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Il terrorista come moderno scrittore. “Solo per Ida Brown” di Ricardo Piglia

Il terrorista come moderno scrittore. “Solo per Ida Brown” di Ricardo PigliaSolo per Ida Brown è l’ultimo romanzo di Ricardo Piglia (edito da Feltrinelli nella traduzione di Nicola Jacchia), scomparso all’inizio del 2017 a settantasei anni. Malato di Sla, per scriverlo ha dettato e usufruito, aiutato da cinque assistenti, di un software speciale che permetteva di scrivere con lo sguardo.

Solo per Ida Brown è un’opera che filtra le capillarità comunicative della letteratura, attraverso i suoi generi fino al superamento degli stessi. Qui gli spazi della lettura si combinano tra generi. Combinazione preferita di Piglia, già messa in luce in altre opere, è quella che mescola il procedimento narrativo a quello saggistico. Il testo in questione infatti si apre a varie disquisizioni di critica letteraria. Ma non manca il noirche a sua volta si contamina con il farsi del romanzo.

 

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Ida Brown, giovane ricercatrice americana, invita Emilio Renzi (alter ego dello scrittore che si chiamava Ricardo Emilio Piglia Renzi) in qualità di visiting professor a tenere un seminario per dottorandi presso un’esclusiva università americana, il cui modello è la Princeton University dove ha insegnato lo stesso Piglia.

Il tema del suo seminario (ha solo sei studenti) è l’opera di W.H. Hudson, scrittore nato in Argentina da genitori inglesi. Da qui la difficoltà di adattare la propria scrittura a un ambiente così diverso dalla cultura europea. Discrepanza di cui Piglia approfitta per stendere ricche pagine di osservazioni sulla cultura americana. Non a caso l'opera di Hudson (il suo romanzo più famoso è La terra rossa) risente delrapporto stretto tra uomo e natura, tema caro a scrittori come Thoreau e Whitman (la natura non è un mezzo per il conseguimento di conoscenze ideali di ordine superiore, ma fine ultimo della pratica filosofica, fonte di serenità esistenziale). Renzi accenna ai paradossi inerenti il mondo accademico americano: valga l'esempio del preside del suo dipartimento, esperto di Melville, che tiene uno squalo in un acquario nel suo seminterrato. Si profila qui l'anima del romanzo: l'irrequietezza insita nella letteratura di non perdere il passo con la realtà pratica, a rischio di smarrirsi nelle trame più assurde e alienanti. Tormento che causa esasperazioni e parossismi disseminati in tutto il romanzo.

Il terrorista come moderno scrittore. “Solo per Ida Brown” di Ricardo Piglia

Tra gli impegni del seminario e le lunghe camminate, Emilio (è proprio lui per primo un fuggitivo dalla letteratura anche se del tutto pacifico) instaura una relazione con la stessa Ida Brown. Si vedono di nascosto in un hotel sulla strada per New York perché Ida non vuole che in facoltà qualcuno sospetti di loro. Ma sarà un drammatico colpo di scena a proiettarlo in altrettante drammatiche contraddizioni, la cui maggiore vittima sembra essere proprio il mondo accademico, simbolo di protezionismo culturale e umano. Una serie di delitti per opera di uno o più dinamitardi attira l'intervento dell’FBI.

Renzi, ossessionato dalla sequenza dei delitti tra cui uno in particolare lo colpisce direttamente, inizia a indagare per conto proprio. Gli è di conforto e tranquillità l'amicizia con la sua vicina di casa, un'esule russa, biografa di Tolstoj: «Parlare con lei aveva un effetto tranquillizzante. […] sembrava destino che le conversazioni con Nina mi tirassero fuori dalle tenebre dostoevskijane in cui ero sprofondato». Ancora la letteratura. Ma pure la rete del terrorismo ecologico americano.

Il terrorista come moderno scrittore. “Solo per Ida Brown” di Ricardo Piglia

Il volto dell’attentatore si svela quando unManifesto sul capitalismo tecnologico viene spedito ai quotidiani. Ben presto si scopre che l'autore del manifesto e degli attentati è anch'egli un esponente del mondo accademico che ha abbandonato una gloriosa carriera di matematico per farsi dinamitardo. A tal scopo l’attentatore (nella finzione letteraria con nome Thomas Munk, disegnato sulla figura reale di Thedore Kaczynski, il cosiddetto Unabomber), si rintana in una casa nella foresta e invia le sue buste-bomba non ai rappresentanti ufficiali e politici delle istituzioni ma a quel mondo della cultura che ormai ritiene guastato, elitario e inutile. NelManifesto è implicita la necessità di uccidere per raggiungere quanti più proseliti alla causa. «Il terrorista come moderno scrittore», scrive Piglia.

Come possono i risultati letterari influenzare le idee e le scelte più estreme e criminose? Renzi, professore di letteratura, trova analogie nei libri, ad esempio in Cuore di tenebra di Joseph Conrad e nel personaggio di Kurz, uomo colto che costruisce in Kongo un impero del male per semplice volontà tirannica, quasi per astrazione. Il pretesto per tali associazioni causali Renzi lo trova in una copia dell’Agente Segreto di Conrad, sottolineato da Ida proprio per lui, in modo da mettere in luce attraverso i passi da lei evidenziati come è emersa la teoria di Munk. La questione riguarda il vivere secondo la letteratura letta e assorbita, o il giustificare un disegno letterario ripetendolo e rivivendolo nella realtà

Ma se Ida aveva capito bene il percorso svolto da Munk è possibile che lo conoscesse anche di persona? Che avesse adempiuto lei per prima alla voltura dell’azione?

 

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Solo per Ida Brown termina con l'incontro in carcere tra Renzi e l'attentatore nel frattempo smascherato e catturato. È in ballo la verità, o almeno una traccia plausibile del perché la cultura e il genio possano trasformarsi in criminalità. Il travestimento ideologico non sembra bastare per la mente dell'intellettuale. Prevale la dimensione umana e quella dell'innamorato che sospetta la propria amata di far parte di questo insensato travestimento.

Come sempre, nell’opera di Piglia, l’autore prende spunto da eventi della cronaca e li fa reagire con la forza dell’immaginazione, della finzione e dell’esercizio critico. La sua prosa, divisa come si è detto tra narrazione e saggio, è limpida, mai enfatica e mai faziosa, il suo compito di scrittore è capire e narrare i tentativi del comprendere l’animo umano. Ancora una volta la letteratura copre l'arco dell'esperienza umana. Il male travestito da bene, purtroppo è una di queste esperienze.


Per la prima foto, copyright: Thomas Bjornstad.

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