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Il romanzo rosa oltre i vecchi stereotipi. Intervista ad Anna Premoli

Il romanzo rosa oltre i vecchi stereotipi. Intervista ad Anna PremoliAnna Premoli, una delle principali esponenti del romanzo rosa e chick-lit in Italia, è da pochi giorni in libreria con il suo nuovo romanzo, Molto amore per nulla, edito da Newton Compton.

Viola Brunello, protagonista del libro e avvocato d’affari con uno studio in fase di avviamento, ha deciso di mettere da parte i suoi sogni romantici e concentrarsi esclusivamente sul lavoro. Ha scritto una lista di obiettivi da perseguire e su questi intende lavorare, senza lasciarsi distrarre da niente e da nessuno. Fino a quando nella sua vita non arriva Lorenzo e allora tutto potrebbe prendere un’altra piega.

Con Anna Premoli abbiamo provato a fare il punto sullo stato del romanzo rosa e su quanto e perché possa essere importante che anche i lettori di sesso maschile si avvicinino a questo genere.

 

Lei parla spesso d’amore. Com’è cambiato, nel corso degli anni, il suo approccio al racconto di questo sentimento?

Credo di essere diventata in qualche modo più “analitica”. Mi piace indagare in modo molto approfondito l’effetto che il sentimento ha sulla quotidianità concreta di ognuno di noi. Diciamo che, più che “studiare” la passione in sé, a me piace concentrarmi sulla testa. Anche quando si tratta di amore.

 

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Lei è una delle più importanti esponenti del romanzo rosa in Italia. Come si colloca rispetto alla tradizione letteraria di questo genere?

Non ho mai nascosto di essere molto pragmatica e piuttosto contraria all’idea di “uomo che non deve chiedere mai”. Perciò, quando anche mi ritrovo a scrivere di romanticismo, lo faccio secondo il mio personale sentire e con personaggi, sia maschili sia femminili, che sento di essere oggi maggiormente d’attualità.

Il romanzo rosa oltre i vecchi stereotipi. Intervista ad Anna Premoli

La critica non è sempre benevola, se non proprio disinteressata, verso i romanzi rosa e chick-lit. Quali sono secondo lei le ragioni di tale distanza? È solo un pregiudizio dei critici?

Ormai bazzico questo mondo da un discreto numero di anni e ho capito che l’unico modo efficace che si ha per lottare contro una certa “misoginia del romanzo” è quello di andare dritti per la propria strada. L’esempio è più efficace di molte parole, ecco perché io rispondo rimboccandomi le mani. E comunque sì, penso sia solo un vecchio pregiudizio…

 

Che tipo di donna ha inteso raccontare con i suoi romanzi? E che tipo di uomini?

Le mie protagoniste sono donne che lavorano, con la testa sulle spalle, che cercano con fatica di conciliare il proprio desiderio di realizzazione professionale con quello di una felice vita privata. E siccome ho anche molto rispetto per gli uomini, visto che ho studiato e lavorato con un gran numero di uomini eccezionali, cerco di rappresentarli nei miei romanzi per quello che sono, ovvero uomini a loro volta in evoluzione. Per entrambi i sessi questo è un momento storico molto interessante da indagare, perciò ben vengano i romanzi che hanno la volontà di andare oltre certi vecchi stereotipi.

Il romanzo rosa oltre i vecchi stereotipi. Intervista ad Anna Premoli

La protagonista di Molto amore per nulla è Viola, che all’inizio del romanzo è alle prese con la sua lista di tredici cose da fare nella vita. Una tale lista cosa rappresenta per una donna come Viola?

La bucket list che Viola ha compilato per gioco si rivelerà presto un modo per evolversi come persona. Una donna che pensava di essere solo quadrata scopre così di poter assumere anche tante altre forme, qualcuna del tutto insospettabile.

 

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La lascio con una domanda un po’ provocatoria: quanto e perché sarebbe utile anche agli uomini leggere i romanzi rosa e chick-lit?

Per comprendere meglio le donne d’oggi e, perché no, per comprendere anche qualcosa di più di loro stessi. In fin dei conti nell’universo maschile vige ancora una sorta di tabù che impedisce di parlare di sentimenti. Mi piace pensare che i romanzi che non hanno paura di parlare d’amore possano aiutare tutti, donne e uomini, a entrare maggiormente in sintonia con la propria emotività.


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Per la prima foto, copyright: Joel Overbeck su Unsplash.

Per la terza foto, la fonte è qui.

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