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Isaac Newton, un manoscritto inedito rivela la sua passione per l’alchimia

Isaac Newton, un manoscritto inedito rivela la sua passione per l’alchimiaTutti siamo abituati a pensare a Newton come allo scopritore della legge della gravitazione universale o a colui che ha stabilito i principi della meccanica classica. Ma cosa accadrebbe se ci trovassimo dinanzi a un Newton alchimista? Cioè, se ci imbattessimo in un Newton alle prese con la pietra filosofale, intento a stabilire come poter arrivare alla sua creazione?

In realtà, qualcosa al riguardo era già noto, ma adesso abbiamo le prove.

È stato, infatti, ritrovato un manoscritto di Newton dal titolo assai emblematico: Preparation of [Sophick] Mercury for the [Philosphers'] Stone (Preparazione del mercurio [sofico] per la pieta [filosofale]).

 

La storia del manoscritto

A seguito della morte di Newton, molti dei suoi manoscritti divennero di proprietà della famiglia, fino a quando non furono messi all’asta da Sotheby’s nel 1936 e acquistati da molti collezionisti privati, che entrarono in possesso anche dei manoscritti alchemici di Newton, mai dati alla stampa, nel rispetto delle volontà dell’autore. La maggior parte dei documenti fu donata all’università di Cambridge, ad eccezione di una manciata di manoscritti come quello acquistato dalla Chemical Heritage Foundation, organizzazione no-profit con sede a Philadelphia, in Pennsylvania.

 

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Isaac Newton, un manoscritto inedito rivela la sua passione per l’alchimia

Cosa contiene? L’albero della vita!

Il manoscritto contiene la copia di una ricetta scritta, nel diciassettesimo secolo, da un famoso alchimista, George Starkey, più noto con lo pseudonimo di Eirenaeus Philalethe, per la preparazione del mercurio sofico, la cui proprietà era quella di rompere i metalli nelle loro varie componenti, mescolando una parte di Drago Feroce, una manciata di Colombe di Diana e almeno sette Aquile di Mercurio.

Secondo gli studiosi moderni, la ricetta di Stakey per il mercurio sofico comporta la distillazione del mercurio e il suo riscaldamento con l’oro. Questo processo alla fine produce una lega con escrescenze delicate simili a rami.

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Le note di Starkey indicano che la struttura ad albero lo abbia spinto a ritenere che il mercurio sofico sia portatore in sé di vita.

 

Ma Newton mise in pratica la ricetta?

Non abbiamo prova del fatto che Newton sia riuscito a decodificare la ricetta di Starkey e che abbia prodotto l’albero alchemico o la pietra filosofale. Ma, dato che sul retro del manoscritto, sono riportate alcune note per un altro processo alchemico, per gli studiosi una tale scoperta può essere di aiuto per comprendere come Newton interpretasse l’alchimia. D’altro canto, il documento rivela anche come Newton sia stato ampiamente influenzato dall’alchimia e come abbia intessuto relazioni e collaborazioni con gli alchimisti.

Isaac Newton, un manoscritto inedito rivela la sua passione per l’alchimia

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Più di un milione di parole sono state scritte da Newton sull’alchimia durante tutta la sua vita, nella speranza di usare quest’antica conoscenza per spiegare meglio la natura della materia. A lungo, però, questo legame è stato passato sotto silenzio, dal momento che l’alchimia, e tutto ciò che la riguarda, viene respinta come una pseudoscienza mistica piena di processi fantasiosi e privi di fondamento.

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