In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Perché è importante leggere

Come leggere un libro

Intervista a Fiammetta Rocco, responsabile del prestigioso Man Booker International Prize

Intervista a Fiammetta Rocco, responsabile del prestigioso Man Booker International PrizeProsegue il viaggio di Sul Romanzo tra i premi letterari più importanti del mondo. E dopo l’intervista a Per Wästberg, Presidente del Comitato che conferisce il Nobel per la Letteratura, quest’oggi ospitiamo un’intervista a Fiammetta Rocco, responsabile del Man Booker International Prize.

[The English version of the interview is available below]

 

Ismail Kadare, Alice Munro, Philip Roth e László Krasznahorkai sono solo alcuni dei vincitori del The Man Booker International Prize che, secondo il Guardian, «sta velocemente diventando il premio più significativo, che appare sempre di più un’alternativa competente al premio Nobel». Come si riesce a raggiungere un tale livello?

Prima di tutto mi lasci dire che, anche se molto lusinghiero, non si tratta di un paragone che facciamo noi.

The Man Booker International Prize è stato istituito nel 2005 per premiare un autore per i risultati raggiunti nella produzione letteraria. Il premio, che veniva attribuito ogni due anni, era riservato all’opera omnia di un autore scritta o tradotta in inglese. Ogni categoria era composta di nuovi giudici, che iniziavano da zero, redigendo la propria lista degli scrittori da prendere in considerazione; non ci sono candidature da parte di editori o di qualunque altra parte interessata.

Credo che ci siano tre ragioni per il successo del premio. La prima riguarda il primato della lingua inglese. La letteratura di ogni nazione può contare su un pubblico globale di lettori, ma alcuni scrittori, e penso a Karl Ove Knausgård ed Elena Ferrante, sono diventati realmente famosi nel mondo solo quando le loro opere sono state tradotte in inglese.

La seconda ragione è la trasparenza. I giudici sono indicati con nome e cognome; c’è una lista di candidati resa pubblica. Non sono accettate proposte di candidatura. Non vi sono chiaramente conflitti di interesse.

E la terza riguarda la passione per la letteratura. Quando a Nadine Gordimer, che è stata un nostro giurato nel 2007, è stato chiesto cosa cercasse in un libro, ha risposto con una parola: «Illuminazione». E aveva ragione. L’obiettivo del premio è di conferire un riconoscimento all’individualità, all’ambizione, allo stile, al talento e al duro lavoro. Ma la “illuminazione”, nel senso di gettare nuova luce nel nostro mondo, è stata la guida più importante. Si può immaginare un mondo senza Ismail Kadare, Chinua Achebe, Alice Munro, Philip Roth o Laszlo Krasznahorkai? La loro scrittura è così notevole, ha riempito spazi della cui esistenza non eravamo nemmeno consapevoli.

 

Ad agosto, sono stati resi noti i nomi dei giurati che selezioneranno il vincitore del The Man Booker International Prize 2016. Come si procede alla selezione della giuria?

A luglio 2015, abbiamo reso noto che, dopo dieci anni, the Man Booker International Prize si sarebbe fuso con l’Independent Foreign Fiction prize. Il primo responsabile dei giurati del premio in questa nuova configurazione è Boyd Tonkin, l’ex responsabile dell’Independent Foreign Fiction Prize. Il comitato consultivo della Booker Prize Foundation, lavorando con Boyd e me (in qualità di amministratrice del premio), ha una lista di possibili giurati. Sono tutti avidi lettori, alcuni sono scrittori, alcuni sono traduttori, molti hanno una profonda conoscenza della letteratura di una particolare parte del mondo. Nessuno di loro avrà una relazione interessata con un libro o un autore che sarà preso in considerazione per il premio, né scegliamo editori o agenti per svolgere il compito di giurati.

 

La procedura che porta alla determinazione del libro vincitore è ben descritta sul vostro sito. Quali sono i criteri seguiti per giungere alla scelta del vincitore, passando attraverso la longlist prima e la shortlist successivamente?

La nuova configurazione del Man Booker International Prize comporta che, dal 2016 in poi, il premio sarà conferito ogni anno anziché ogni due anni. Sarà conferito per un singolo libro tradotto in inglese (i libri scritti in inglese saranno candidabili per il Man Booker Prize for Fiction). Per essere candidabili, i libri devono essere stati pubblicati nel Regno Unito, nel primo anno, tra il 1 gennaio 2015 e il 31 marzo 2016.

Una longlist di 12 libri sarà pubblicata nel marzo 2016. Una shortlist di sei libri verrà resa nota ad aprile 2016. Il vincitore sarà scelto nel maggio 2016. Ogni libro è perciò letto almeno tre volte. Spetta ai giurati decidere quale titolo progredisce meglio a seguito di tale analisi.

[I servizi di Sul Romanzo Agenzia Letteraria: Editoriali, Web ed Eventi.

Leggete le nostre pubblicazioni

Seguiteci su Facebook, Twitter, Google+, Pinterest e YouTube]

Intervista a Fiammetta Rocco, responsabile del prestigioso Man Booker International PrizeQuest'anno, per la prima volta, The Man Booker International prize non sarà conferito per l'opera omnia di un singolo autore, ma per un solo libro. Potrebbe illustrarci le ragioni di questo cambiamento?

I cambiamenti che ho delineato sopra circa il futuro funzionamento del Man Booker International hanno le loro radici nei cambiamenti che abbiamo approntato due anni fa al Man Booker Prize for Fiction. Estendendo la possibilità di candidarsi a questo premio a qualunque scrittore di qualsiasi Paese purché scriva in inglese e sia pubblicato in Gran Bretagna, abbiamo iniziato a creare un premio di portata mondiale per la letteratura in lingua inglese. Era ovvio che avremmo avuto bisogno anche di un premio di portata mondiale che celebrasse la letteratura tradotta in inglese. I due premi sono speculari; insieme onorano tutti i nuovi libri pubblicati nella lingua più popolare del mondo.

 

The Man Booker International Prize è conferito non solo all'autore del libro, ma anche al traduttore in inglese. Perché avete optato per questa soluzione, che rappresenta quasi una peculiarità nel panorama dei premi letterari?

Va detto che i libri sono scritti due volte; la prima dall’autore e, poi, dal traduttore. Fin dall’inizio è stato di importanza fondamentale per la Booker Prize Foundation e il suo sponsor, the Man Group, che autore e traduttore dovessero essere onorati in ugual misura. Si tratta di una questione morale, ma anche letteraria. Speriamo che onorando anche i traduttori in questo modo, ci saranno più opere tradotte in inglese. Questo sarà positivo per l’attività di traduzione e per la letteratura.

 

Sulla base delle vostre Rules & Entry Form, «le opere autopubblicate non sono candidabili laddove l’autore è anche l’editore». Sappiamo che gli autori stanno diventando sempre più professionali nel settore del self-publishing, dall’editing alla revisione, fino alla finale correzione di bozze: è ancora troppo rischioso considerarlo come letteratura di qualità?

The Man Booker International Prize è un continuo work in progress. Una delle nostre regole inamovibili è che ogni libro sia letto da ogni giurato. In pratica, è molto faticoso per un gruppo di giudici leggere più di 150 libri. The Man Booker Prize for Fiction opera sulla base di un sistema di quote per limitare il numero di libri candidati da ogni editore. Nel 2016, non ci sarà alcuna quota per gli editori, ma se il numero delle candidature dovesse divenire troppo alto, quest’aspetto potrebbe essere cambiato di nuovo. Un’altra limitazione che abbiamo posto per entrambi i premi è quella di escludere opere autopubblicate. Non è un giudizio sulla loro qualità, ma una questione pratica.

 

I premi letterari italiani sono spesso accompagnati da polemiche che mettono in evidenza possibili ingerenze da parte degli editori nel lavoro dei giurati. Succede anche per The Man Booker International Prize? Ed eventualmente come riuscite ad arginare tali ingerenze?

Nei dieci anni in cui mi sono occupata del Man Booker International Prize non ricordo un solo caso in cui un editore abbia interferito con il processo di valutazione. Se provassero a fare una cosa del genere, semplicemente li ignoreremmo. L’indipendenza dei giurati è di primaria importanza, e credo sia una delle ragioni per cui entrambi i Man Booker Prize sono rispettati in tutto il mondo.

ENGLISH VERSION

Ismail Kadare, Alice Munro, Philip Roth e László Krasznahorkai are some of the winners of The Man Booker International Prize for fiction which, according to The Guardian, «is fast becoming the more significant award, appearing an ever more competent alternative to the Nobel». Which are the reasons of this success?

First let me say that, while extremely flattering, this is not a comparison that we make ourselves.

The Man Booker International Prize was set up in 2005 to reward an author for “an achievement in fiction”. The prize, which was awarded very two years, was for a body of work written in English or translated into the English language. Each panel was made up of new judges, who started from scratch, drawing up their own list of which writers to consider; there are no submissions from publishers or any other interested party.

I believe there are three reasons for the success of the prize: The first has to do with the primacy of English. There is a global readership for literature from every nation, but some of this literature, and I am talking of writers such as Karl Ove Knausgard and Elena Ferrante, only really became world famous when their work was translated into English.

The second reason is transparency. The judges are named; there is a list of contenders that is made public. No submissions are accepted from anyone. There are visibly no conflicts of interest.

And the third has to do with passion for literature. When Nadine Gordimer, a judge in 2007, was asked what she was searching for when she was reading, she used one word: «Illumination». And she was right. The aim of the prize is to reward individuality, ambition, style, talent, and sheer hard work. But “illumination” in the sense of casting new light on our world has been the most important guide. Can you imagine a world without Ismail Kadare, Chinua Achebe, Alice Munro, Philip Roth or Laszlo Krasznahorkai? Their writing is so remarkable, it has filled spaces we didn’t even know existed.

 

In August, you have announced the names of the judges who will choose the winner of The Man Booker International Prize 2016. Which is the procedure for their selection?

In July 2015 we announced that, after ten years, the Man Booker International Prize was going to merge with the Independent Foreign Fiction Prize. The first chair of judges of the newly configured prize is Boyd Tonkin, the former chair of the Independent Foreign Fiction Prize. The advisory committee of the Booker Prize Foundation, working with Boyd and myself (as the administrator of the prize), have a working list of possible judges. They are all avid readers, some are writers, some translators, many have a deep knowledge of literature from a particular part of the world. None of them will have any connection with a book or author being considered, nor do we appoint publishers or agents to be judges.

 

The procedure for the designation of the winner is well described on your official website. Please could you indicate the criteria followed for such designation, from the longlist to the shortlist and to the proclamation of the winner?

The new configuration of the Man Booker International Prize is that from 2016 on, it will be presented every year instead of every two years. It will be awarded for a single book that has been translated into English. (Books written in English will be eligible for the Man Booker Prize for Fiction). To be eligible, books must have been published in the UK, in the first year, between January 1st 2015 and March 31st 2016.

There will be a longlist of 12 books, released in March 2016. And a shortlist of six books will be announced in April 2016. The winner will be chosen in May 2106. Each book is thus read as many as three times. It is up to the judges to decide which title flourishes best under such a test.

Intervista a Fiammetta Rocco, responsabile del prestigioso Man Booker International Prize

This year, for the first time, The Man Booker International Prize will not be awarded for a body of work, but for only one book. Please could you explain the reasons for this change?

The changes that I have outlined above in how the Man Booker International will work in future have their roots in the changes that we made two years ago to the Man Booker Prize for Fiction. By opening up the eligibility of that prize to any writer from any country writing in English and published in Britain, we were creating a global prize for literature in English. It was obvious that what would be needed to match it would be a global prize that celebrated literature translated into English. The two prizes are mirror images of each other; between them they honour all new books published in the world’s most popular language.

 

The Man Booker International Prize is awarded not only to the author of the book, but also to the translator into English. Why have you adopted this solution, which represents almost a peculiarity among the literary prizes?

It is said that books are written twice; first by the author and then by the translator. From the very start it was of paramount importance to the Booker Prize Foundation and its sponsor the Man Group that the author and the translator should be honoured in equal measure. There is a moral aspect to this, but also a literary aspect. We hope that by honouring translators in this way, more novels will be translated into English. This will be good for translation and good for literature.

 

According to your Rules & Entry Form: «Self-published works are not eligible where the author is the publisher». We know that the authors are becoming always more professional into the self-publishing market, from the editing to the checking, and to the final proofreading: is still too risky consider that industry as quality literature?

The Man Booker International Prize is a work in progress. One of our immoveable rules is that every book is read by every judge. In practice it is hard for a panel of judges to read much more than 150 books. The Man Booker Prize for Fiction operates a quota system to limit the number of books submitted by each publisher. There is no quota for publishers in 2016, though if the number of submissions becomes too unwieldy that may have to change. Another limitation that we have put on both prizes is to exclude self-published works. It’s not a judgment on their quality, but a practical issue.

 

Italian literary prizes are often accused to be subjected to the interferences of the publishers. Does this kind of debate involve The Man Booker International Prize? And if yes, how do you succeed to contain such interferences?

In the ten years that I have been involved in the Man Booker International Prize I can’t remember an incident in which a publisher interfered with the judging process. If they tried such a thing, we would simply ignore them. The independence of the judges is of paramount importance, and is one of the reasons, I believe, why both Man Booker prizes are respected throughout the world.

 

Il tuo voto: Nessuno Media: 4.8 (4 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.