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Il viaggio dall’Africa all’Italia raccontato con gli occhi di un bambino

Il viaggio dall’Africa all’Italia raccontato con gli occhi di un bambinoCome immagina il nostro Paese un bambino nato e cresciuto in Africa? A raccontarlo è Maria Paola Colombo, nel suo ultimo romanzo, Il bambino magico, edito da Mondadori nella collana Omnibus a febbraio 2016.

La scrittrice piemontese, vincitrice di diversi premi, tra cui il Flaiano e il Kihlgren, per la sua opera d’esordio Il negativo dell’amore, ha deciso di scrivere una storia attuale di immigrazione, pregiudizio e sofferenza. Ella stessa, in una recente intervista, afferma di aver avuto l’ispirazione per caso, ascoltando alla radio una trasmissione sulle condizioni della baraccopoli di Rosarno, dove si ammassano centinaia di africani. Dopo un’attenta riflessione sulle vite disperate di queste persone, partite da terre lontane in cerca di speranza, ha iniziato a immaginare la loro infanzia nei villaggi africani.

L’immigrazione è anche una metafora della ricerca dentro di noi: dovremmo ritrovare il contatto profondo con il bambino che eravamo.

Il racconto ha inizio in Africa. Gora ha 5 anni ed è figlio di Ibrahima Diop, detto il Lottatore. È un bambino sereno: ha una mamma, una nonna e quattro sorelle. La seconda moglie del padre è in procinto di partorire il piccolo Moussa, che verrà al mondo incredibilmente bianco. È uno zeruzeru: un africano albino, con la pelle bianca come il latte di capra. Nel villaggio potrebbe essere considerato figlio del diavolo, una sventura, un bambino magico. Gora giura a suo padre che lo difenderà.

Sette anni dopo, Moussa è sempre bianco e biondo. I due fratelli crescono spensierati nel loro piccolo villaggio nel cuore della savana, giocando a calcio e commettendo guai per poi ammettere con onestà la colpa: come quel giorno in cui colpirono con la palla per sbaglio il vecchio del villaggio, il marabutto Tafha. Terzo membro del gruppo di giochi è proprio la nipote di quest’ultimo, Miriam, già promessa in sposa, nonostante la giovane età. Tuttavia, la bambina, sognatrice e disobbediente, desidera diventare la moglie dei due amici, pur sapendo di andare contro la legge coranica.

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Il viaggio dall’Africa all’Italia raccontato con gli occhi di un bambinoLa visita del villaggio da parte di un gruppo di turisti italiani farà immaginare loro un futuro diverso in Europa, vista ingenuamente come la terra dell’oro.

Qualche anno dopo, Miriam sarà la prima a decidere di partire. Non vuole sposarsi con un uomo che non ama e diventare come sua madre. Lei è diversa dalle altre donne e preferirebbe assaporare la vita, allontanandosi dalla sua Africa. Dall’ameno villaggio nella savana approderà in Italia, a Milano, dove la vita per una straniera di colore non è affatto facile. Nelle lettere che scrive al nonno racconta di essere trattata bene dai padroni ma sono tutte bugie. Gora e la sua ombra bianca, Moussa, se ne renderanno conto duramente, dopo un lungo viaggio, ammassati su una barca in mezzo al mare. Accanto ai due fratelli siedono una mamma con la figlia malata di diabete, che stringe forte a sé il suo zainetto carico di medicine.

È il viaggio della speranza e del terrore. Non sono concesse lamentele per la mancanza di cibo e acqua: chi si lagna, la paga cara. Poco prima di vedere terra, la tempesta.

A cosa va incontro un giovane ventenne migrante in Italia? Maria Paolo Colombo descrive la solitudine, l’umiliazione, il degrado a cui sono sottoposti esseri umani come noi. Tuttavia, non esiste solo il pregiudizio e la stupidità di chi li considera diversi. La giovane Miriam verrà salvata e tolta dalla strada da un uomo qualunque che le restituirà la dignità e il rispetto.

Il finale è commovente e inatteso: musulmani e cristiani sono entrambi esseri umani capaci di amarsi e rispettarsi reciprocamente. Spesso l’uomo ha paura di quello che non conosce e considera diverso, per questo motivo finisce per odiarlo. Solo i bambini con la loro innocenza e purezza sono in grado di andare al di là delle apparenze. Ecco il messaggio di questa storia, narrata in terza persona da un narratore onnisciente, che pagina dopo pagina mette a nudo le emozioni e le intime sofferenze dei personaggi.

Il bambino magico è un romanzo attuale che con parole semplici e sotto forma di fiaba denuncia una realtà quotidiana, colorandola di umanità.

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