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Intervista a Per Wästberg, Presidente del Comitato che conferirà il Nobel per la Letteratura 2015

Intervista a Per Wästberg, Presidente del Comitato che conferirà il Nobel per la Letteratura 2015Il processo di selezione preliminare all’attribuzione del Premio Nobel è descritto in modo molto chiaro nel sito web ufficiale. In questa sede, però, ci interesserebbe porre l’attenzione su un altro aspetto: una volta ricevute le proposte, quali sono i criteri che il Comitato segue per giungere alla definizione della lista dei 5 candidati preliminari?

Dopo aver ricevuto le candidature dalle varie facoltà, dai club PEN, dalle organizzazioni di scrittori, dagli ex Premi Nobel, ecc., noi le ordiniamo per un ulteriore approfondimento, aggiungiamo i nostri favoriti se non fossero già inclusi nella lista. Ad aprile, abbiamo una lista di 25 candidati i cui lavori presento al resto dell’Accademia. A maggio proponiamo una lista di 5 (scelti dai 25 in osservazione o da una lista di aspettative) ai membri per un’ulteriore discussione. È capitato solo in rare occasioni che uno dei cinque fosse sostituito da un altro candidato dopo la votazione. L’estate trascorre con una lettura approfondita delle opere dei cinque candidati. I Membri del Comitato redigono un breve saggio su ognuno dei cinque, senza comunicare tra loro, e a settembre i 25 saggi sono presentati all’Accademia per la discussione finale.

Sollecitiamo sintesi, ritratti critici e saggi, traduzioni nella misura in cui speriamo che un’opera letteraria sia interessante anche se prodotta in una lingua che non padroneggiamo (ne gestiamo 12), come ad esempio l’armeno, il georgiano, il persiano, lo swahili, le lingue del subcontinente indiano. Anche l’arabo, ma in questo caso ci sono numerose traduzioni nelle principali lingue europee da poter usare come paragone. Attraverso questo metodo, abbiamo sempre trovato qualcosa che fosse meritevole di essere inserito nella lista finale, anche se siamo in qualche misura legati alla nostra area geografica, al nostro aggiornamento, al gusto, insomma dobbiamo essere consapevoli di un inevitabile eurocentrismo.

 

Per il 2015, l’Accademia Svedese ha ricevuto 259 proposte, per un totale di 198 persone nominate. Non le chiediamo qualche anticipazione, ma le è mai successo di trovarsi dinanzi a una proposta che l’ha particolarmente sorpresa?

Certo, candidature strane non sono inusuali. Un poeta greco, ad esempio, ha candidato se stesso e, quando gli è stato detto che questo non era conforme alle regole, lui ha ripresentato la sua candidatura con l’endorsement di una lunga lista di colleghi scrittori che sostenevano quanto fosse degno del premio. Anche alcuni scrittori indiani hanno agito in questo modo. Capita pure che siano inviati manoscritti straordinari, ma questo ovviamente è contro le regole.

Intervista a Per Wästberg, Presidente del Comitato che conferirà il Nobel per la Letteratura 2015

Il Premio Nobel per la letteratura compie 115 anni con oltre 110 vincitori, escludendo gli anni in cui non è stato assegnato. Ripensando alla lista di tutti i Premi Nobel per la Letteratura c’è qualche scrittore, poeta, filosofo che avrebbe meritato il Premio e, invece, non è mai stato selezionato?

Non capita ogni anno di premiare il migliore scrittore al mondo. Molti non hanno ricevuto il Premio Nobel, perché non furono mai candidati (V. Woolf, E.M. Forster, Joyce) o perché sono morti troppo presto (Proust su tutti, ma anche altri quattro che avrebbero dovuto senz’altro ricevere il Premio Nobel: Valery, Calvino, Kapuscinski, Sebald). Ci sono state anche omissioni di cui l’attuale comitato si rammarica profondamente, soprattutto Borges e Nabokov.

Bisogna ricordare che numerosi scrittori in circolazione sono stati tra i cinque finalisti. Sono certo che alcuni importanti scrittori non siano stati ancora sufficientemente studiati e analizzati. Abbiamo, già da qualche tempo, seminari dedicati a scrittori con molte opere al loro attivo, così ognuno di noi legge un certo numero di libri e si può attivare un processo di comparazione.

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Negli ultimi anni, le motivazioni per la designazione dei Premi Nobel alla Letteratura hanno posto l’accento su alcune parole chiave come realismo e storia (Mo Yan) e memoria (Patrick Modiano). Un modo per sostenere il potere evocativo della letteratura in relazione alla storia e all’importanza della memoria?

Sì e no. La storia, l’autobiografia, i resoconti testimoniali sono sempre espressioni importanti della letteratura. Ma è così anche per la poesia, la storia, il reportage, il saggio che ritrae una personalità e un linguaggio unico. Proprio per questo, non ci sono limiti nella volontà di Alfred Nobel.

Intervista a Per Wästberg, Presidente del Comitato che conferirà il Nobel per la Letteratura 2015

È inevitabile che il Comitato per l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura abbia la possibilità di confrontarsi con la letteratura di tutto il mondo. Esistono, a suo avviso, delle direttrici comuni, indipendentemente dai singoli Paesi?

Cerchiamo di scoprire la letteratura viva in tutti i Paesi ma, naturalmente, siamo vincolati, anche senza volerlo, al nostro background, alle nostre letture, sia quelle passate sia quelle più recenti, al nostro gusto e alle discussioni che ci circondano. Ne consegue che l’epica di una preghiera in lingua urdu o una leggenda in yoruba, anche se impressionanti nei loro contesti locali, non ci affascinano; spesso prevale un elemento di déja-vu: non l’abbiamo già letto? La grande letteratura classica, dall’antichità e attraverso i secoli, mira a ciò che rimane vivo nel presente, tra le continue ed emozionanti creazioni di parole – in competizione con altri media, come film, video, internet.

 

Ci rendiamo conto della difficoltà di stabilire dei parametri, ma potrebbe almeno indicarci quali sono le caratteristiche che uno scrittore deve possedere per diventare un Premio Nobel per la Letteratura?

L’opera omnia piuttosto che un singolo libro – comunque il capolavoro I Buddenbrook è stato selezionato singolarmente nella motivazione per Mann. Lo scrittore dovrebbe avere una sua voce, più o meno distinguibile (Beckett, Marquez, Naipaul, Milosz, Bellow…). Dovrebbe rivelarci qualcosa che non avevamo compreso e su cui non ci eravamo imbattuti in quella precisa versione: una sorpresa, una piccola meraviglia difronte a un’esperienza. Soprattutto, un lavoro che combina mente e cuore, passione per la lingua e per il destino umano, con l’abilità di tentarci ad andare più in profondità nei libri per apprendere maggiormente su noi stessi.

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Commenti

Molto interessante davvero. Complimenti!

Anche quest'anno non è stato premiato il migliore scrittore del mondo. Forse sarebbe il caso di rivedere le regole, aprendo il comitato a candidati stranieri. Le capacità decisionali dei membri svedesi sono alquanto limitate. Oggi, questo è un premio che offende i veri appassionati e studiosi della letteratura.

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