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In libreria l’ultimo capitolo della famiglia Aubrey. “Rosamund” di Rebecca West

In libreria l’ultimo capitolo della famiglia Aubrey. “Rosamund” di Rebecca WestDopo La famiglia Aubrey e Nel cuore della notte esce in libreria Rosamund (Fazi Editore, traduzione di Francesca Frigerio), terzo e ultimo capitolo della trilogia firmata dalla scrittrice inglese Rebecca West, una grande saga avvincente che narra le vicende di una famiglia di artisti vissuti in Inghilterra, in un’epoca alle soglie dei grandi cambiamenti storici, dall’affermazione del movimento femminista ai due conflitti mondiali. Nella loro stesura originaria i tre romanzi dovevano costituire un unicum narrativo di oltre mille pagine, ma su consiglio degli editori Macmillan e Viking, West decise di suddividerli e di pubblicarli come romanzi a se stanti.

Ne La famiglia Aubrey è Rose che a distanza di cinquant’anni, con uno sguardo retrospettivo che la riporta indietro nel tempo tra le note di un passato oramai sepolto, narra le vicende che hanno segnato la propria infanzia, dalle preoccupazioni economiche alle presenze soprannaturali, fino alle esecuzioni al pianoforte. È la musica a fare da filo conduttore ai tre capitoli della trilogia, la passione per essa e l’esercizio costante praticato per eseguirla e migliorare il proprio talento artistico.

 

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Nel secondo volume Nel cuore della notte ritroviamo i bambini Aubrey ormai adolescenti in cerca della propria collocazione nel mondo degli adulti. La musica continua a essere protagonista assoluta, capace di creare un tessuto connettivo tra tutti gli avvenimenti che si susseguono, da quelli più gioiosi a quelli più tristi, come la prematura scomparsa dell’adorato fratello Richard Quinn e la morte dei genitori.

Nel capitolo finale della trilogia, Rosamund, Mary e Rose sono oramai diventate pianiste di successo. Le innumerevoli fatiche patite nel corso degli anni hanno finalmente dato loro i frutti sperati, e le due sorelle girano per il mondo tenendo concerti, soggiornando negli alberghi più lussuosi e prendendo parte a feste d’élite in compagnia di gente facoltosa. Tuttavia c’è qualcosa che le turba. Non sono infatti in grado di instaurare rapporti di alcun tipo con le persone che frequentano. Vivono ancorate ai ricordi del passato, non riuscendo a colmare il grande vuoto abissale lasciato dalle perdite affettive. La musica è la loro unica consolazione, l’ingrediente necessario per sublimare un modo fatto di solitudine e di presenze assenti.

«Non posso amare nessuno a eccezione delle persone che conosco da quando sono bambina. Mio padre. Mia madre. Richard Quin, che sono morti. E Mary. E Rosamund».

In libreria l’ultimo capitolo della famiglia Aubrey. “Rosamund” di Rebecca West

A scuoterle da questo strano torpore giunge una notizia inaspettata: la cara cugina Rosamund ha deciso di sposarsi con un uomo ricchissimo che ha fatto fortuna col petrolio, dai modi tuttavia volgari e dalla indubbia moralità.

«Mi sembrava contro natura che fosse felice con quell’uomo di una spanna più bassa di lei, ridicolo nella forma, con una testa che si attaccava al corpo quasi senza collo, e la cui rotondità diminuiva man mano che si scendeva verso i piedi minuscoli così da farlo sembrare un pesce in piedi sulla coda».

 

Doveva esserci sicuramente una buona ragione a loro ignota per quel matrimonio. Rosamund non poteva di certo essere felice con un uomo che la faceva vergognare e per cui provava una tale repulsione da non lasciare spazio a nessun altra sensazione.

Anche per Rose il destino ha in serbo qualcosa di inaspettato e meraviglioso, la scoperta dell’amore. Sposerà Oliver, un compositore: «pensavo a Oliver come se lui fosse solo estate, solo musica, solo gioia, solo merito», mentre Mary finirà col ritirarsi sempre più all’interno di una «torre acquatica», fatta di nostalgia e di ritiro dal mondo e, inevitabilmente, tra le due sorelle si creerà un distacco che le condurrà a divaricare i loro cammini.

In libreria l’ultimo capitolo della famiglia Aubrey. “Rosamund” di Rebecca West

Con Rosamund Rebecca West ha ancora una volta dimostrato di essere una delle penne più raffinate della letteratura inglese del Novecento. Il suo stile è vivido, pieno di grazia, mai eccessivo. La trilogia degli Aubrey è permeata da una sonorità raffinata, tanto da poterlo definire un romanzo musicale a tutti gli effetti.

Di storie di famiglie si è scritto in milioni di libri nel corso dei secoli, ma gli Aubrey sono diversi. In loro è presente un elemento unico e fondamentale: l’essere famiglia. Persino i cari perduti continuano a essere sempre vivi tra le pagine dei ricordi, sono costellazioni che fisicamente non possono essere più toccate, ma sulle quali non vi è alcun dubbio che continuino ad esistere.

 

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In questo romanzo sono pochi gli avvenimenti che accadono a essere degni di nota. A dominare sono piuttosto le descrizioni dei sentimenti e delle emozioni, la valenza che il vissuto produce sulla propria interiorità. La West ha l’enorme pregio straordinario di raccontare eventi appartenenti a una quotidianità banale e di renderli a noi familiari e cari rendendoci partecipi delle gioie e dei dolori di questa grande famiglia, e facendoci sentire un loro membro. Una saga insomma che difficilmente potremo dimenticare.


Per la prima foto, copyright: Scott Webb su Unsplash.

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