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Interactive book, un nuovo modo di raccontare storie

Interactive book, un nuovo modo di raccontare storieCosa sono gli interactive books? Raccontiamolo con una semplice storia.

C’era una volta il libro.

Composto da carta, parole, illustrazioni e un’apparente staticità. Il suo compito era chiaro quanto semplice: raccontare storie, storie bidimensionali da integrare con la fantasia stessa del lettore, incentivarlo alla fruizione di racconti e alla costruzione mentale di immagini personali che fornissero una sorta di parallelismo fra realtà e mondi fantastici. 

Un giorno arrivarono degli strani strumenti digitali e con essi la trasposizione di quegli stessi mondi in codici da collazionare l’uno accanto all’altro in uno spazio sempre più piccolo denominato con il termine generico di e-book reader. Essi potevano essere toccati, maneggiati, interagivano con il lettore in una maniera completamente nuova. Fu così che anche i racconti cominciarono a cambiare, alla staticità delle parole subentrò il dinamismo delle immagini e l’approccio stesso del lettore nei loro confronti divenne più profondo, vissuto a un livello fino ad allora sconosciuto. Ora quei mondi fantastici sono sempre più reali, vicini e materici. Sono arrivati gli interactive books.

Con libri interattivi si intendono tutte quelle storie da leggere e vivere attraverso lettori digitali come e-book reader, tablet e app per il computer. Fin dai primi anni la comparsa di questi strumenti ha portato a una conseguente trasposizione dei libri cartacei alla versione digitale ma tutto ciò che il lettore poteva fare era semplicemente leggere su uno schermo ciò che altrimenti avrebbe letto su carta, non c’era una novità, le reali possibilità offerte da questi nuovi mezzi non erano ancora state davvero sfruttate.

Interactive book, un nuovo modo di raccontare storie

É nel momento in cui ci si è accorti di questa mancanza che è entrato in gioco il termine interactive. Ciò che li differenzia sono le richieste rivolte al lettore il quale è invitato a fruire delle vicende raccontate in maniera diversa. La lettura statica e passiva è spesso accompagnata dal gioco e dalla possibilità di maneggiare realmente gli elementi di cui è composta una trama.

Il touchscreen diventa in questo senso uno strumento utile non solo a scorrere le pagine ma anche ad afferrare oggetti, selezionare personaggi e innescare nuove azioni.

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É chiaro, l’utilità degli interactive books risulta appropriata soprattutto per i bambini e la maggior parte di questi nuovi libri raccontano storie con un occhio di riguardo alle loro esigenze ma non è sempre così. Esistono infatti alcune sperimentazioni interessanti anche rispetto agli adolescenti e al mondo adulto. Esempi che, per quanto rari, dimostrano le reali possibilità di crescita per un nuovo genere narrativo.

É questo il caso di War Horse, trasposizione digitale di TouchPress dell’omonimo romanzo per ragazzi di Michael Morpurgo (Rizzoli, 2011, traduzione di C. Manzolelli), il quale si affida all’iterazione per dare la possibilità di esplorare ulteriormente la narrazione, osservando i diversi punti di vista rispetto alla prima guerra mondiale, intersecando la lettura con immagini, interviste, video. Insomma, un vero e proprio esperimento di transmedia storytelling attraverso uno strumento in grado di creare un filo conduttore fra media differenti.

Interactive book, un nuovo modo di raccontare storie

Ciò non toglie che, negli ultimi anni, lo sguardo è rivolto sempre più spesso ai primissimi anni d’età. Lo si è visto con una certa evidenza nel corso dell’appena trascorsa Children’s Book Fair di Bologna la quale, dal 2012 affianca ai premi rivolti alla narrativa tradizionale il Digital Award, una selezione dei migliori esempi di narrativa digitale.

Le app premiate quest’anno mantengono un occhio di riguardo verso i piccolissimi, verso la creazione di contenuti che non sono storie vere e proprie, non come siamo abituati a pensarle.

Le nuove app risultano minimali, ruotano attorno a pochi personaggi e sono completamente incentrate sulla possibilità di giocare attraverso lo schermo.

Gli interactive books, allora, risultano una nuova possibilità per il bambino non solo di confrontarsi con racconti prefabbricati ma anche di crearne di nuovi, stimolando una vera e propria propensione alla narrazione. Le parole hanno uno scopo diverso e sono usate come chiavi per dare avvio ad azioni ed eventi. Possono essere utilizzate e riciclate sotto aspetti differenti, fornendo ogni elemento di nuove logiche e significati.

Ecco infine svelata la rivoluzione dei libri interattivi, non si tratta solo di leggere attraverso nuove piattaforme, si parla di interazione, gioco, smembramento e ricomposizione di mondi fantastici.

La vera novità è finalizzata alla stimolazione della creatività di bambini nati e circondati da un mondo sempre meno analogico e sempre più digitale. I libri interattivi risultano, in questo senso una garanzia per il rafforzamento di una lettura che va via via scomparendo, un primo approccio alla scrittura e al pensiero creativo nascosto fin dalla nascita dentro ognuno di noi.

Ma non solo, l’interactive book rappresenta un nuovo strumento utile all’approfondimento di storie di ogni genere attraverso la transmedialità dei contenuti.

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