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Intervista a Elisa D'Ospina, modella curvy

Elisa D'OspinaLei è considerata una modella curvy, potrebbe spiegare ai nostri lettori il significato e raccontarci come lo è diventata?

Essere modella curvy in Italia significa avere una taglia compresa dalla 44 alla 48. Ho iniziato per caso: ero in una fiera e una talent scout mi ha fermata chiedendomi se mi sarebbe piaciuto diventare una modella per taglie forti. La mia reazione non fu delle migliori: le ho risposto di proporlo alla propria madre di diventare una modella per taglie forti. Pensavo fosse una presa in giro. Invece è stato il mio bivio quell'incontro: dopo averci riso su ho deciso di buttarmi in questo settore ed eccomi qui. 

 

Mi pare di comprendere che stiamo vivendo tempi diversi rispetto a pochi anni fa, una questione soprattutto di immaginario collettivo. Non è difficile pensare ad alcune passerelle milanesi, nelle quali sfilano donne belle ma esageratamente magre, quasi offensive verso la naturalezza che i più vivono. Un problema di comunicazione visiva che ha generato illusioni e aspettative in numerose ragazze che incontrano con frequenza problemi di anoressia e bulimia. Immagino che lei abbia conosciuto da vicino come modella tante situazioni di questo tipo, può raccontarci un aneddoto per farci comprendere i disagi alimentari che non poche modelle vivono ogni giorno?

L'anoressia e i disturbi alimentari sono problemi che hanno radici molto profonde. Diciamo che i modelli mediatici che vengono proposti supportano una certa idea che è molto lontana dal concetto di “essere in salute”. Proprio perché sono sensibile all'argomento dal 2007 porto nelle scuole un progetto di sensibilizzazione sui disturbi alimentari. Purtroppo c'è molta superficialità su questo tema e poco approfondimento. Bisogna pensare che ad oggi i DCA sono la seconda causa di morte adolescenziale dopo gli incidenti stradali, è un vero e proprio allarme sociale. Nel mondo della moda ci sono molte "figure" che consigliano a queste ragazze già molto magre di dimagrire ulteriormente. Il vero guaio è che non vengono affidate a medici nutrizionisti, quindi le ragazze pur di lavorare di più arrivano a non mangiare. Spesso sono minorenni e provengono da altri Paesi, sono qui sole, senza amici e famiglia. Non possono chiedere consiglio a nessuno, si consigliano tra di loro ed è più il danno che fanno a loro stesse con i dimagrimenti pericolosi che il beneficio. 

 

Una laurea in Scienze della Comunicazione, tante collaborazioni con Tv, radio e giornali, ed è socia di un'agenzia di comunicazione. Inoltre, come si è già accennato, è una modella che cerca di portare all'attenzione del dibattito pubblico un tema complesso. Non le manca di sicuro l'empatia comunicativa, lo si può osservare anche nel suo profilo Twitter molto seguito. Un'esigenza istintiva caratteriale o c'è un obiettivo particolare di fondo?

Io sono semplicemente me stessa. Nessun obiettivo particolare se non far sì che certe tematiche possano avere la luce che meritano. La mia è una piccola mission: quando nelle scuole arrivano le ragazze a fine lezione ad abbracciarti, a stringerti, perché hai toccato loro alcune corde dell'anima nascoste, capisci di quanto bisogno ci sia di parlare, CONDIVIDERE certe tematiche.

 

Qual è il libro che ha segnato la sua vita? Quello dopo il quale si è proprio sentita diversa. Ci spiega per quale ragione?

Questa è una bella domanda. Ne ho letto molti che mi hanno cambiato la vita. Uno su tutti è Il guerriero della luce di Paulo Coelho che ancora oggi apro a caso per captare qualche insegnamento. Poi ci sono libri di inchiesta come Zero Zero Zero di Roberto Saviano, oppure La Casta di Stella che ti aprono gli occhi sul mondo in cui viviamo.

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Nella trasmissione Detto Fatto di Rai 2 ha l'onere di consigliare il giusto connubio fra moda, comodità e bellezza femminile per la categoria curvy. La serenità rispetto alle misure si può costruire attraverso scelte quotidiane di indumenti o invece si può ragionare soltanto come approccio mentale che favorisca eventualmente la serenità?

Di sicuro, in primis, bisogna trovare un equilibrio psicologico. I vestiti possono aiutare, ma per stare bene con se stesse bisogna amarsi, e per farlo bisogna fare un percorso che può durare anche anni. Solo volendosi bene ci si migliora e si migliora la qualità della vita nostra e di chi abbiamo affianco.

Elisa D'OspinaIn base alla sua esperienza diretta, l'Italia, in fatto di curvy, è come gli altri Paesi occidentali o ha visto differenze?

In Italia il curvy spesso è solo una forma di marketing. Ho conosciuto poche aziende che credono veramente nel progetto. Il punto è che fuori dagli atelier le donne sono sempre più esigenti. La taglia media europea è una 44-46... Quindi se le aziende non investono nel mondo curvy a perderci sono solo loro.

In America, dove l'obesità domina purtroppo, le taglie 46 non sono nemmeno considerate curvy. Il mondo plus size Oltreoceano parte dalla 52 circa. Quindi c'è una visione più completa del mondo "donna". Anche a livello di comunicazione sono molto avanti rispetto a noi.

 

Consiglierebbe ai nostri lettori un libro su questi temi?

Aspettate aprile 2014... Probabilmente ci sarà qualche novità in libreria…

 

Bacchetta magica. Diventa il Capo del Governo e ha la possibilità di decidere per decreto legge tre azioni utili per il Paese. A che cosa si dedicherebbe e per quali motivi?

LAVORO: dare la possibilità a giovani e meno giovani di avere impiego con giusta retribuzione. Darei la possibilità anche al datore di lavoro di assumere abolendo determinate tasse.

GIOVANI: dare loro un'offerta formativa all'altezza degli standard europei avvicinandoli concretamente al mondo del lavoro. Alle superiori farei in modo di prevedere programmi che portano i giovani nelle aziende in base all'indirizzo di studio intrapreso. Non è normale che ci siano giovani che iniziano a lavorare solo dopo la laurea. Il mondo del lavoro è complesso ed è molto lontano dal mondo dei libri

DONNE: tutelarle sia nella vita quotidiana sia nel mondo lavorativo. Non concepisco che una donna che decide di diventare madre sia penalizzata nel mondo del lavoro.

Inoltre introdurrei decreti legge che tutelino le casalinghe e chi è vittima di violenza e abusi. 

 

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