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Incroci di civiltà: Venezia apre le porte al mondo

Incroci di civiltà 201421 Paesi e 22 scrittori: questi i numeri del festival Incroci di civiltà 2014. Cina, Romania, Kenya, Germania, Arabia Saudita, Svezia, Francia, Tunisia, Stati Uniti, Cuba, Gran Bretagna, Olanda; Raja Alem, Daniel Mendelsohn, Naomi Alderman: sono solo alcuni tra i Paesi e gli scrittori di prima fascia presenti a Venezia presso le varie sedi dell’università Ca’ Foscari. Posti esauriti praticamente a ogni evento. Tanto entusiasmo e un’eccellente organizzazione. Un grandissimo numero di volontari. Strutture e sedi storiche come il Teatro Goldoni, l’Auditorium Santa Margherita, la Fondazione Querini. Sono questi gli elementi che fanno fare a Incroci di Civilità 2014 il salto di qualità. Venezia sembra essere tornata punto d’incontro per tutte le culture del mondo, un gigantesco salotto culturale degno della Parigi anni Venti del secolo scorso. Il clima che si respira regala tante emozioni visibili nei volti di studenti, ospiti e organizzatori.

Il festival è ormai una garanzia; siamo alla settima edizione; ha tecnicamente la durata di quattro giorni, ma è l’intera settimana ad essere dedicata alla letteratura. Lunedì 31 marzo si è tenuto un incontro dedicato esclusivamente agli esordienti, con ospiti di eccellenza quali Ginevra Bompiani e Mario Ugo Marchetti; martedì 1 aprile, invece, una piccola anticipazione di Incontri di civiltà, con uno spettacolo al Teatro Goldoni di Venezia. I 22 scrittori provenienti da tutto il mondo si sono poi divisi tra gli incontri che hanno avuto luogo tra martedì e sabato.

È la data dell’inaugurazione che ha suscitato le più grandi aspettative e, a essere sinceri, non ha deluso: dopo i primi minuti dedicati ai saluti istituzionali, vengono presentati i vari eventi, tra cui l’interessante laboratorio creativo di scrittura dedicato esclusivamente ai bambini; il noto artista Boris Mikhailov viene incaricato di realizzare il video di presentazione del festival di quest’anno. Poi la scena è letteralmente conquistata dalla personalità di Carlo Petrini (gastronomo di spicco, unico italiano inserito nel 2004 dal «Times» tra gli eroi del nostro tempo nella categoria “Innovator”). Conversando con Giuseppe Barbieri ha parlato di cibo, letteratura e cultura, apostrofando il noto programma televisivo MasterChef come “pornografia alimentare”, onorando la memoria di personaggi come Tonino Guerra e Piero Camporesi, auspicando il ritorno di una figura visionaria nel panorama politico italiano e un cambio di mentalità generazionale nell’affrontare la crisi di questi anni, che Petrini definisce come “senza precedenti”. Sempre all’inaugurazione è stato assegnato il consueto premio Bauer a Patrizia Cavalli, che si esibisce con ironia e passione nella lettura di alcuni suoi componimenti.

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Incroci di civiltà 2014Il festival si è svolto in un’atmosfera di euforia, curiosità e rispetto per le personalità in gioco, per gli sforzi, l’impegno e la professionalità di tutte le persone coinvolte. Anche nel web Incroci di civiltà ha la sua risonanza: su Twitter spopola l’hashtag #incroci14; studenti, giornalisti, ospiti, perfino gli account di grandi case editrici come Marsilio Editori, si cimentano nel live-tweet dei vari incontri. Autori come Kader Abdolah, Ge Fei, Caryl Phillips hanno fatto registrare il sold-out già settimane prima. Chi può biasimare le ondate di studenti e persone di ogni età che aspettano davanti alle sedi per partecipare a questi eventi? Stiamo parlando di personalità di risonanza mondiale, di spessore didattico tutt’altro che indifferente.

In anni in cui ci sentiamo dire che la gente legge sempre di meno, in cui abbiamo sotto gli occhi una cultura penalizzata e ignorata perfino dalla classe politica, vedere tutte queste persone euforiche per un’attività che promuove l’incontro di culture internazionali per mezzo della letteratura fa ben sperare. Ma Incroci di Civiltà deve essere, inoltre, un esempio del fatto che anche la cultura richiede impegno e fatica, professionalità e organizzazione, a servizio della passione per l’arte, che si deve coltivare come una fra le principali risorse di città come Venezia e di Paesi come l’Italia. Incroci di Civiltà regala speranza alla cultura:ha buone possibilità di affermarsi come appuntamento culturale imperdibile, e più che meritatamente.

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