Come scrivere un romanzo in 100 giorni

Curiosità grammaticali

Conoscere l'editing

Interviste a scrittori

Incursione metaletteraria tra shock e modernità – Kawabata Yasunuri e Walter Benjamin

Incursione metaletteraria tra shock e modernità – Kawabata Yasunuri e Walter BenjaminIn questa sesta puntata della rubrica dedicata alla scoperta mensile di dodici premi Nobel per la letteratura, conosciuti e meno conosciuti (qui la puntata precedente), racconteremo di Yasunuri Kawabata, vincitore del premio nel 1968. Analizzeremo lo scrittore nipponico filtrando la sua produzione letteraria con il metro filosofico (spesso antitetico) di Walter Benjamin, soffermandoci in particolare sull’incidenza (e interpretazione) che in entrambi hanno avuto i concetti di shock e modernità.

In Benjamin la sensazione di shock è funzionale alla comprensione del significato che la nozione di modernità assume nel quadro del pensiero filosofico dell’autore tedesco. Per quest’ultimo lo shock è un concetto che va considerato antiteticamente a quello di esperienza; Benjamin, infatti, lo contrappone a quella tipologia di esperienza che chiama “aura[1]. Il filosofo la definisce come

«those associations which [are] at home in the involuntary memory»[2].

 

Pertanto, la nozione/comprensione di “aura” scaturisce dalla consapevolezza della storia irripetibile dell’oggetto percepito. Dalla disgregazione della “aura” e della sua percezione, per Benjamin, deriva il concetto di modernità, o, con le sue parole, “il prezzo da pagare” per la modernità. Invero, nel famoso saggio On Some motifs in Baudelaire del 1939 di Benjamin, la rottura della “aura” sussume la natura equipollente della distruzione della condizione di ciò che è stato esperito. Lo shock, dunque, si realizza come catalizzatore non solo della disgregazione dell’esperienza auratica, ma anche come origine di una tipologia di percezione in cui sensazione e intelletto giocano un ruolo cruciale. Benjamin ravvisa la modernità come quel processo di allontanamento dalla quotidiana sensazione di shockcausata dalla società capitalista.

 

Desideri migliorare il tuo inedito? Scegli il nostro servizio di Editing

 

Nella produzione di Yasunuri  Kawabata, invece, lo shock non è solo concausa di una sofferenza propria di una natura interiore non protetta, ma rappresenta finanche una minaccia per l’identità. Invero, anche il crollo delle aspettative – in Kawabata – si manifesta come shock; in questo senso, lo scrittore giapponese amplifica la visione di Benjamin: per Kawabata lo shock è disintegrazione dell’identità.

Incursione metaletteraria tra shock e modernità – Kawabata Yasunuri e Walter Benjamin

I romanzi di Kawabata sono stati più volte paragonati ai famosi haiku giapponesi, non solo per le similarità dello stile, ma soprattutto per l’organizzazione diegetica dei romanzi; in Kawabata la transizione narrativa tra gli elementi eterogenei è disgregativa. Spesso volte, infatti, i finali dei romanzi dello scrittore nipponico paiono rompere l’equilibrio contestuale creato precedentemente; sicché nei finali di romanzi come Il paese delle nevi (1948), Mille gru (1952), La casa delle belle addormentate (1961), la curiosa relazione tra il tutto e la parte è accentuata al tal punto che la disintegrazione del primo diventa un presupposto per la bellezza del secondo.

Quello che è universalmente considerato il capolavoro di Kawabata – Il paese delle nevi – è per certi versi fondante di questa narrazione che miscela il tutto con le sue parti e viceversa. Romanzo, Il paese delle nevi, che narra della storia di Komako, una geisha che vive in una paradiso termale sulla costa ovest della maggior isola del Giappone, dove incontrerà Shimamura, un ricchissimo e raffinato esteta, con il quale dà vita a un’appassionata quanto travagliata storia d’amore. In questo senso, è evidente come la contraddizione che su tutte domina l’anima del romanzo è quella che vede contrapporsi la vita (o l’amore) e l’intelletto. Tuttavia, a riprova di quanto sopradetto, nel finale quest’antitesi è consapevolmente disinnescata: Shimamura torna a Tokyo per vedere Komako per l’ultima volta, ma un incendio scoppia nel magazzino dove entrambi si dirigono. Non c’è chiusura, la circolarità diegetica è franta dall’accentuarsi insostenibile della suspense, o, in altri termini, è proprio quest’ultima a rompere irrimediabilmente la narrazione. Pertanto, il passaggio finale mira a trasporre il lettore in un paesaggio narrativo in cui non è la narrazione stessa a costruirne i confini; ciò evidenzia come l’umore elegiaco che permea il romanzo è il respiro di una coscienza che si prepara allo shock. In questo senso, riadottando le categorie della parte e del tutto, l’interruzione della narrazione fa parte della sua stessa unità, benché, al contempo, il finale de Il paese delle nevi trascenda la narrazione. Invero, l’unità estetica complessiva dell’opera non va confrontata o sovrapposta con la sua disunione narrativa, tant’è che il passaggio finale non sarebbe stato in grado di compensare esteticamente l'assenza di riconciliazione se non fosse stato introdotto come elemento aggiuntivo che oscura la contraddizione irrisolta; è questo fulmineo spostamento dell’attenzione che produce lo shock, che, nel contesto narrativo, svolge sia la funzione di climax estetico, sia quella di “disturbo narrativo[3]. Se è vero che il finale (o i finali in generale di Kawabata) negano la narrazione, è altresì vero che la dissonanza della narrazione si presenta come elemento fondativo e preesistente della narrazione stessa.

Incursione metaletteraria tra shock e modernità – Kawabata Yasunuri e Walter Benjamin

La sensazione di shock in Kawabata è sia distruttiva che rivelatrice, basti pensare al suo romanzo Mille gru. Il protagonista Kikuji è un esteta benestante e amante della cerimonia del the; come Shimamura ne Il paese delle nevi è un uomo caratterizzato da una mentalità passiva e contemplativa. È però nel suo mondo “estetizzato” che lo raggiunge la minaccia di Kurimoto, l’amante del suo defunto padre, mentre non riesce a decidere se sposare Yukiko o Fumiko. Saranno proprio queste due donne nel finale del romanzo ad assumere i tratti di un “destino finale” o “assoluto incomparabile”. Tale movimento conclusivo è rivelatorio di quelle che potremmo individuare come le caratteristiche della nozione di shock in Kawabata. Lo shock nella produzione dello scrittore nipponico è un personaggio a tutti gli effetti, che si manifesta con il volto della crisi delle aspettative; nel momento in cui Kikuji sceglie finalmente Fumiko la perde, come a voler sottolineare che ciò che in Kawabata si disgrega è la sostanza primitiva di una forma di identità, di una sequenza di certezza che diventano il terreno di uno stato di ambiguità.

 

Vuoi collaborare con noi? Clicca per sapere come fare

 

Da questa rideclinazione del concetto di shock deriva anche una differente interpretazione della nozione di modernità, che si dirige in senso opposto rispetto a quello indicato da Benjamin. Secondo quest’ultimo, infatti, l’apertura all’esperienza diventa sinonimo di shock nella modernità e le persone possono proteggersi da questo shock ritirandosi nel cosiddetto “scudo protettivo[4]. Secondo Kawabata, invece, la coscienza si rende consapevolmente indifesa. Tale contrapposizione deriva dalla differente interpretazione della nozione di natura: se per Benjamin la natura è un elemento perduto ed esclusivamente conservabile nella memoria in attesa del presente, per Kawabata questa diventa l’edificio in cui incanalare lo shock per sfuggire al mondo moderno della razionalità strumentale. Questa coscienza nasce dalla miscela alchemica dell’alta coscienza estetizzante dei protagonisti e dal carattere elegiaco del mondo dei sogni o dall’illusione quasi preistorica del mondo in cui si abbandonano.

Dunque, Kawabata offre una ragione alla natura elegiaca del suo mondo dei sogni: il loro scopo è la loro stessa dissoluzione nella sensazione di shock. Esso, così come i momenti messianici di oggi, riempie il tempo di esperienza in modo compatibile con la modernità. Kawabata, con la sua rigida adesione a un'immagine oggettivata del passato, indica la via possibile per un'esperienza che non solo sopravviva alla disintegrazione dell' “aura” ma che aiuti anche a realizzarla.


Riferimenti bibliografici

CASSEGARD C. (1999), Shock and Modernity in Walter Benjamin e Kawabata Yasunari, in Japanise Studies (Vol. 19, No. 3, pp. 237-251).

KAWABATA Y. (1990), Mille gru, Mondadori, Milano.

ID (2014), Il paese delle nevi, Einaudi, Torino.

 


[1]Cfr. Cassegard (1999, p. 237).

[2]Quelle associazioni che sono situate nella memoria involontaria. Cassegard (1999, p. 238).

[3]Ibidem, p. 242.

[4]Ibidem, p. 249.

Il tuo voto: Nessuno Media: 5 (1 vote)
Tag:

Commenti

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Se il codice inserito non è corretto, viene segnalato un errore (box rosso). Se il codice inserito è corretto e il tuo commento viene segnalato lo stesso come spam non ti preoccupare, non riscriverlo; la redazione lo pubblicherà al più presto.

Il Blog

Il blog Sul Romanzo nasce nell’aprile del 2009 e nell’ottobre del medesimo anno diventa collettivo. Decine i collaboratori da tutta Italia. Numerose le iniziative e le partecipazioni a eventi culturali. Un progetto che crede nella forza delle parole e della letteratura. Uno sguardo continuo sul mondo contemporaneo dell’editoria e sulla qualità letteraria, la convinzione che la lettura sia un modo per sentirsi anzitutto cittadini liberi di scegliere con maggior consapevolezza.

La Webzine

La webzine Sul Romanzo nasce all’inizio del 2010, fra tante telefonate, mail e folli progetti, solo in parte finora realizzati. Scrivono oggi nella rivista alcune delle migliori penne del blog, donando una vista ampia e profonda a temi di letteratura, editoria e scrittura. Sono affrontati anche altri aspetti della cultura in generale, con un occhio critico verso la società contemporanea. Per ora la webzine rimane nei bit informatici, l’obiettivo è migliorarla prima di ulteriori sviluppi.

L’agenzia letteraria

L’agenzia letteraria Sul Romanzo nasce nel dicembre del 2010 per fornire a privati e aziende numerosi servizi, divisi in tre sezioni: editoria, web ed eventi. Un team di professionisti del settore che affianca studi ed esperienze strutturate nel tempo, in grado di garantire qualità e prezzi vantaggiosi nel mercato. Un ponte fra autori, case editrici e lettori, perché la strada del successo d’un libro si scrive in primo luogo con una strategia di percorso, come la scelta di affidarsi agli addetti ai lavori.