In cucina con Leonardo da Vinci, cuoco provetto

Intervista a Nicholas Sparks, ecco come nascono i suoi romanzi

Come realizzare i propri desideri. I consigli di Bruce Lee

14 scrittori famosi e le loro ultime parole

Inedito di Antonio Tabucchi in libreria

Inedito di Antonio Tabucchi in libreriaMondadori dedica uno dei suoi Meridiani ad Antonio Tabucchi. Già questa potrebbe essere una notizia per i tanti lettori che, come me, sentono per le storie e soprattutto per la lingua che Tabucchi ricama intorno a un personaggio quel sentimento di ammirazione e fiduciosa attesa che pochi autori hanno garantito ai loro lettori.

Nella raccolta realizzata da Mondadori, in due volumi, troviamo oltre al grande successo internazionale Sostiene Pereira, ai romanzi Notturno indiano, Requiem e alle sue pagine di saggistica e di teatro, un inedito che risale ai primi anni Settanta e che Mondadori pubblica per la prima volta in forma integrale.

 

LEGGI ANCHE – Antonio Tabucchi e il gioco del rovescio

 

Tutto comincia nel 2014, quando Thea Rimini pubblica sulla rivista «Filologia e Critica»un saggio su un inedito di Antonio Tabucchi, un romanzo che è rimasto sospeso in un limbo per quarant’anni. Si tratta di Lettere a capitano Nemo, il cui primo capitolo viene rilasciato sulla rivista «il Caffè»nel giugno del 1977. Il testo viene descritto dallo stesso Tabucchi come «una cronistoria della nascita di una dissociazione psichica (ma anche metafora della Solitudine)»[1].

 

Vuoi conoscere potenzialità e debolezze del tuo romanzo? Ecco la nostra Valutazione d’Inedito

 

Il protagonista, Duccio detto Cino, si prepara a trascorrere il Capodanno insieme a una madre distante e triste in una vecchia villa di una Toscana persa fra la Versilia e Pisa che nasconde nelle sue viscere un segreto di sangue. Lasciato a se stesso e in preda a turbe psichiche per i traumi familiari subiti, Duccio trova nel suo unico amico (immaginario) una sponda per non crollare fin dalle prime pagine della sua storia. Il suo amico è proprio il capitano Nemo del titolo e con lui Duccio inizia un dialogo che serve al lettore per scavare nell’animo del protagonista.

Inedito di Antonio Tabucchi in libreria

LEGGI ANCHE – La trama dell’invisibile sulle tracce di Antonio Tabucchi

 

Fin qui la storia ma, come spesso accade con le opere di Tabucchi, il valore del testo sta nella lingua e nella rivoluzione del ritmo narrativo che ci propone l’autore. Tabucchi sovverte aspettative e dinamiche, lasciandoci preda dei flashback e delle digressioni della mente di Duccio. È il personaggio a guidarci, lui decide tempi e modi per raccontarci frammenti della sua storia e quando siamo sul più bello, pronti a dire: “ecco, sì, l’avevo detto che era questo il motivo”, Duccio sfuma, rallenta, sovverte la linea della narrazione, interrompendola lì dove le regole del romanzo perfetto (se mai davvero esistono) ce lo vieterebbero.

 

LEGGI ANCHE – Stoppard vs. Tabucchi: una partita a tennis con le parole

 

Da ogni iato si genera, come da una fonte inesauribile, una storia nella storia, in un infinito e ipnotico effetto Droste che fa diventare la linea narrativa un cerchio che tutto assorbe e rigenera. La sequenza completa diventa il nemico e la curiosità sta non tanto nell’evento (che non si realizzerà mai), quanto nelle parole che vengono usate per descriverne i contorni. È un flusso che va assecondato, abbandonandosi ai labirinti fonetici che Tabucchi disegna per noi, dove l’ultimo indizio è la valigia che l’autore prepara per il suo protagonista prima della partenza per il suo viaggio nella pancia del Nautilus: «poco funzionale ma pittoresca come si addice a una valigia della fiction».

 

GRATIS il nostro manuale di scrittura creativa? Clicca qui!

Inedito di Antonio Tabucchi in libreria

Nell’appendice del romanzo Lettera a capitano Nemo troviamo un altro regalo. Una postfazione dello stesso Tabucchi in cui, evento raro, scopriamo cosa accade dopo la fine del romanzo secondo il suo autore:

«Fuori dalla visuale di questo romanzo, al di là della sua delimitazione testuale, oltre il cippo perentorio e definitivo dell’affabulato, mi pare lecito supporre un Nautilus che si metta in viaggio. E che tale viaggio, paradossalmente, sia il capitolo più importante di tutto il romanzo. Di esso, però, la scrittura tace. Non so se per malizia, per ritrosia, per incompetenza, per codardia o per deliberata complicità col Possibile. Come se il dépliant di una diligente agenzia, invece di illustrare il dove e il come di un viaggio programmato, impiegasse tutte le sue risorse professionali a dare istruzioni sul modo di fare la valigia. C’è in ciò qualcosa di stolto e di illogico, ma anche il sospetto di una vaga perfidia, di una bizzarra simbiosi: quasi un incrocio fra uno iato e una promessa. […] Viaggia ancora Duccio? Il Nautilus ha già attraccato? E dove? E quando? E in che modo? E, eventualmente, sotto quale forma? È un oggetto mostruoso che tutti riteniamo familiare solo per l’abitudine a vederlo, o un oggetto familiare che tutti riteniamo mostruoso solo per l’incapacità di guardarlo? È un incontro fortuito o un appuntamento mancato? È ciò che non credevamo potesse mai capitarci e che invece ci ha ribaltato la vita, o ciò che desideravamo tanto… ma poi stavamo per fare tardi in ufficio…? È un corpuscolo che tiene dell’infinitesimale e che sta sbucando proprio ora in un dente che fino a un momento fa non ci duoleva e che invece, guarda un po’, rivela una carie insospettata? Perché no, perché no. Il Nautilus, fondamentalmente, viaggia nel nostro Plausibile».


Per la prima foto, la fonte è qui.

Per la terza foto, la fonte è qui.

 


[1]Da lettera del febbraio 1977 di Antonio Tabucchi a Giambattista Vicari, fondatore del periodico satirico «il Caffè».

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (2 voti)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.