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Kate Tempest, dalla musica hip-hop al suo primo romanzo

Kate Tempest, dalla musica hip-hop al suo primo romanzoKate Tempest è una cantante hip-hop, poetessa, word artist e drammaturga londinese. The Bricks that Built the House (2016), il suo primo romanzo, è un’impresa davvero originale: riprende infatti personaggi e storie narrate dalla Tempest in un album pubblicato due anni prima, Everybody Down. Ascoltando ciascun pezzo dopo aver letto il romanzo, si ritrovano nomi, frasi ed eventi precisi. Le buone intenzioni è il titolo italiano del romanzo, tradotto da Simona Vinci ed edito da Frassinelli.

I personaggi già raccontati nei versi dell’album devono stare molto a cuore alla narratrice, perché sono le loro storie, disordinate e debordanti, a dare corpo al romanzo. La storia si può dividere grosso modo in tre parti diseguali, secondo i rapporti che si intrecciano tra i protagonisti: Harry e Becky, Becky e Pete, e infine di nuovo Harry e Becky.

Ecco parte della trama. Becky e Harry si conoscono a una delle feste che frequentano spesso, a Londra, ciascuna per motivi diversi. La prima è una ballerina già avanti negli anni (ne ha ventisei), in cerca di ingaggio; la seconda spaccia cocaina con discrezione agli eleganti ospiti delle feste: registi, coreografi, agenti e ballerine, in generale persone aspiranti al successo, finte e superficiali agli occhi di Becky e Harry. Tra una sniffata di coca e un paio bevute, le due donne si raccontano i reciproci segreti e si scoprono a vivere circostanze simili. Entrambe, per realizzare il proprio progetto di vita, non possono fare a meno di esercitare attività illegali o comunque criticabili agli occhi dei più. Se Harry spaccia, a Becky non basta lavorare nel bar degli zii per sbarcare il lunario, e arrotonda facendo la massaggiatrice.

 

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Nonostante la doppia vita, tutte e due credono negli stessi valori di solidarietà, maturati nel loro ambiente di provenienza, il sud di Londra, in quartieri popolari e veraci che vanno sparendo, ma i cui abitanti mantengono un’autenticità di rapporti che latita altrove nella città. Tutte e due hanno un sogno, e lavorano duro per poterlo realizzare. Pur essendo molto attratte l’una dall’altra, si rivedono solo per caso, nell’ultima parte del romanzo, ma le loro vite si sfiorano tutto il tempo, per una serie di coincidenze. Frattanto, prima del loro secondo incontro, seguiamo, leggendo, le vicende di ciascuna separatamente. Lunghi capitoli sono dedicati a Becky e alla storia dolorosa dei suoi genitori, due persone intelligenti e creative, desiderose di cambiare una società ingiusta ma incapaci di gestire i rapporti reciproci e di prendersi cura della figlia. Attraverso la figura del padre di Becky, un economista anglo-indiano le cui aspirazioni di giustizia vengono annientate dal potere, Tempest fa i conti con i costi sociali della politica della signora Tatcher. Se Becky ha perso le tracce dei genitori, anche Harry ha difficoltà a gestire la relazione con la madre, perbenista e poco empatica, e con il fratello minore Pete, depresso e inconcludente, le cui disavventure sentimentali e lavorative costituiscono parte del romanzo.

Kate Tempest, dalla musica hip-hop al suo primo romanzo

Con il suo accavallarsi di fatti, personaggi e ricordi, il romanzo non presenta una struttura bilanciata. Di personaggi fondamentali all’inizio della storia (il padre di Becky) si perde traccia, alcune aspettative forse suscitate nel lettore non vengono soddisfatte. La narrazione sembra volere riprodurre la vita come è, disordinata, governata dal caso e da coincidenze che risultano però molto prevedibili.

Il punto forte del romanzo è nell’attenzione riservata ai personaggi, e Becky e Harry sono quelli più forti, pur nelle loro contraddizioni. Le due donne, sebbene molto diverse – bella, spigliata e femminile l’una, timida, spigolosa e mascolina l’altra –, hanno in comune un senso di solidarietà per gli abitanti più sfortunati della periferia di Londra e un’intraprendenza che manca a chi sta loro intorno. Si ha l’impressione che la generazione dei venti-trentenni londinesi si tenga in piedi solo a colpi di cocaina, superalcolici, analgesici e sonniferi, uniti a deprimenti illusioni di successo e divertimento, ma sia di fatto isolata, passiva e rancorosa.

 

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Becky e Harry si distinguono perché puntano a realizzare un progetto che sia di aiuto alla gente con cui vivono e non solo a se stesse. In generale le giovani donne sono personaggi positivi, più generose e consapevoli dei loro coetanei uomini. Tempest, in ogni modo, descrive con precisione e simpatia anche i personaggi più stupidi o detestabili. I suoi preferiti sono però i vecchi ubriachi che «si radunano sulle panchine, sguardi sinceri tutti incasinati, scuotendo le teste sporche, le dita puntate».

Kate Tempest, dalla musica hip-hop al suo primo romanzo

Un altro elemento interessante è la lingua della cantante hip hop e word artist, che viene fuori a tratti, piena di enfasi, quando i personaggi si innamorano, o provano attrazione fisica l’uno per l’altro. È una lingua espressionista, che butta fuori i sentimenti, li fa come esplodere. La duttilità della lingua inglese, con preposizioni e avverbi che danno movimento ai verbi, con i sostantivi che si trasformano in verbi, offre possibilità più difficili da immaginare in italiano. Qui un paio di esempi, tratti dalla festa all’inizio del romanzo, quando Becky e Harry si incontrano e si riconoscono:

«Il cuore di Becky le si ribalta fuori dal petto e si mette a correre gridando per la stanza, spargendo sangue su tutti i muri. Guarda in basso, confusa, e si studia il nuovo buco nel torace. […] La donna splende così forte negli occhi di Harry. Esplode da se stessa come una palla di fuoco. Sempre più luminosa. Elettrica e impetuosa, la sua sagoma sta strappando la festa come un fulmine che si biforca, incandescente e lampeggiante, brillante come la luce del sole sull’acqua che si riflette verso se stessa e si trasforma in calore. C’è fierezza in lei. Splende, dorata e giallo caldo, fuoco nero, blu bruciante al suo centro. Un nuovo sole rovente e brillante. Harry batte le palpebre, raccoglie le parti del suo corpo sparse negli angoli della stanza e le rimette insieme».

 

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Forse è questo l’aspetto più interessante di Le buone intenzioni di Kate Tempest, l’essere come un’espansione debordante dei suoi pezzi hip hop, in cui dà voce a chi meno ne ha nella Londra contemporanea.


Per la prima foto, copyright: David.

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Commenti

I suoi dischi mi piacciono decisamente e questo suo libro sto meditando già da un po' di leggerlo.
Vedrò di recuperarlo. ;)

Buona lettura, allora. :-)

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