldo, consapevoli dei limiti dentro i quali dovevamo organizzare l’evento (economici e strutturali), consapevoli che il passaggio recentissimo a Thiene da una giunta comunale a un’altra potesse creare qualche difficoltà, consapevoli del territorio, perché nel profondo nordest la cultura “alta” non ha mai vinto contro la sagra della polenta e della salsiccia.

I numeri. I numeri hanno tenuto banco, perché avevamo dichiarato che potessero farci compagnia a Thiene circa 15.000 persone nei due giorni, mentre ci siamo dovuti accontentare di circa 8.000 persone, tante o poche? Meno di quanto pensavamo, eppure continuo a dirmi da giorni che, sebbene i numeri siano importanti, non è possibile giudicare un’auto soltanto dai cavalli in grado di scatenare sull’asfalto, non vi sono anche la sicurezza, la bellezza, i materiali utilizzati, i comfort, ecc.? Ripeto, i numeri contano, contano per gli sponsor per esempio. Perché, accanto alle tante discussioni che potremmo generare, va detto che un festival necessita di soldi, non virtuali, reali. E immagino non pensiate che qualche mecenate si sia presentato a noi dicendo «non preoccupatevi, ecco 100.000 euro, organizzate un evento figo!». Ogni euro è stato studiato e sudato, con priorità, magari discutibili, mentre lottavamo per avere cento euro in più, non 20.000 euro in più. Perché a tutti sarebbe piaciuto fare diversamente e «tu troverai sempre quelli che pensano di conoscere il tuo dovere meglio di quanto non lo conosca tu stesso», sosteneva R.W. Emerson nell’Ottocento, ma non è stato facile conquistare il denaro sufficiente per fare girare la macchina organizzativa e, da dentro, noi organizzatori abbiamo vissuto momenti davvero complicati sul piano psicologico, quando qualcuno a pochi giorni dal festival ci ha fatto mancare il sostegno, in alcuni casi economico. Potrei, polemicamente, stilare un elenco di traditori o di defezioni. Potrei fare nomi e cognomi di chi ci ha colpito con un pugnale sulla schiena. Dopo un bel respiro, diciamocelo, servirebbe? No. A noi organizzatori non interessano le polemiche. Per dire che potevamo fare meglio se non… non è questo il nodo.

Il nodo è un altro, almeno dal mio punto di vista. E ora parlo esclusivamente da Morgan Palmas, non come organizzazione di kLit, quindi le mie parole non sono quelle di Marta Dalle Carbonare, Anna Casasola, Stefano Verziaggi e gli altri organizzatori, ma le mie, da blogger da più di dieci anni, da fondatore di un noto blog letterario.

Thiene ha perso un’occasione, per mille motivi sui quali potremmo confrontarci, ma rimane il fatto che ha perso un’occasione, poteva essere una festa ancor più bella, perché è stata una festa. Noi organizzatori potevamo di sicuro fare altre scelte: meno eventi in contemporanea? Meno location? Più pubblicità nel territorio? Altro periodo? Nulla abbiamo lasciato al caso, discussioni infinite fra noi organizzatori, perché avevamo alcuni presupposti. Quali?

Un esempio, fra i molti.

Mi hanno contattato dall’anno scorso quasi mille blogger, chi per partecipare al festival, chi per sostenerlo, ognuno con il suo motivo, tanto che mi è stato impossibile rispondere a tutti, o facevo il festival o rispondevo a ogni mail, perciò ho dovuto compiere una scelta da equilibrista, provando ad andare avanti con entrambe le cose. Qualcuno si è infastidito per la non risposta e mi dispiace, per fortuna sono riuscito a rispondere alla maggior parte delle mail.

Domanda uno: quanti dei quasi mille blogger erano presenti a Thiene?

Domanda due: quanti dei quasi mille blogger hanno sostenuto l’evento con post, tweet, aggiornamenti su Facebook ecc.?

Domande che mi pongo e che vi pongo.

Domanda tre: esiste il mondo dei blog letterari fuori dalla rete? È possibile tirarli via dal pc e portarli in un unico luogo fisico?  

Fra le tante domande che mi frullano in testa da mesi, le tre menzionate mi coinvolgono più di altre, perché sono io stesso un blogger e mi sono chiesto: ma tu, Morgan, se ci fosse stato un festival dei blog letterari a Terni o a Cosenza, saresti andato come spettatore? Mi sono risposto che quanto più lontana fosse stata la città, tanto più difficile sarebbe stato andare, tuttavia non avrei avuto dubbi se mi avessero separato dall’evento meno di 300-400 km, qualche ora in treno e sarei andato, perché credo che i blog letterari ci saranno in futuro come ci sono oggi, credo che i blog letterari non siano nel periodo discendente, non credo, come ha sostenuto qualcuno, che i blog letterari siano morti, credo invece che non bisogna avere fretta, perché un fenomeno va osservato con una lente microscopica e, parimenti, con una lente ispirata.

Ispirata?

Certo.

Un tentativo di prevedere il futuro, senza farci condizionare troppo dal presente. E soprattutto, l’ho imparato sulla mia pelle, bisognerebbe guardare che cosa sta accadendo nei paesi anglosassoni, i quali, in particolare gli USA, sono il più delle volte avanti rispetto all’Italia di due tre anni nei temi legati a internet. Lì sono in corso dinamiche interessanti per quanto concerne i blog letterari e vorrei che il blog Sul Romanzo divenisse un ponte di consapevolezza nei prossimi mesi.

Oggi mi fermo qui, nei prossimi giorni altre domande, altre questioni, porterò nero su bianco tutto, perché penso che il confronto con voi lettori sia imprescindibile per capire il senso di kLit. Lasciate il vostro commento, se volete.

 

“Poiché tutto ci ferisce, perché non rinchiuderci nello scetticismo e tentare di cercarvi un rimedio alle nostre piaghe? Sarebbe un ulteriore inganno, dato che il Dubbio non è che un prodotto delle nostre irritazioni e dei nostri torti, e come lo strumento di cui lo scorticato si serve per soffrire e far soffrire. Se demoliamo le certezze non è per scrupolo teorico o per gioco, ma per la rabbia di vedere che si sottraggono, e anche per il desiderio che non appartengano a nessuno, dal momento che ci sfuggono e non ne possediamo nessuna. E con quale diritto gli altri dovrebbero trarre profitto dalla verità? Per quale ingiustizia essa si sarebbe svelata a loro, che valgono meno di noi? Hanno penato, hanno vegliato per meritarla? Mentre noi ci sfianchiamo invano per raggiungerla, essi si pavoneggiano come se fosse loro riservata e come se ne fossero garantiti per decreto della provvidenza”

[Storia e utopia, E.M. Cioran]

 

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.8 (4 voti)

Commenti

I motivi della non-presenza possono essere tanti: c'è crisi e i treni costano, Thiene non è una location "comoda" per tutti (né lo sarebbero Terni o Cosenza), chi può è già partito per le vacanze. Tuttavia l'essere blogger amplifica le occasioni di "presenza" attraverso post, tweet, rilanci su un qualsiasi socialcoso.

L'importante è esserci, parlarsi, incontrarsi. A kLit non sono stata solo una relatrice "invitata" (e di questo ti ringrazio ancora tantissimo, Morgan!), ma sono stata una blogger e anzitutto una persona, che ha avuto modo di parlare e incontrare altre persone che in circostanze diverse non avrei mai conosciuto. Sembra poco, ma invece è qualcosa di molto, molto prezioso. Qualcosa per cui 8.000, 15.000 o 100.000 presenze non fanno la differenza.

L'incontro è fondamentale; io sono venuta a Thiene come spettatrice: sapevo che avrebbero parlato amici (Laura Ingallinella di CriticaLetteraria, Marta Traverso, Marco Giacomello, Marta Perego, Angelo Ricci,...) e speravo di incontrare altri blogger ed editori interessati all'innovazione, all'apertura di mente verso la Letteratura sul web. Altri appassionati. E così è stato!
E sono venuta lì nonostante lo sciopero delle FS e nonostante avessi un aereo il giorno dopo! Dunque, confermo quanto dici tu, Morgan: si può fare.

Per il live tweet, è stato un piacere contribuire assiduamente (ho tweettato dall'account di @Cletteraria): moltissimi followers chiedevano anche storify e cronache; dunque, l'interesse c'è. Forse per il prossimo anno sarà necessario pensare a qualche ulteriore canale di diffusione e pubblicità dell'evento? Non so. La location, per quanto non centralissima, è però molto raccolta (mi fa venire in mente Pietrasanta per il festival di Anteprime).

Se posso, mi piacerebbe molto pensare a un workshop o incontro iniziale che spieghi ai non-blogger che cos'è un blog, come funziona, le potenzialità, ecc... Pensi che abbia senso?

Grazie per l'organizzazione. Presto parleremo di K-Lit su CriticaLetteraria.
Buona giornata

@Marta: mi piace molto quanto hai scritto, perché lo condivido e credo che sia una delle chiavi per capire kLit.

@Gloria: grazie per esserci stata, peccato non essersi incontrati. Noi organizzatori stiamo riflettendo sul da farsi, e ti garantisco che non è semplice, tante le variabili da considerare.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.