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Keller: un editore di confine

Keller editoreKeller editore ha messo le radici a Rovereto ed è un vero e proprio artigiano dell’editoria che vede in ogni libro una vita pronta a crescere, facendosi conoscere agli occhi dei lettori. Da quasi un decennio, il team di Keller offre libri con storie di uomini e donne, che vivono molto spesso in una situazione di confine. Confine come luogo geografico, come ambiente sociale dove vivere la propria esistenza e come elemento culturale, fisico o linguistico che a volte, assumendo la natura di un ostacolo, complica lo sviluppo di relazioni interpersonali tra gli individui. Per meglio comprendere il DNA di Keller editore, che di recente ha ricevuto il nuovo premio della fondazione svizzera Schiller per opere e traduzioni letterarie “Terra nova”, assegnato a Maurizia Balmelli per la traduzione di Cuore di bestia (2013), romanzo d’esordio della scrittrice Noëlle Revaz, abbiamo intervistato il suo fondatore, Roberto Keller.

 

Salve Roberto, benvenuto a Sul Romanzo. Ci racconta un po’ del suo percorso lavorativo e perché una decina di anni fa ha deciso di fare l’editore?

La mia biografia lavorativa in realtà assomiglia a quella di tanti noiristi di cui si legge in quarta di copertina che sono stati cacciatori di grizzly in Nord America, cercatori di tesori dei pirati e insegnanti di samba per cani. Ma, come loro, la mia passione sono sempre state le parole e la scrittura, che ho avvicinato prima come lettore appassionato e poi come giornalista. A un certo punto, però, ho fatto armi e bagagli e ho avuto la fortuna di passare un periodo alla Marcos y Marcos; in seguito sono tornato in Trentino perché senza le montagne, i boschi, il contatto diretto con la natura sentivo che mi mancava qualcosa. Da lì l'idea di metterci di mezzo pure i libri e quel qualcosa poi è diventato anche la Keller... Insomma, una scelta che è stata un po’ un mix: passione per i libri e gusto dell’avventura. Unite a un pizzico di incoscienza, ovviamente.

 

Perché la scelta di pubblicare autori prevalentemente stranieri?

La Keller si situa in un territorio di confine, che in epoche passate ha visto cambiare la propria bandiera e spostare le proprie frontiere. Credo sia stata una scelta naturale quella di andare a vedere cosa succedeva fuori e di fare quasi da corriere tra il dentro e il fuori, decidendo di assumere e abitare l’identità di confine che ci contraddistingue per ragioni geografiche, ma anche storiche e culturali. E poi abbiamo pure “scoperto” che il confine è un vero e proprio luogo geografico, culturale, sociale, simbolico e che anche questo andava raccontato.

 

Quali sono le dinamiche di scouting delle opere che poi traducete e pubblicate?

Il processo di scouting è sempre un processo interno, nel senso che seguiamo ancora una volta le nostre passioni e inclinazioni. Ci viene naturale seguire i mercati stranieri del libro e semplicemente amiamo pubblicare quello che vorremmo leggere anche in italiano. Il problema quindi non è come procedere, ma a volte come fermare questo continuo desiderio: come entrare nella libreria dei sogni e non poter, per forza di cose, uscire con tutti i libri presenti sugli scaffali.

 

Ci parla del progetto editoriale Confini 2014-18, dedicato al centenario della prima guerra mondiale, e di come è nato?

Il progetto Confini è nato dalla volontà di celebrare un evento che per il nostro territorio è stato particolarmente centrale. Nel 1914 infatti, come sapete tutti, il Trentino faceva parte dell’Impero austro-ungarico e i nostri giovani furono chiamati alla leva e spediti sul fronte orientale, in Galizia (tra Ucraina e Polonia), per mancanza di fiducia nella loro lealtà alla bandiera austriaca. E in effetti per certi versi il conflitto sul Trentino poteva anche essere una guerra fratricida, perché alcuni scelsero le fila italiane... ma è un discorso lungo e complesso. Di fatto per la Keller era interessante ricordare sì quel periodo ma, soprattutto, riflettere sulle conseguenze della Grande Guerra, i segni che ha lasciato sul nostro continente, e non solo, e persino ciò che ancora oggi non si è definitivamente risolto. Un percorso assolutamente non celebrativo, ma di riflessione su quello che la prima guerra mondiale ha significato per l’Europa intera. Per questo pubblicheremo ogni anno, dal 2014 al 2018, tre titoli all’anno che non semplicemente “parlino di”, ma che spingano a riflettere sulle conseguenze e sul significato della Grande Guerra.

 

Keller editore ha due collane di libri, “Vie” e “Passi”. Per cosa differiscono tra loro?

Sono diverse per formato e grafica, ma sinceramente non trovo differenze concettuali. Anzi, sono come due amici che si raccontano cose, viaggi, avventure, scoperte. “Vie” e “Passi” sono due collane in continuo dialogo reciproco. E così deve essere per come intendiamo l’editoria: uno sguardo sul mondo. Il nostro sguardo che si arricchisce, specchiandosi in quello degli altri.

 

La Keller editore è una piccola casa editrice indipendente, composta da un team di poche persone che amano i libri; cosa vi rende così compatti e attivi in un mondo editoriale così popolato da piccoli e grandi editori?

Togliamo “piccolo”. Non per quello che penso della Keller, ma per quello che penso dell’editoria di progetto il cui scopo è di fare libri buoni, quindi “grandi” libri non “piccoli” libri. Questo è un riconoscimento che va dato a tutti quelli che fanno questo lavoro con onestà e passione. A unirci credo sia il coinvolgimento totale in un progetto condiviso di editoria e cultura. Ho sempre pensato alla Keller non solo come una casa editrice, ma come un laboratorio, un’officina di idee. Cerco sempre di coinvolgere i miei collaboratori e dare spazio alle loro sensibilità e intuizioni, nel tentativo di creare un progetto organico di proposta culturale ed editoriale. Negli anni abbiamo, spero, dato prova di avere un’idea e anche ideali, che cerchiamo di seguire in modo coerente. E di costruire un’identità composita e originale che porta la firma dei nostri pensieri. Le due collane della Keller si chiamano “Vie” e “Passi” per un motivo ben preciso: indicano percorsi orizzontali (le vie romane che collegavano territori lontanissimi e l'atto del camminare), ma anche percorsi verticali (“vie” sono gli itinerari di scalata sulle pareti e i “passi” sono i passaggi da una valle all'altra in alta quota). Entrambe le accezioni richiamano aspetti che spero non dimenticheremo mai in Keller: curiosità, viaggio, incontro, umiltà, ricerca, fatica, unione, gioia, sostegno reciproco, gratitudine.

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Roberto KellerDa editore indipendente come vede il mondo dell’editoria contemporanea?

L’editoria italiana sta vivendo un momento molto difficile. Come in tutti i momenti difficili o drammatici c'è chi deve arrendersi, chi pensa solo a salvare se stesso e – fortunatamente – anche chi alza lo sguardo e pensa a una soluzione che non coinvolga solo se stesso. Penso che questo sia un momento in cui tutti dovremmo avere più coraggio e sfruttare questa situazione per ripensare la catena del libro e della lettura, per “ritornare in strada” e lavorare di concerto, partendo dallo scrittore e arrivando al lettore, passando per tutti gli anelli di questa delicata e al contempo bellissima filiera. La collaborazione tra editori, librai, biblioteche, insegnanti, educatori e media penso sia fondamentale per ripensare e dare nuovo impulso al mondo non solo del libro, ma della lettura stessa.

 

Tra le novità del 2014, oltre al progetto Confini, sono sempre presenti i reportage e le biografie. Cosa vi ha spinto a sceglierli come vostre proposte ai lettori?

I reportage ci sono da sempre nel catalogo Keller, sin da Ore zero di Wolfgang Buescher nel 2010 e da Come se mangiassi pietre di Wojciech Tochman, un doloroso e necessario racconto tra le macerie dell’anima dell’ex-Jugoslavia. Il nostro interesse è sempre stato per i libri capaci di raccontare il mondo, di aprire nuove letture e spiragli inattesi nella storia e nella sua comprensione. Quest’anno abbiamo pubblicato una biografia che rientra nel filone della montagna, una testimonianza di come ciechi dalla nascita si possa arrivare a scalare il VII grado alpinistico e salire gli ottomila. Un inno alla vita. Si tratta di Andy Holzer, Gioco d’equilibrio.

 

Tra i suoi autori, prima che le assegnassero il Nobel, c’è anche Herta Müller. Sembrerà banale come domanda, ma che effetto fa averla tra i propri autori?

Il fatto di avere Herta Müller nel nostro catalogo è ovviamente un grande onore e spesso mi sento elettrizzato all’idea di aver bevuto un caffè con un premio Nobel che ai più era allora sconosciuto. Ma sento questa emozione per tutti i miei autori, perle preziose che ho sentito la necessità di portare in Italia proprio come alcuni anni fa è successo con Herta Müller. Chissà...

 

Roberto, sono nove anni che fa l’editore; tra i tanti libri pubblicati in questo tempo ce n’è uno a cui è più affezionato?

Credo sia come chiedere a un genitore qual è il figlio preferito: davvero ciascuno dei libri da me pubblicato ha richiesto una gestazione di più di nove mesi (tra traduzione, revisione, stampa e pubblicazione); l’ho amato dal primo momento e lo seguo nella sua strada per il mondo, cercando di dargli le migliori possibilità. Impossibile rispondere. Penso sia più naturale pensare a cosa collegherei a ciascuno di loro: emozioni, episodi, gioie, fatiche, amicizie, immagini.

 

Tra le novità del 2014 cosa propone Keller editore di particolare e stuzzicante per i lettori?

Non faccio scelte perché credo in tutti i libri che ho messo in programma, ma ne cito quattro perché sono nuovi autori per la Keller e sono, dal mio punto di vista, acquisti importanti in termini di qualità e di riconoscimenti letterari. Occhi verdi di Arnost Lustig, uno dei più grandi scrittori della Repubblica ceca; Angeli dell’oblio, poeticissimo romanzo di Maja Haderlap; Il controllore del popolo di Andrej Kurkov, il più importante autore ucraino, sempre pervaso da un umorismo molto intelligente; Ritorno a Killybegs di Sorj Chalandon, romanzo pluripremiato e pluritradotto che ci racconta l’Irlanda dell’IRA e il dramma del tradimento e della vendetta. Ma sul sito di Keller è già presente buona parte del programma uscite del 2014: visitatelo e troverete tutto il ventaglio delle nostre nuove proposte.

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