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Intervista a Mike Pride, responsabile del Premio Pulitzer

Intervista a Mike Pride, responsabile del Premio PulitzerIl nostro percorso alla scoperta dei premi letterari più importanti del mondo è giunto alla sua terza tappa. E dopo le interviste a Per Wästberg, Presidente del Comitato che conferisce il Nobel per la Letteratura, e a Fiammetta Rocco, responsabile del Man Booker International Prize, quest’oggi pubblichiamo l’intervista a Mike Pride, responsabile del Premio Pulitzer.

[The English version of the interview is available below

 

Nel 2016, ricorrerà il centenario del Premio Pulitzer. Proviamo a fare un bilancio? Quale impatto ha avuto, secondo lei, il Premio nella cultura americana?

Abbiamo grandi piani per il centenario – eventi in tutto il Paese, un importante redesign del nostro sito web (www.pulitzer.org), per promuovere questi eventi e per mostrare i lavori premiati in questi 100 anni. L’impatto dei premi è stato enorme. Hanno sostenuto e, talvolta, dato forma ai valori e alle buone pratiche del giornalismo. Hanno promosso con forza l’importanza di una stampa libera. Nelle arti e nella letteratura, nel teatro e nella musica, hanno stabilito standard elevati per un’indagine indipendente, la creatività e la qualità. E, come voluto da Joseph Pulitzer, hanno stabilito una connessione tra la cultura letteraria e il giornalismo. 

 

Che cosa significa per lei ereditare la tradizione del Premio Pulitzer e, al contempo, trovare la direzione futura?

È una domanda importante. Stiamo lavorando duramente affinché le ricorrenze del centenario non siano solo una celebrazione del passato ma anche un’esplorazione dei valori che stanno dietro ai lavori premiati. Di quali valori si tratta, sono ancora vitali e come dovrebbero essere applicati in futuro? Speriamo che gli eventi del centenario rispondano a queste domande.

I premi hanno prosperato, soprattutto negli ultimi anni, preservando importanti tradizioni ma anche adattandosi al cambiamento del modo in cui le persone condividono notizie e cultura. Il cambiamento causa sempre incertezza, ma i Premi Pulitzer stanno facendo del loro meglio per tenere il passo senza sacrificare gli standard che hanno reso possibile il loro successo.

 

Il Premio Pulitzer segue con grande attenzione le evoluzioni che internet ha portato nel dibattito pubblico (ad esempio, nel 2008, il premio nella sezione relativa al giornalismo investigativo è andato al sito ProPublica.org). In generale, le eccellenze di alcune categorie premiate negli anni passati che cosa possono insegnare ai giovani?

I premi per il giornalismo hanno tentato di rimanere al passo con le innovazioni nella copertura delle notizie – comunicazione dei dati, una programmazione 24/7, media partnership, convergenza e tutto il resto. Si tratta di un processo in evoluzione. Il nostro Pulitzer Prize Board’s Futures Committee, che esamina e favorisce la comprensione dell’ambiente dei media, ha iniziato le sue attività qualche anno fa come temporaneo. Sta diventando, o è diventato, permanente.

Personalmente, spero che i giovani apprendano dai vincitori delle passate edizioni:

  1. Il valore di un’indagine forte, indipendente.
  2. L’importanza di un buon editing.
  3. I pericoli per una democrazia ben informata derivanti dalla diminuzione dell’abilità della stampa di coprire notizie internazionali in una economia e una cultura sempre più globali.
  4. I pericoli per una democrazia ben informata derivanti dalla diminuzione dell’abilità della stampa locale e regionale di occuparsi dell’attualità nelle loro comunità.

A mio avviso, i pericoli principali in questi trend sono la demagogia e la riduzione dell’attualità al livello di reality TV.

 

Il giornalismo sta vivendo in questi anni vere rivoluzioni di approccio, dal suo particolare punto di vista, quali sono i rischi che tutti, come cittadini, dobbiamo affrontare per informarci dell'attualità? E che cosa il Premio Pulitzer può fare per illuminare le zone d'ombra?

I rischi potrebbero essere quelli che ho appena evidenziato. Nell’attuale campagna presidenziale, per esempio, è da notare come maggiore attenzione sia prestata all’esibizione da parte dei candidati e non alla sostanza e alle conseguenze di quello che effettivamente dicono.

Il lavoro dei Premi Pulitzer è quello di mantenere i loro standard elevati nel giudicare i candidati e nello scegliere i vincitori. Inoltre, forse, fare un buon lavoro per dare ai vincitori una piattaforma che mostri al pubblico cosa ci vuole – e quanto costa – per fare del buon giornalismo.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

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Intervista a Mike Pride, responsabile del Premio PulitzerSecondo il 2015 World Press Freedom Index redatto da Reporters without borders, gli Stati Uniti si collocherebbero al 45° posto per libertà di stampa (l’Italia è al 73°). Esiste davvero questo rischio per la libertà di stampa? E quale può essere il ruolo del Premio Pulitzer per sostenerla?

Eventi recenti – terrorismo, guerre e cambiamenti radicali – hanno portato le persone a chiedersi cosa significasse libertà di parola e stampa libera. Storicamente, in tempo di guerra di solito accade questo. Nel XXI secolo tali dubbi sono emersi accanto al declino della stampa tradizionale che una volta era forte.

I Premi Pulitzer possono mirare meglio a controbilanciare questi trend premiando il buon giornalismo – specialmente il giornalismo che denuncia gli abusi del potere. I premi hanno una lunga tradizione nel fare questo.

Non voglio escludere la parte dei premi dedicati alle arti e alla letteratura. Testi teatrali, fiction, nonfiction e perfino la poesia spesso commentano o parlano delle più importanti questioni sociali. Gettano nuova luce su questi temi grazie alla profondità della loro ricerca, alla creatività delle menti che li hanno prodotti e ai punti di vista dei loro approcci.

 

Ma il Premio Pulitzer è anche un riconoscimento per la fiction. Basti pensare, tra gli altri, a Ernest Hemingway, William Faulkner, Harper Lee, Saul Bellow, Toni Morrison, Philip Roth e Donna Tartt. Quali sono le caratteristiche che un romanzo deve possedere per vincere il Premio Pulitzer?

C’è una così grande varietà di vincitori che è difficile ricondurre il tutto a caratteristiche condivise. Ma una breve lista potrebbe includere umanità, immaginazione, potere narrativo e un ottimo livello di storytelling.

 

Accettate candidature di self-publishing con la stampa cartacea, ma non i libri pubblicati solo in formato ebook, per quale ragione?

Stiamo osservando il trend degli ebook con interesse ma non siamo ancora convinti della necessità di un cambiamento da parte nostra.

 

Il Pulitzer Prize Centennial Campfires Initiative mira a coinvolgere ancor più la società per arricchire il dibattito anche fra le nuove generazioni. Quali sono le sue aspettative e che cosa si augura per questa iniziativa?

Grazie per questa domanda. Stiamo completando un processo di sovvenzioni insieme alla Federation of State Humanities Councils che permetterà a 46 comitati di organizzare eventi tematici dedicati al Pulitzer nel 2016. La creatività delle proposte dei comitati ha portato a una varietà incredibile. In tutto il Paese ci saranno programmi che coinvolgeranno ogni categoria del Pulitzer. Informeremo su queste novità sul nostro nuovo sito. Speriamo che quest’approccio dal basso ispiri la discussione sui valori per i quali i premi Pulitzer si distinguono nelle arti e nella letteratura, nel teatro, nella musica e nel giornalismo.

 

ENGLISH VERSION 

In 2016, there will be the Centennial of the Pulitzer Prize. Could you try to make an analysis? What has been the impact of the Prize in the USA’s culture?

We have big plans for the centennial – events all across the country, a major redesign of our website, Pulitzer.org, to highlight these events and to showcase prize-winning work of the last 100 years. The impact of the prizes has been enormous. They have upheld and sometimes shaped the values and best practices in journalism. They have trumpeted the importance of a free press. In arts and letters, drama and music, they have set high standards for independent inquiry, creativity and quality. And, as Joseph Pulitzer intended, they have established the connection between literary culture and journalism.

 

What does it mean for you to inherit the tradition of the Pulitzer Prize and, at the same time, to find the future direction?

This is an important question. We are working hard to see that the centennial observances are not merely a celebration of the past but also an exploration of the values behind prize-winning work. What are these values, are they still vital, and how should they be applied in the future? We hope the centennial events will help answer these questions.

The prizes have thrived, especially in recent years, by preserving important traditions but also by adapting to change in the way people partake of news and culture. Change always causes uncertainty, but the Pulitzer Prizes are doing their best to keep up without sacrificing the standards that have made them successful.

 

The Pulitzer Prize carefully follows the evolutions that Internet has brought in the public opinion (for example, in 2008, the prize for the Investigative Reporting has been assigned to the website ProPublica.org). In general, what can the past winners teach to the young people?

The journalism prizes have tried to keep up with innovations in news coverage – data reporting, a 24/7 publication schedule, media partnerships, convergence and all the rest. This is an ongoing process. Our Pulitzer Prize Board’s Futures Committee, which examines and figures out responses to the changing media environment, started a few years ago as temporary. It is becoming, or has become, permanent.

Personally, I hope the young will learn from past winners:

  1. The value of strong, independent inquiry.
  2. The importance of good editing.
  3. The dangers to a well-informed democracy of the shrinking ability of news organizations to cover international news in an increasingly global economy and culture.
  4. The dangers to a well-informed democracy of the shrinking ability of local and regional news organizations to cover public affairs in their communities.

In my view, the main dangers in these trends are demagoguery and a reduction of public affairs to the level of reality TV.  

 

The journalism is facing many changes in its approach. According to you, what are the risks that all of us, as citizens, should deal with in order to get information about current events? In addition, what can the Pulitzer Prize do to light up the darkness?

For the risks, please see the answer above. In the current presidential campaign, for example, note the focus on how candidates perform vs. the substance and consequences of what they are actually saying.

The job of the Pulitzer Prizes is to maintain their high standards in judging entries and choosing winners. Also, perhaps, to do a better job of giving winners a platform to show the public what it took – and what it cost – to do great journalism.

 

According to the 2015 World Press Freedom Index by the Reporters without borders, USA are the 45th country in the world for press freedom (Italy is the 73rd). Is there a concrete risk for the press freedom? Moreover, what can be the role of the Pulitzer Prize in order to support it?

Recent events – terrorism, wars and upheavals – have caused people to question what free speech and a free press mean. Historically, wartime usually does that. In the 21st century such doubts have emerged alongside a decline of a once-robust traditional press.

The Pulitzers can best seek to counterbalance these trends by rewarding great journalism – especially journalism that exposes abuse of power. The prizes have a long tradition of doing just this.

I don’t want to leave out the arts & letters side of the prizes in this. Plays, fiction, nonfiction and even poetry often comment or report on major social issues. They shed new light on them through the depth of their inquiry, the creativity of the minds behind them and the angles of their approach.

 

The Pulitzer Prize is also a recognition for the fiction (for example, Ernest Hemingway, William Faulkner, Harper Lee, Saul Bellow, Toni Morrison, Philip Roth and Donna Tartt). What should be the characteristics of a fiction work to win the Pulitzer Prize?

There is so much variety in what wins that it is difficult to narrow it to shared characteristics. But a short list might include humanity, imagination, narrative power and great storytelling.

 

You accept printed self-published works, but not e-books. Please, could you explain the reasons of such decision?

We are watching the e-book trend with interest but not yet convinced we need to make a change.

 

The Pulitzer Prize Centennial Campfires Initiative aims to involve more and more the society in order to reinforce the debate also among the new generations. What are your expectations and what do you wish for this initiative?

Thanks for asking about this. We are just completing a grant process in conjunction with the Federation of State Humanities Councils that will allow 46 councils to put on Pulitzer-themed events during 2016. The creativity the councils put into their proposals led to amazing variety. All across the country, there will be programs involving all Pulitzer genres. We intend to follow these on the new pulitzer.org. Our hope is that this grass-roots approach will inspire discussion about the values the prizes stand for in arts & letters, drama, music and journalism.

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