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Intrecciare vite per corromperle. “La seduzione” di Josè Ovejero

Intrecciare vite per corromperle. “La seduzione” di Josè OvejeroAppena apriamo il romanzo La seduzione, di Josè Ovejero, pubblicato in Italia da Voland nella collana Intrecci con la traduzione di Bruno Arpaia, fin dalla pagina iniziale, ci balza addosso un narratore invadente, sempre pronto a richiamare l’attenzione dei lettori sul proprio ego cinico e ipertrofico, al punto da risultare, in prima battuta e senza esitazioni, un personaggio indisponente e consapevolmente tronfio e irritante: «la mia vanità», afferma in un efficace tricolon, «è sproporzionata, onnivora, pantagruelica». È un artista dalla vena creativa ormai spenta («sono quattro anni che non pubblico un libro e cinque che non scrivo»), pago di essere percepito come scrittore, quantunque ridotto alla quasi totale inattività qualora trascurassimo alcuni articoli e lo sporadico invito «a qualche congresso».

Pur essendo giunto alla non più tenera età di «cinquantacinque anni», il nostro io narrante persiste nell’autoconservazione della stessa arroganza spaccona, dello stesso spavaldo carisma, della stessa polemicità reboante di certi virgulti troppo pugnaci: per averne un evidente saggio si vedano la nota che inizia con «Ah, lettore: se non ti piacciono le parolacce in letteratura, sei ancora in tempo a lasciar perdere» e termina con «Già, va’ al diavolo anche tu» e altre varie apostrofi, anche più offensive, sino al turpiloquio.

 

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Con questo tono, tra l’egoico e l’antipatico, lo scrittore inizia a raccontare la storia del suo rapporto con David, figlio di un collega un tempo suo amico, Eduardo, e di sua moglie Rosa. Il ragazzo, nonostante porti l’impegnativo nome dell’eroe biblico che sconfisse il gigante Golia, campione dei Filistei, ci viene descritto come un giovane «magro», dagli «occhi un po’ infossati», abituato a sedere stando «leggermente incurvato» e a camminare «con un passo che sembrava fermo, ma con la testa in avanti e le spalle cascanti».

David, sebbene non dia «l’impressione di essere […] felice» è un personaggio vitale, in continuo fermento: appassionato di letteratura, ama discuterne sfidando e provocando il carismatico io narrante, al quale – per restare nel territorio dell’onomastica –, nonostante la corpulenza, è toccato in sorte, secondo la logica del contrappasso, il nome di Ariel, come l’etereo e delicato spiritello shakespeariano.

Intrecciare vite per corromperle. “La seduzione” di Josè Ovejero

Dalle parole di quest’ultimo emerge chiaramente una visione parziale e idealizzata della realtà. Ariel sembra volersi imporre come figura centrale nella vita di David, cerca di sostituirsi al padre, a sua detta troppo debole: Eduardo è bollato come «adulto fallito», «scrittore mediocre» tanto che, «quando diversi scrittori comparivano in uno stesso articolo, per esempio perché partecipavano a un certo festival letterario, il suo nome non figurava mai nella lista; era sempre nascosto nella frase “e altri scrittori”».

Ariel, personaggio di mirabile impudenza schizzato fuori dalla penna di José Ovejero per imporsi come narratore nel romanzo La seduzione, è il cinico maestro che guida David fra le difficoltà del mondo, è l’uomo forte che gli concede, con le sue discussioni e i suoi boriosi vaniloqui, di diventare grande; è l’incarnazione del potere.

Ci aspetteremmo un David sedotto, plagiato e soggiogato da Ariel. Ma la storia, qui, mette le ali e l’esergo – «Ciò chiamiamo potere non è nulla; / la seduzione è il vero potere» tratto dall’Emilia Galotti, operadel drammaturgo e filosofo illuminista Gotthold Ephraim Lessing – finora abbastanza oscuro, si squaderna e rivela il suo segreto.

Il ragazzo, dopo essersi risvegliato da un coma indotto dovuto alle traumatiche conseguenze di un pestaggio, matura un insopprimibile senso di rivalsa, un istinto che da remissivo lo trasforma in volitivo, da taciturno lo muta in polemico, da apatico lo volge in ardente.

Intrecciare vite per corromperle. “La seduzione” di Josè Ovejero

Questo cambiamento lo spingerà a partecipare attivamente a manifestazioni e cortei di protesta, a conoscere nuove realtà e a progettare la vendetta contro i suoi aggressori. Nel frattempo, David continua a frequentare Ariel, sempre più chiuso nel suo cinismo: la corazza però è debole e, appena il giovane riesce a sedurlo (nel senso originario del termine, “condurre, tirare a sé”), il coinvolgimento di Ariel nella vita di David diventa totale, ormai lontano dal distaccato paternalismo dei primi tempi.

 

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A dare manforte al ragazzo compare l’universitaria e militante Alejandra, la quale, anche lei attraverso le trame e i lacciuoli della seduzione, riesce a risvegliare in Ariel un’insospettabile nostalgia per il passato e un’inaspettata dolcezza.

Insieme, i due giovani riescono a intrecciare le loro esistenze con quella di Ariel, fino a corromperlo e a distruggerlo sia fisicamente, sia mentalmente.

Non è possibile rivelare altro: La seduzione impone i suoi segreti. Lasciate che l’intreccio coinvolga e corrompa anche voi.


Per la prima foto, copyright: Quinten de Graaf su Unsplash.

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