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“Inferno”, di Dan Brown

Dan Brown, InfernoDopo Il Codice da Vinci, Angeli e demoni e Il simbolo perduto, Dan Brown è tornato in libreria con un nuovo capitolo della saga che ha per protagonista Robert Langdon. Questa volta il professore di simbologia di Harvard è il primo attore di un’avventura che si svolge a Firenze e che ruota attorno a uno dei capolavori immortali della letteratura: l'Inferno di Dante Alighieri.

Come nei libri precedenti, anche per Inferno (traduzione di N. Lamberti, A. Raffo e R. Scarabelli, Mondadori, 2013), Dan Brown ha elaborato dati e caratteristiche che hanno un effettivo riscontro nella realtà. Prima fra tutte, l’ambientazione. Attraverso questo libro, infatti, lo scrittore ci guida lungo percorsi reali, anche se ignoti e ambigui, alla scoperta di passaggi e cunicoli che ci portano direttamente nel cuore della nostra storia. Come il Corridoio Vasariano, passaggio sopraelevato che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti e che fu realizzato dal Vasari nel 1565 su richiesta della famiglia Medici. Il passaggio avrebbe permesso ai membri della famiglia di muoversi fra la loro residenza e la sede del potere senza dover uscire all’aperto. A quei tempi, in effetti, le strade erano malsicure e percorrerle significava esporsi al rischio di attentati spesso mortali. Oggi, questo corridoio fa parte del Polo museale fiorentino, ma non è aperto al pubblico.

Il Consortium, poi, la misteriosa e ambigua organizzazione di cui si parla nel romanzo che esisterebbe nei fatti e che avrebbe diverse sedi in ben sette Paesi del mondo. Brown, come specifica in apertura del libro, si è limitato semplicemente a cambiarne il nome per motivi di privacy e sicurezza.

Vera anche la mappa dell’Inferno che, a un certo punto della narrazione, finisce fra le mani di Langdon: fu realizzata da Botticelli ed è una delle migliori rappresentazioni degli inferi danteschi.

Sembra, infine, che anche la scelta della data di uscita del libro, il 14/05/2013, non sia stata del tutto casuale. Stando a quanto circola in Rete, tale date rimanderebbe a una precisa simbologia, in quanto risulterebbe dall’anagramma numerico di pi greco (3,1415), la costante utilizzata in geometria per calcolare la dimensione delle circonferenze. E l'inferno dantesco è strutturato, appunto, in cerchi concentrici.

Per quanto concerne la trama, il tutto parte dal “centro dei fatti”. Esattamente come si fa nei thriller: si inizia a raccontare da una situazione già avviata e si scava lentamente a ritroso. In particolare, il protagonista si sveglia in una stanza d’ospedale in stato confusionale, ferito alla testa e con gli abiti insanguinati. Non ricorda assolutamente nulla di come sia arrivato a Firenze e di chi abbia tentato di ucciderlo. A tormentarlo, ci sono le mostruose visioni della Morte Nera e di altri strani simboli che rimandano alla prima cantica della Commedia, mentre, ancora barcollante e incapace di parlare, sa che deve fuggire dai suoi misteriosi inseguitori.

Enigmatica e affascinante è il personaggio di Sienna Brooks, la giovane dottoressa che lo aiuta a scappare. Da qui ha inizio una rocambolesca caccia all'uomo che porterà Langdon a sfruttare la sua conoscenza delle strade, dei cunicoli e dei passaggi segreti dei palazzi per potersi salvare la vita. In un crescendo di azione e di suspense, il romanzo dipana progressivamente, attraverso lo svolgersi di un intricato tessuto narrativo, le fila di un mistero appassionante e inquietante dove niente è quello che sembra e dove si susseguono a ritmo serrato colpi di scena e momenti di grande tensione. Una lotta in cui gli schieramenti avversi finiscono col trovarsi dalla stessa parte e attraverso la quale l’autore ci rivela come a questo mondo i confini fra bene e male non siano poi così netti e precisi, tanto che il male stesso può, esattamente come il bene, diventare talvolta necessario per la salvezza dell'umanità…

Inferno, riassumendo, è un libro coinvolgente, prevedibile in molti punti, ma che promette di diventare un nuovo bestseller. Anche perché avrà presto una versione cinematografica: lo ha svelato lo stesso Dan Brown nei giorni scorsi. È un libro che merita di essere letto, soprattutto per le descrizioni delle magnifiche opere fiorentine e per la tensione che lo scrittore di thriller è stato capace di instillare pagina dopo pagina.

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Commenti

Cioè, Dante Alighieri ha scritto un capolavoro intitolato 'L'Inferno'? E io che credevo avesse scritto un'opera intitolata 'Commedia' (a cui in seguito altri aggiunsero l'aggettivo 'Divina') di cui l'Inferno è solo la prima di tre parti.
Resta valido il vecchio detto secondo cui quelli che pensano che della Commedia l'unica cosa che conti sia l'Inferno non hanno nulla di interessante da dire sull'argomento (né su altri argomenti, se per questo). Del resto anche il videogame tratto dalla prima cantica della Commedia si è rivelato un fiasco...

Sascha, chiediamo scusa per l'imprecisione, che abbiamo rettificato. Grazie per la segnalazione.

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