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Il volto nero del Potere. “Gli impostori” di Emiliano Fittipaldi

Il volto nero del Potere. “Gli impostori” di Emiliano FittipaldiEmiliano Fittipaldi ci ha abituato a seguire dall’interno le vicende più oscure del Vaticano e non solo. Così in questo Gli impostori, uscito sempre per Feltrinelli, che è, a nostro modo di vedere, la ciliegina con la quale l’autore rivela l’esistenza di un sistema oscuro. Un sistema che egli stesso non esita a chiamare Potere. Non un potere qualunque, ma il potere che costruisce segreti, che accumula misteri, che occulta verità a proprio vantaggio, per la propria autoconservazione.

Il lavoro di Fittipaldi segue tre filoni di inchiesta in qualche modo interconnessi: la sparizione di Emanuela Orlandi; la crisi Raggi al Comune di Roma; l’entourage renziano del Giglio magico. Non siamo di fronte a un libro scandalo, ma più a una decostruzione di inchieste e documenti che afferma un metodo di indagine giornalistica in un Paese che stenta a prestare alla parte oscura del potere l’attenzione che merita.

 

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Fittipaldi ci conduce dentro le trame grigie di una sostanza politica e spirituale molto cinica. Il quadro che dipinge è quello del costante occultamento delle carte e dei non detti della politica.

Il Vaticano è il punto di partenza, perché detiene il potere vero, quello che interviene ancora sulle idee degli italiani. Chi conserva i segreti del Vaticano conserva, in qualche modo, la chiave d’accesso ai più grandi segreti italiani. Fittipaldi riesce sempre a tenere insieme il livello dell’inchiesta con quello della narrazione più profonda. Lo fa molto bene quando oltrepassa il confine tra la Roma sacra e corrotta del Vaticano e arriva a quella dissacrata della politica attuale.

Il volto nero del Potere. “Gli impostori” di Emiliano Fittipaldi

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Il tema dell’impostura, cioè di individui che non dovrebbero avere nulla a che fare con il potere, è dentro il declino dell’attuale amministrazione comunale romana descritto da Fittipaldi partendo dall’inchiesta che ha visto cadere pezzi della giunta e del sottogoverno Raggi. Per Fittipaldi è l’inizio di un declino più ampio, ma è anche la rivelazione di un vizio politico che viene da lontano: quello di circondarsi di un apparato di anime grigie, sospettabili, ambigue.

La terza inchiesta contenuta nel libro riguarda, più prosaicamente, l’ascesa dell’entourage renziano, che nulla ha da invidiare a quello della Raggi per capacità mimetica e inefficacia politica. Secondo l’autore siamo dentro la svendita delle ideologie in nome del mercato dei sogni. Sogni costruiti a beneficio del mantenimento del potere, una volta raggiunto, come fossero verità.

Il volto nero del Potere. “Gli impostori” di Emiliano Fittipaldi

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Emerge distintamente questo approccio nella parte dedicata al caso Orlandi, che prende avvio da un documento sulla cui veridicità ancora si discute, ma che approda a prospettare scenari angoscianti. La retrospettiva sulla scomparsa della giovane residente nella Città del Vaticano è un flash back di un grigiore assoluto, dove il male assorbe davvero ogni spiraglio di verità.

 

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Fittipaldi è un autore capace di condensare in questo suo lavoro i caratteri più meschini dei poteri italiani, in un racconto che racchiude due epoche capitoline. Volendone trarre una lezione, è un manuale per chi ambisce a entrare nei gigli, nei cerchi magici, nelle stanze dei bottoni. Si dovrà soltanto vendere l’anima al silenzio o alla menzogna. Diventare un po’ Faust, ma molto più cinici e senza alcun ripensamento. Non c’è redenzione, infatti, nei potenti raccontati ne Gli impostori di Fittipaldi. Ma soltanto il rispetto disciplinato della regola dell’impostura. Del potere per il potere.


Per la prima foto, copyright: Jace Grandinetti.

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